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Ubi minorubi-minor-progetto

Per gentile concessione dell'Ufficio Studi, Ricerche e Attività Internazionali del Dipartimento di Giustizia Minorile, pubblichiamo l'introduzione al "2° Rapporto sulla devianza minorile in Italia".

Tutto ciò che qualcuno può immaginare
Altri potranno trasformarlo in realtà
Jules Verne

Succede che se qualcuno può prefigurare una realtà, questa nel tempo si realizzi. Il 2° Rapportosulla Devianza Minorile a cinque anni di distanza dal primo, presenta dati che raccontano una immaginazione, per dirla con Giulio Verne,  quel desiderio dei padri della Giustizia minorile che hanno nel tempo impegnato le proprie energie culturali e professionali per difendere e promuovere l’idea che il carcere per i minori dovesse essere una soluzione sempre meno utilizzata. E così le loro idee hanno informato l’opera del Legislatore che nel 1988 con una riforma di grande respiro ha creato le premesse normative perché questo pensiero pedagogico avesse la possibilità di tradursi in realtà. Questo Rapporto che vede la luce alle soglie del 2014 sembra voler marcare il segnale che dal 1988, vale a dire in 25 anni, la Giustizia minorile, ne ha fatta di strada  e, ormai priva di padri/pensatori, ha assimilato, nella quotidianità del lavoro di magistrati ed operatori,  l’idea che educare o rieducare un minore  sia un’operazione complessa e faticosa da giocarsi nei luoghi della vita e non nei luoghi della reclusione. I dati che in questo Rapporto presentiamo segnano il passaggio ad una Giustizia minorile proiettata sul territorio, centrata sulla qualità del progetto socio-educativo , orientata a promuovere empowerment nella famiglia e  che comincia a credere nella giustizia ripartiva.

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Ennesimo battibecco, ennesima riflessione. Stavolta provo a scriverti una lettera, cara Angela, per cercare di spiegarti ciò che – come di consueto – non mi lasci dire. Leggerai queste mie parole? Magari dopo te le mando per sms: li leggi sempre e magari, infilandosi tra quelli dei tuoi compagni di rete (fb, twitter e quant’altro), lo apri.

Sei arrabbiata con noi,  ci preoccupiamo troppo di tuo fratello?

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Come si misura l’intensità di un’aggressione? Dai giorni di prognosi, dal numero degli spettatori, dall’uso di Internet come ripetitore, dalle ricadute sulla vita di chi la subisce?

L’episodio di Bollate – la ragazza picchiata davanti alla scuola da una coetanea per ragioni, si è detto inizialmente, di gelosia, tra le incitazioni dei coetanei e con qualcuno che filmava e, solerte, pubblicava in rete – è odioso e ripetitivo.

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Essere migrante nella fortezza Europa e nell’Italia dei vari “pacchetti sicurezza” già di per sé non è una buona sorte. Se poi il colore della pelle non consente di celare la propria “extracomunitarietà” il minimo che possa capitare è di essere fermati con una certa frequenza per controlli dei documenti e/o possesso del biglietto dei mezzi di trasporto, oppure essere guardati con diffidenza o scostati per evitare contatto, o peggio venire esclusi da posti di lavoro o stipule di contratti di affitto.

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Gli adolescenti che utilizzano in modo elevato i media, che dormono poco e hanno una limitata attività fisica, sono a rischio di problemi di salute mentale,  secondo un grande studio internazionale condotto da ricercatori della Karolinska Institutet.

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In una sala piena da scoppiare Massimo Recalcati è tornato nella sua cittadina natia, Cernusco sul Naviglio, per parlare di genitorialità e della sfida di essere genitori nella nostra epoca, quella del “padre evaporato”, in un incontro promosso dalla Libreria del Naviglio, dal titolo “Per capire il rapporto tra genitori e figli”.

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Cinque figure dell'immaginario fumettistico come altrettanti simboli di adolescenze "sul limite" tra perdita di sé e riscoperta dell'appartenenza a un gruppo.

Little Nemo: la speranza

Le storie a fumetti di Little Nemo sono forse note solo agli appassionati del genere; eppure si tratta di storie bellissime, tra le migliori della storia del fumetto, create agli inizi del secolo dalla fantasia di Winsor Mc Cay. Vi si narrano i sogni di un ragazzino, Nemo appunto, che dopo aver mangiato pesante fa il suo ingresso in uno straordinario universo onirico; si risveglia, poi, quasi sempre trovandosi ai piedi del letto o avvolto nelle coperte: ma la vignetta finale, quella del risveglio, è così piccola e monotona rispetto alle altre tavole da far pensare che la vera realtà sia proprio quella colorata e assurda del sogno, e il risveglio un brutto incubo.

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Droghe e nevrosi

nel portale 

Non ci sto dentro

Negli ultimi anni è cresciuto l’interesse per i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e di conseguenza anche le relative diagnosi: genitori e docenti sono, infatti, più sensibili a queste problematiche anche grazie alla consistente in-formazione che si è diffusa a seguito della legge n.170/2010 “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico” e al documento redatto dalla Consensus Conference P.A.A.R.C 2011 che ha definito le linee guida per la diagnosi e il trattamento dei DSA.

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Natale con con i tuoi e Capodanno con chi vuoi. Io ho voluto passarlo a Ponte Galeria, assieme all’onorevole Fabio Lavagno (Sel), perché per entrare nei Cie abbiamo sempre bisogno di un parlamentare che ci faccia autorizzare dalla Prefettura come “collaboratori” e perché stare con un amico fa sempre piacere, specie se è preparato e attento. Insieme a noi Luigi Manconi (Presidente Commissione Diritti Umani del Senato), le instancabili professioniste dell’associazione A Buon Diritto, un po’ di giornalisti di carta e tv.

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Cinque figure dell'immaginario fumettistico come altrettanti simboli di adolescenze "sul limite" tra perdita di sé e riscoperta dell'appartenenza a un gruppo.

Calvin e Hobbes: la fiducia

Nel bellissimo fumetto di Bill Watterson, Hobbes è una tigre di pezza, forse imbottita di vecchi giornali, ma nessuno se ne accorge scorrendo le tavole colorate del cartoonist americano; Hobbes sembra vivo al bambino Calvin, ed è indiscutibilmente vivo anche per i lettori, che con il ragazzino solidarizzano.

La dimensione della fiducia, necessaria per una crescita sufficientemente serena, viene sperimentata dal ragazzo e dalla ragazza nel contatto con la natura.

 

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L'intervista a Don Gino Rigoldi

nel portale 

Non ci sto dentro

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