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Un nuovo studio della Facoltà di Medicina dell'Università del Michigan rivela che gli adolescenti che hanno una muscolatura più forte corrono un minore rischio di malattie cardiache e di contrarre diabete. Questi giovani, rispetto ai coetanei con muscolatura meno pronunciata, anche un basso indice di massa corporea (BMI), fianchi più piccoli e sono complessivamente più in forma.

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Un buon amico, professore di lettere adorato dagli studenti, l’altra mattina, per convincermi a dedicarmi di più alle gioie dell’esistenza, mi ha «regalato» una frase del discorso di Camus pronunciato alla consegna del premio Nobel: «l’artista si forma in questo rapporto perpetuo fra lui e gli altri, a mezza strada fra la bellezza di cui non può fare a meno e la comunità dalla quale non si può staccare. È per questa ragione che i veri artisti non disprezzano nulla e si sforzano di comprendere invece di giudicare».

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Il lavoro in contesti residenziali (gruppi appartamento, residenze per l’autonomia, ecc) con neomaggiorenni “fuori famiglia” presuppone un intervento nettamente differente da quello che viene realizzato all’interno dei contesti residenziali per minori, quali le comunità e le case famiglia.

Ciò deriva principalmente dalla considerazione della intrinseca natura dell’intervento che passa dalla dimensione della protezione e della cura (aspetti specifici delle comunità per minori e dei contesti similari) alla dimensione della promozione della cittadinanza attiva e delle autonomie personali (costrutti più adatti a soggetti che devono orientarsi verso una risoluta indipendenza).

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La Famiglia nelle testimonianze

del portale 

Non ci sto dentro

Pubblichiamo l'abstract e i risultati della ricerca «Giustizia e giovani adulti» realizzata dal Censis, con la collaborazione della Fondazione Don Luigi Di Liegro, per conto del Dipartimento per la Giustizia Minorile-Ufficio Studi, ricerche e attività internazionali.

Le persone sotto i 21 anni in carico ai servizi della giustizia minorile al 1° gennaio 2012 sono 13.500. Di questi, i giovani adulti (18-21 anni) rappresentano il 61% (più di 8.000), per oltre il 50% presi in carico prima del compimento dei 18 anni.

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Immaginate due ragazzi, entrambi a rischio in riferimento alla possibilità di ingresso in una banda di ragazzi con tendenze devianti. Uno poi lo fa davvero, l'altro invece evita di farlo. Anche se il primo adolescente alla fine ne esce, molti anni dopo lui, o lei, non solo ha un "rischio" significativamente più alto di essere incarcerato e di ricevere una sanzione legale, ma ha anche meno probabilità di aver concluso le scuole superiori e più probabilità, rispetto al coetaneo che ha evitato di entrare nella gang, più facilmente sarà in peggiori condizioni di salute, con la necessità di assistenza sociale, e impegnato a lottare contra la tendenza ad abusare di droga.

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Cara Angela, non sono passati neanche dieci  giorni dall'ultima volta che ti ho scritto, ed eccomi qua, di nuovo carta e penna in mano, a renderti conto delle mie azioni nell'arduo tentativo di placare la tua rabbia e ancora una volta a cercare di indicarti la via. Perché è proprio di via che voglio parlarti o meglio dei numerosi percorsi possibili che conducono alla stessa meta.

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Uno studio di recente pubblicazione mostra che adolescenti valutate come obese all'età di 11 anni, ottengono risultati scolastici inferiori alla media all'età di 11, 13 e 16, in rapporto alle coetanee che non sono in sovrappeso.

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Nancy Fishman è project director per i programmi di giustizia minorile del Center for Court Innovation (istituzione con sede a New York, il cui obiettivo principale è quello di ridurre il livello di criminalità, ha contribuito a limitare il ricorso alla carcerazione), con compiti di supervisione sul  coordinamento e lo sviluppo di programmi di intervento precoce, di prevenzione e di recupero per i giovani sviluppati dal Centro.

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Il caso del tunisino rinviato a giudizio per il furto di un sacchetto di pistacchi del valore di 2,99 euro non può non far riflettere, pensa l'ingenuo cittadino, mettendo mano al portafoglio. Sbagliato! Siamo in Italia nulla è ragionevole. Il danno del centro commerciale non è costituito (solo) dal valore economico della manciata di pistacchi, peraltro immediatamente recuperata, ma dalle spese legali sostenute dal medesimo centro che ha (volontariamente) deciso di proporre querela.

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Il 21 marzo, primo giorno di primavera, ricorre la Giornata della Memoria e dell'Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie.
Preparando materiale per le scuole di Ferrara, la città nella quale lavoro, mi sono resa conto che si sa poco delle vittime più innocenti: i minori. È nata così una ricerca in rete che mi ha portata a constatare l'assenza di un elenco completo e affidabile.
I siti che ricordano le vittime sono molti e di taglio diverso, generalisti o specifici, ortodossi sulla definizione di vittima della criminalità organizzata o tendenzialmente inclusivi. Proseguendo nell'indagine si è composto via via un testo che comprende tutti i minori e i ragazzi uccisi dalle mafie "e dintorni" dal 1980 ad oggi - non per un motivo, il 1980, ma perché da qualche parte bisognava pur iniziare -, rinunciando, per ragioni di tempo e possibilità di approfondimento, ad un approccio storiografico rigoroso.

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Gli adolescenti con un disturbo di personalità di tipo antisociale sono soliti infliggere danni fisici e psicologici sia a se stessi che agli altri. Si sa ancora poco sui processi neurali sottostanti a questi comportamenti. I ricercatori dell'Università di Leiden e del Max Planck Institute for Human Development hanno individuato una possibile spiegazione: le loro regioni cerebrali responsabili dell'elaborazione delle informazioni sociali e del controllo degli impulsi sono meno sviluppati.

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