Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti. Per proseguire devi accettare la nostra policy cliccando su “Sì, accetto”.

Info: info@ubiminor.org  |  Segnalazioni: notizie@ubiminor.org  |  Proposte: redazione@ubiminor.org

Ubi minorubi-minor-progetto

giustizia minorile

  • Filastrocca di un padre a luci rosse

    Sì, il computer… è della mia bambina.

    E in quel filmato c'è una ragazzina.

    20150304 filastrocca luci rosse 2

  • Filastrocca, ci vuole uno scopo

    Tutti abbiamo bisogno di un motivo per fare le cose. Per i bambini non è diverso. 
    Nei processi dove sono vittime spesso si pretende che stiano ai tempi e ai modi previsti dal processo e raccontino a comando quello che ci si aspetta, nei modi in cui siamo disposti ad ascoltarli. 
    Ma a volte mi chiedo: i bimbi che motivo hanno per venirci incontro?

    Ogni gioco
    ha il suo scopo.

    20160718 filastrocca scopo2

  • Giustizia e minori in Namibia

    La Namibia è stato uno dei primi Paesi in Africa ad avere un forum per la giustizia minorile ed è stato il primo paese africano a firmare  la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Fanciullo. Anche prima di questo,  la Namibia veniva presa a modello da altri paesi che stavano cercando di rafforzare i loro programmi di giustizia minorile, tra cui Liberia, Mozambico e Malawi.

    Un’intervista a Ndumba Kamwanyah, uno dei pionieri nella costruzione del sistema della giustizia minorile della Namibia. 

    20131112 namibia2

  • Giustizia penale e sviluppo cerebrale dei minori

    Dalla sezione News della Columbia University. L'articolo getta anche luce sulla grande differenza tra il nostro sistema giuridico minorile e quello statunitense. 

    Psicologi e avvocati penalisti hanno a lungo sostenuto che il cervello degli adolescenti è differente da quello di un bambino o di un adulto.

    L' unico problema? Non potevano dimostrarlo.

    Ora, grazie ai progressi della tecnologia, un team di esperti - tra i quali la professoressa Elizabeth S. Scott della Facoltà di Legge della Columbia University - si è proposto di rispondere alle domande su come il funzionamento del cervello degli adolescenti sia diverso da quello degli adulti e come le differenze possano influenzare il comportamento e i processi decisionali.

  • I diritti e la tutela dei minori in Turchia

    In questa intervista Göktan Koçyildirim (esperto di diritti dei minori dell'Unicef) descrive il sistema di protezione dei minori esistente e le risorse destinate alla loro cura e al loro sviluppo in Turchia. Ricorda i progressi compiuti su tali questioni ma sottolinea anche i principali difetti esistenti nel sistema della giustizia minorile in Turchia, così come le sfide ancora aperte. Parlando della situazione attuale in Siria, una questione di forte attualità che ha un impatto notevole sulla Turchia, spiega come il suo paese affronta il problema dei rifugiati siriani, in particolare dei bambini rifugiati. 

     20141030 turchia1

  • I minori davanti al giudice: raccontare la violenza familiare o negarla?

    Pubblichiamo un estratto dell'intervento di Elena Buccoliero nel quaderno "Riconoscere la violenza o negarla" (maggio 2014). ll quaderno raccoglie gli atti di un ciclo di incontri proposto dalla Scuola della Nonviolenza. Scopo del percorso era mettere a fuoco i meccanismi di negazione della violenza maschile nelle relazioni d’intimità, meccanismi presenti in tutti gli attori coinvolti: gli uomini maltrattanti per giustificare i loro comportamenti, le donne maltrattate per rimanere nella relazione nonostante tutto, i figli per giustificare i genitori e infine questi ultimi, per non intaccare la propria immagine di “bravo papà” e “brava mamma”.  L’iniziativa era inserita nell’ambito del progetto “Violenza di genere e rete locale” coordinato dal Comune di Ferrara, partecipato da Centro Donna Giustizia, Centro di ascolto uomini maltrattanti e Movimento Nonviolento, e realizzato con il contributo del Dipartimento per le Pari Opportunità. 

    20140603 interv buccol 4

  • I minori davanti al giudice: raccontare la violenza familiare o negarla? - Parte seconda

    Quali sono le risorse dei bambini?

    Prima di tutto il desiderio di crescere, l’apertura al futuro. L’investimento nello studio nonostante tutto, l’avvio di relazioni importanti con coetanei o adulti dentro e fuori dalla famiglia o dai servizi, l’espressione artistica, la capacità di credere o costruire un proprio mondo interiore sono espressione di questa meravigliosa energia.

     20140603 interv buccol 5

  • II parte dell'Introduzione al "2° Secondo Rapporto sulla giustizia minorile"

    Per gentile concessione dell'Ufficio Studi, Ricerche e Attività Internazionali del Dipartimento di Giustizia Minorile, pubblichiamo l'introduzione al "2° Rapporto sulla devianza minorile in Italia" (II parte).

    Alcune centrature

    Il Rapporto apre alcuni spazi dedicati a segmenti di cui vuole marcare la peculiarità. Allcuni di essi sono stati  citati sommariamente nel corso di questa presentazione: l’analisi sulla recidiva,  la sospensione del processo e della messa alla prova, la condizione delle ragazze. Vorrei aprire uno spazio di riflessione sui cd. giovani adulti. La progressiva presenza di ragazzi nella fascia alta dell’adolescenza, in area penale esterna ed interna è un punto di particolare significatività all’interno di questo Rapporto. Infatti se abbiamo parlato della dinamicità e flessibilità dell’adolescenza in area penale non si può non prendere atto del progressivo innalzamento dell’età dei ragazzi che entrano e sostano all’interno dei Servizi minorili.

    20140215 devianza-minorile

  • Il Secondo Rapporto sulla giustizia minorile

    Per gentile concessione dell'Ufficio Studi, Ricerche e Attività Internazionali del Dipartimento di Giustizia Minorile, pubblichiamo l'introduzione al "2° Rapporto sulla devianza minorile in Italia".

    Tutto ciò che qualcuno può immaginare
    Altri potranno trasformarlo in realtà
    Jules Verne

    Succede che se qualcuno può prefigurare una realtà, questa nel tempo si realizzi. Il 2° Rapportosulla Devianza Minorile a cinque anni di distanza dal primo, presenta dati che raccontano una immaginazione, per dirla con Giulio Verne,  quel desiderio dei padri della Giustizia minorile che hanno nel tempo impegnato le proprie energie culturali e professionali per difendere e promuovere l’idea che il carcere per i minori dovesse essere una soluzione sempre meno utilizzata. E così le loro idee hanno informato l’opera del Legislatore che nel 1988 con una riforma di grande respiro ha creato le premesse normative perché questo pensiero pedagogico avesse la possibilità di tradursi in realtà. Questo Rapporto che vede la luce alle soglie del 2014 sembra voler marcare il segnale che dal 1988, vale a dire in 25 anni, la Giustizia minorile, ne ha fatta di strada  e, ormai priva di padri/pensatori, ha assimilato, nella quotidianità del lavoro di magistrati ed operatori,  l’idea che educare o rieducare un minore  sia un’operazione complessa e faticosa da giocarsi nei luoghi della vita e non nei luoghi della reclusione. I dati che in questo Rapporto presentiamo segnano il passaggio ad una Giustizia minorile proiettata sul territorio, centrata sulla qualità del progetto socio-educativo , orientata a promuovere empowerment nella famiglia e  che comincia a credere nella giustizia ripartiva.

     20140215 cover 2

  • Italiani e stranieri

     Ragazzi italiani e ragazzi stranieri

    secondo i protagonisti
    del portale 
    Non ci sto dentro

  • La detenzione per i minori è un deterrente efficace? Due opinioni diametralmente opposte sulla situazione tedesca

    In Germania, i giovani autori di reato trovano sempre di più se stessi facendo un lavoro sociale di riparazione, piuttosto che passando tempo in prigione. Un giudice di spicco avverte ch​e le pene alternative non ​sono un deterrente efficace - ma le statistiche dipingono un quadro diverso. La sua opinione a confronto con quella diametralmente opposta di un criminologo.

    20131104 germania1

  • La dimensione organizzativa del sistema della giustizia minorile. L'intervista a Lamberto Bertolé nel "2° Rapporto sulla devianza minorile"

    Per effettuare una ricognizione dello stato della Giustizia Minorile, a mio giudizio occorre distinguere due polarità di attenzione e di interrogazione. La prima è quella della dimensione organizzativa, nella quale svolgere una valutazione di quanto sta avvenendo in riferimento agli enti e alle organizzazioni attraverso le quali si esplicano i percorsi giudiziari ed educativi avviati: i servizi sociali, le strutture penitenziarie, le comunità, i servizi territoriali. L'altra dimensione è quella più strettamente pedagogica, che richiama il senso e l'efficacia di quanto messo in atto, e indirizza all'esame delle strategie educative, alla comprensione della condizione attuale dei giovani, all'individuazione dei fattori di urgenza per avviare processi di rinnovamento, e al contempo pone l'attenzione sui nodi critici, ossia tutti gli elementi che generano disallineamento tra l'eccellenza giuridica del codice minorile e la concretezza della sua applicazione, minacciando di vanificarne le disposizioni e renderne inattuato l'orientamento.

    20140224 Intervista

  • La dimensione pedagogica del sistema della giustizia minorile. L'intervista a Lamberto Bertolé nel II Rapporto sulla devianza minorile

    Le riflessioni sulle implicazioni educativo – pedagogiche della situazione attuale del sistema penale minorile sono inseparabili dalle osservazioni sullo stato di procedure e snodi organizzativi e operativi. Sono infatti seminate in modo trasversale a tutti i punti che ho toccato finora.

    Voglio però a questo punto sottolinearne esplicitamente due aspetti, a loro volta strettamente interconnessi: la condizione dei minori e la condizione degli adulti. I fattori di disequilibrio legati alla crisi economica saranno anche qui espediente per mettere a fuoco motivi permanenti di attenzione e urgenza.

    20140227 intervista 2

  • La vita ti sia lieve. Storie di migranti e altri esclusi

    "Ho visto occhi colmi di disperazione fissarmi dietro le grate. Ho visto Zaccaria, rinchiuso a soli tre anni, soffrire di un dolore adulto, con un’espressione che un bambino non dovrebbe mai avere. Ho visto mani cercare un varco tra le sbarre, cercare altre mani, un contatto. Ho visto mani bruciate da manganelli elettrici.

    20131215 Ballerini

  • Lavoro minorile e giustizia penale. Il rapporto Save the Children

    Secondo il rapporto sul lavoro minorile e giustizia penale, realizzato da Save the children, una larga parte dei minori che al momento sta scontando una condanna penale, ha alle spalle mesi o anni di lavoro svolto sotto i 16 anni. Una quota significativa di essi ha lavorato addirittura a 11-12 anni e in condizioni di grave sfruttamento e pericolo, per tante ore di seguito e di notte, fuori della cerchia familiare. Ristorazione, vendita, edilizia, agricoltura e allevamento, meccanica alcuni dei principali settori di impiego di questi giovanissimi.

    20140613 lavoro

  • Le caratteristiche dei minorenni autori di reati che smettono di commettere crimini

    Più di un milione di bambini e adolescenti sono stati arrestati nel 2014 con accuse che vanno dagli atti di vandalismo e violazione delle norme sull’uso di droga, fino all’aggressione aggravata e all’omicidio . Sebbene questo numero rappresenti una riduzione considerevole rispetto agli anni precedenti, il problema dei crimini commessi dai giovani è ancora una seria preoccupazione per i politici, le organizzazioni a difesa dei minori e la società in generale.

    20160414 caratteristiche autori reato - a

  • Oneida County Teen Court - A giudizio dai pari

     Nella Contea di Oneida, Stato di New York, da cinque anni esiste una singolare via giudiziaria alternativa al processo tradizionale, per minori imputati di reato.

    Studenti della scuole superiori di Rhinelander e Oneida Lake vengono formati per diventare giudici di un tribunale composto da soli teenagers.

    Questo speciale tribunale si occupa di ragazzi al loro primo reato, la cui età va dai 10 ai 16 anni.

  • Prove di alleggerimento dei precedenti penali a Chicago

    Nel tentativo disperato di frenare la violenza armata che sta minando la vita sociale della loro città, i legislatori di  Chicago stanno aprendo la strada a un’idea che contrasta la cultura ancora largamente diffusa negli Stati Uniti: combattere la criminalità rendendo più facile, per i giovani, la cancellazione dei reati commessi da minorenni.

    20140903 Chicago

  • Quello che la morte di Evan insegna

    Se in Google Notizie cerco Evan Lo Piccolo, il bimbo di 21 mesi morto di botte a Rosolini il 17 agosto scorso, rintraccio 24.500 risultati. Se digito Gioele e Viviana, con riferimento al bimbo di 4 anni deceduto nello stesso periodo con la mamma, ne rilevo 1.730.000.

    20200909 insegna 2

  • Salvare i ragazzi da un destino carcerario. Un progetto australiano

    C'è la fotografia di una sorridente bambina dalle guance rosee appesa al muro, dalla finestra si vede una prospettiva di rotoli di filo spinato, si profila attraverso un vetro inciso con i segni e i graffi che di solito si vedono sui treni che hanno subito vandalismo.

    20160512 mentori 2

Iscriviti alla newsletter

Ho letto e accetto le regole per la Privacy e Termini di Utilizzo

Link amici

Area riservata