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Quinta Settimana dell'Accoglienza
28 settembre – 6 ottobre 2019

Solitudini
Creare legami e costruire comunità

"La solitudine è come una lente d'ingrandimento: se sei solo e stai bene stai benissimo, se sei solo e stai male stai malissimo" (Giacomo Leopardi)

Se esiste una dimensione che sempre più marcatamente tocca tutte le fasce d'età della nostra comunità, intesa in senso locale ma soprattutto generale, questa è senza dubbio la solitudine.

settimana accoglienza

Alcuni dati significativi
Chi ha sviluppato ricerche in questo senso arriva a dati molto preoccupanti. Nel Regno Unito, dove il 22% della popolazione dichiara di soffrirne, è stato istituito il ministero per la Solitudine (è una ministra, si chiama Tracey Crouch, nel suo portafoglio ci sono anche lo sport e la società civile).
Anche il nostro Paese è ormai abitato da una popolazione di persone sole.8,5 milioni sono infatti gli italiani che vivono da soli (40% vedovi, 39% celibi o nubili, 21% separati), mentre una famiglia su tre - 31,6% - è composta da una sola persona (dato del 2017 – nell'anno 1997 questa percentuale era del 20,8%).In Regione e nelle due Province di Trento e Bolzano il dato è praticamente coincidente con quello nazionale (31,8% in Regione: 31,7% in Trentino e 31,8% in Alto Adige). A Trento al 31/12/2018 le persone che vivono sole sono 21.720 su 118.288, cioè il 18% dell'intera popolazione (non delle famiglie).Secondo l'ultimo Rapporto annuale Istat 2018, inoltre, circa 3 milioni di persone dichiarano di non avere una rete di amici, né una rete di sostegno, né partecipano a una rete di volontari organizzati. La quota di persone senza reti esterne alla famiglia è più alta tra le persone che vivono da sole (7,7%) ed è massima tra gli anziani (15,6%).

Quali le cause
Le ragioni sono tante e sono tutte collegate fra loro:innanzitutto un aspetto è legato alle politiche neoliberiste che hanno determinato le condizioni per lo sgretolamento sociale. L'iperliberismo economico ha esasperato l'individualismo. "Viviamo una crisi profonda di tutti i sistemi di intermediazione sociale e l'individualismo, cioè la concentrazione sul singolo come soggetto di riferimento dei consumi e come responsabile di se stesso e del proprio destino, ha prodotto molta solitudine" (Ugo Morelli).Un secondo aspetto riguarda il nostro essere diventati soggetti planetari che ha determinato un aumento di indifferenza. Siamo diventati tutti abitanti del mondo, ma portiamo addosso un senso di distanza dai fenomeni che accadono.Il livello di empatia (cioè la capacità di «mettersi nei panni dell'altro») è sceso del 48% tra il 1979 e il 2009. E possiamo affermare e verificare come sia ulteriormente diminuito negli ultimi anni. Questo tema è stato ripreso qualche settimana fa dal Financial Times che ha lanciato l'allarme: va cercata qui la vera radice di quel «cattivismo» che vediamo spuntare da tutte le parti e che minaccia la nostra vita sociale.Il terzo fattore è il declino dei legami sociali quali le forme di vicinato, di convivenza, di socialità urbana ma anche la coscienza sindacale e sociale. Tutto questo ha comportato un forte ritiro nel privato e di conseguenza un effetto di solitudine molto potente.Un aspetto ulteriore viene messo in luce da Marta Tibaldi, docente di Psicologia interculturale a Siena, quando afferma che da vent'anni sono in aumento le richieste che vengono fatte ai singoli. "Il mondo è diventato molto "demanding", richiede performance sempre più alte e di conseguenza è aumentata a dismisura la paura del giudizio altrui e il senso di inadeguatezza che produce come conseguenza proprio l'isolamento, il rifiuto della relazione, la perdita del contatto, talvolta la chiusura fisica dentro una stanza, magari con un computer che crea attraverso i social media una sensazione fittizia di socialità". Pensiamo ai ragazzi ritirati socialmente, quel fenomeno definito Hikikomori, che conta ormai migliaia di casi.

Infine, la solitudine è anche il riflesso delle profonde trasformazioni strutturali del nostro modo di vita: nei Paesi europei la percentuale di famiglie costituite da una sola persona è raddoppiata negli ultimi 50 anni. Con problemi particolarmente acuti nelle grandi città.

Parliamone quindi, trattiamo il tema, analizziamolo, portiamolo all'attenzione di tutti perché, come scrive Cacioppo nel suo libro "Solitudine", " Una marea che sale può sollevare un insieme di barche, ma in una cultura di individui socialmente isolati, atomizzati da sconvolgimenti sociali ed economici e separati da ampie disuguaglianze, può anche provocare l'annegamento di milioni di persone".
Senza dimenticare che una società di soli e arrabbiati è un serbatoio di violenza latente che può sempre scaricarsi contro qualcuno. È questo, secondo il World Economic Forum, il rischio da non sottovalutare e che va combattuto mettendo al centro dell' agenda la ricostituzione delle reti sociali e dei corpi intermedi.

Si fa sempre più urgente quindi la necessità di ridare il giusto spazio alla collettività e ridefinire la libertà individuale partendo dall'impegno collettivo.

Come scrive Baumann è nell'antica agorà, luogo privato e pubblico al tempo stesso, che potremo tornare a interrogarci e le sofferenze private potranno essere finalmente pensate e vissute come problemi condivisi, comuni e politici.

Cosa fare
Come CNCA noi riproponiamo la Settimana dell'Accoglienza, realizzata con l'impegno di tante realtà, operatori, volontari e cittadini, come spazio di discussione, come l'antica agorà.Ancora una volta, il compito a cui applicarsi, e al quale ci applichiamo da sempre, è promuovere sensibilità e fornire la dimensione culturale sul tema proposto.

La Settimana dell'Accoglienza come momento di costruzione di idee, progetti, iniziative, per promuovere e rafforzare reti; per trovare risposte, interpellando e sollecitando tutti i soggetti che fanno parte di una comunità di farsene carico.Singoli, associazioni, enti, classe di governo, ognuno per la sua parte, per le sue competenze, per le sue capacità. Gli eventi della Settimana sono auto-organizzati e auto-finanziati dalle realtà aderenti; unico prezioso contributo finanziario è quello della Fondazione trentina per il Volontariato Sociale che sostiene i costi della stampa del materiale promozionale.

Una Settimana dell'Accoglienza che è evento unico a dimensione regionale, che coinvolge realtà contigue ma che a volte fanno fatica a parlarsi, e che invece nella cornice della Settimana trovano i fili, le trame, per tessere una tela ricca di segni e significati e piena di colori.
Dimensione regionale e dimensione culturale, per dare spessore e rilievo al tema, per cercare di individuare e mettere a fuoco gli aspetti, i caratteri, le complessità.Con l'atteggiamento che da sempre ci caratterizza, quello dell'ascolto e della accoglienza, ricordando, ancora una volta, che CNCA non sceglie chi accogliere, ma sceglie di essere accogliente; non definisce criteri e classifiche di bisogno ma cerca di leggere e dare risposte ai bisogni dei soggetti più fragili, più in difficoltà; non costruisce graduatorie ma opera senza distinzioni, in base al criterio unico della solidarietà umana.

Quel che accade a un paese è lo specchio di quel che accade nel cuore dei suoi abitanti. Se sei solo, anche il paese è solo, o isolato.

Le settimane dell'accoglienza 
(clicca per scaricare il pdf)

logo cnca

Dal 3 al 6 ottobre al Binario 7 di Monza si terrà il Primo Festival Internazionale di Video Partecipativo.

Sarà una quattro giorni di formazione gratuita per gli educatori, insegnanti, formatori e appassionati del video per il sociale con formatori internazionali che terranno conferenze e workshop dedicati al metodo in cui spiegheranno come viene utilizzato nei loro Paesi.

Un'occasione unica per entrare in contatto con realtà internazionali che da anni utilizzano il Video Partecipativo nei loro Paesi.

Tutti gli interventi avranno traduzione simultanea in cuffia e sono gratuiti (anche coffee break e pranzi).

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Qui il link al programma: https://www.pvcode.it/pv-festival/

Qui il link all'iscrizione gratuita ma obbligatoria: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-international-pv-festival-63168706301

3 6 ottobre PV festival CREDITS NEW NEW v1 1024x363

Il CNCA - Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza ogni due anni propone, un momento di confronto, di partecipazione e riflessione ad ampio respiro.

L'incontro è aperto a tutti quelli che coltivano l’idea di costruire percorsi che possano generare lessici e relazioni, per alzare lo sguardo e farsi interrogare dai percorsi e dalle sfide in atto localmente e nei contesti più ampi.

“Spello” è uno sguardo, un intreccio di persone e ascolti, un’intelligenza collettiva che si mette in moto.

Il programma del 2019 prevede 3 giorni di discussione dal 10 al 12 ottobre, intorno al tema del COMPORRE.

Una parola-chiave in un tempo di grandi s-composizioni sia a livello locale, sia a livello globale.

In tanti anni di storia e nelle diverse declinazioni, come organizzazione, abbiamo composto e componiamo narrazioni, pensiero, storie e ricerchiamo azioni creative. Nei differenti territori, a partire dall'affermazione dei diritti, dei bisogni e dei sogni delle persone e delle comunità territoriali abbiamo attivato percorsi per dare possibilità di ricomporre le fratture sociali e i conflitti che li attraversano.

Una composizione dunque, in grado di aprire una moltitudine di possibilità ed anche stimolo per formulare ipotesi e domande da cui fare partire nuove riflessioni, nuovi progetti. Comporre consonanze e dissonanze per opporsi all'indifferenza.

Comporre per creare e progettare legami, organismi articolati, nello spazio, all'insegna dell’ordine e dell’armonia, per connettere non solo ciò che è omogeneo ma anche l’eterogeneo, l’inatteso e l’inespresso.

Comporre sguardi ecologici, per un’etica della terra, che portino a guardare il territorio, la città, le relazioni, i paesaggi e la comunità con un’immaginazione creativa, umana e immaginaria capace di osservare le questioni da diverse angolazioni raccogliendo idee, punti vista e punti di vita.

Ricomporre le nostre azioni sociali e le nostre storie come possibili rotte per attraversare questo difficile momento e poter ribaltare il mondo.

Vi invitiamo a partecipare all’assemblea di quest’anno! Per iscriversi compilare il modulo on line :  http://bit.ly/Spello2019

 

Programma

Giovedì 10 ottobre, Centro Polivalente, Ca’ Rapillo, Spello
13 Registrazione partecipanti e convivialità con degustazione di eccellenze enogastronomiche del territorio
14    Saluti in apertura lavori e introduzione di Riccardo De Facci presidente nazionale CNCA

14.30 – 18.30 Relazioni di scenario
 - I diversi sguardi del comporre

Sessione 1 - Comporre educazione, narrazioni e storie di vita  
Marina Santi – Università di Padova/CIREP (Centro Interdisciplinare di Ricerca Educativa sul Pensiero)
Evelina Santangelo – scrittrice e traduttrice
Coordinano Silvia dalla Rosa e Alessandra De Filippis consiglio nazionale CNCA

Pausa tè a cura di Isaaf

Sessione 2 - Comporre accoglienza – (#ioaccolgo)
Francesca Mannocchi – giornalista
Manuela de Marco* – Caritas nazionale
Intervista Alessia Pesci – esecutivo nazionale Cnca

19.30
 Cena a cura dell’Associazione Isaaf

Ore 21.15 
Visione del   film “Isis, tomorrow. The lost souls of Mosul” saranno presenti gli autori Francesca Mannocchi e Alessio Romenzi.

Venerdì 11 ottobre

9.30 – 12.30 Laboratori per tema - Come comporre tierra, trabajo, techo (sedi varie)
I laboratori rientrano nelle attività del progetto ESC, Economia solidale circolare, finanziato dal Ministero del Lavoro e politiche sociali, DLGS 117, 3 luglio 2017 art. 72anno finanziario 2018

Lab-Tierra
 – la terra da abitare, la ri-generazione urbana, la terra accogliente e portatrice di diritti
Conduce: Paolo Cattaneo consiglio nazionale CNCA
Stefano Liberti – giornalista e scrittore
Pasquale Bonasora - Labsus - Laboratorio per la sussidiarietà
Andrea Mormiroli – cooperativa Dedalus
Incursioni video di Gigi Nardetto – consiglio nazionale Cnca
Esperienze: Paolo Cattaneo - Niguarda 

Lab-Trabajo
 - Liberare il lavoro, il lavoro sociale e nuove prospettive del lavoro
Il laboratorio intende promuovere una riflessione che tenga insieme un ragionamento sul lavoro sociale, i diritti dei lavoratori, i percorsi di inclusione socio lavorativa per le persone in condizione di fragilità e vulnerabilità, lo sviluppo di forme innovative di impresa ispirate anche ai modelli dell’economia circolare. Molte delle sue riflessioni traggono ispirazione dalle proposte del Manifesto per l’inserimento socio lavorativo promosso da CNCA, Consorzio Sociale Abele Lavoro, Consorzio Idee in Rete (www.inserimentolavorativo.net). Il Manifesto è stato scritto nel 2018 a seguito di diversi incontri e confronti tra operatori ed è aperto alla condivisione di chiunque voglia aggregare intorno a questo tema altre persone e organizzazioni.

Lab-Techo - Le nuove forme del comporre casa (relazioni, generi e accoglienze) e comunità nei territori. Il fare casa in modi sostenibili e con l’utilizzo di materiali di riciclo.
Conduce Fabrizio Mariani – consiglio nazionale Cnca
Antonio Tosi – esperto di rapporti tra povertà e politiche abitative, già Docente di Sociologia Urbana e Politiche della casa al Politecnico di Milano.
Giovanni Laino – social planner
Esperienze: Alessandro Carta – FIO.PSD, Silvia Nessi* - Architetti senza frontiere 

14.30 – 18.30   Generare creatività compositiva, Centro Polivalente, Ca’ Rapillo, Spello

Un sapere invisibile e allo stesso tempo complesso pieno si deposita nelle storie individuali e comunitarie.  Ogni processo creativo eredita la memoria di ciò che è già avvenuto ma al tempo stesso la condizione di possibilità di ogni processo creativo è che vi sia vuoto.  Come comporre le questioni e ricomporle in modo creativo? Come stare dentro al cambiamento?

Laboratorio – conferenza
Conducono  
Marta Bonafoni giornalista e consigliera regionale Lazio
Massimo Ruggeri consiglio nazionale CNCA
Salvatore Costantino consiglio nazionale CNCA

Monologo Teatrale di Giuseppe Cederna 

Sessione 1 - Creatività per prendere parola, comporre comunità e cambiamento
Franco Lorenzoni - insegnante e scrittore
Tahar Lamri - scrittore  
Luisa Impastato – centro

Sessione 2 - Creatività per generare umanità
Mara Redeghieri – cantante
Giuseppe Cederna – attore
Eugenio Cicala - street artist

20.30 Cena a cura dell’Associazione Bhalobasa  

 

Sabato 12 ottobre, Centro Polivalente, Ca’ Rapillo, Spello

9-10.30 Plenaria
che cosa ci portiamo dai due giorni, quali rilancio in intreccio con le aree tematiche:
Liviana Marelli, Matteo Iori, Stefano Trovato dell’esecutivo nazionale Cnca
Conduce Daniela Preziosi giornalista
Incursioni video 

10.30-12.00 Comporre comunità, umanità e ricomporre il sogno di un cambiamento

Ada Colau* attivista e politica
Maurizio Landini* segretario generale della CGIL
Marco Revelli* sociologo
dialogano con Don Armando Zappolini e Marco Vincenzi consiglio nazionale CNCA

12 - 13 Chiusura Riccardo De Facci, Marina Galati, Caterina Pozzi - presidenza CNCA

*in attesa di risposta

Gruppo di studio e organizzazione: Silvia Dalla Rosa, Riccardo De Facci, Alessandra De Filippis, Salvatore Costantino, Massimo Costantini, Massimo Ruggeri, Alessia Pesci, Marco Vincenzi, Armando Zappolini, con il supporto dell’Ufficio nazionale del Cnca.
Regia: Alessia Pesci e Marco Vincenzi
Gruppi di lavoro:
lab- tierra: Federica Zambelli, Roberta Lorenzetto, Valerio Pedroni, Amalia Tata, Valeria Pecere, Silvia Ciofi, Cornelia Hunger, Daniele Damini, Fabrizio Mariani, Simone Gasparri, Stefano Trovato

lab-tiecho: Fabrizio Mariani, Francesco Mormone, Matteo Iori, Monica Ciavatta
Lab-Trabajo: Manifesto per l’inserimento socio lavorativo
Spello Ecosostenibile… stiamo cercando di minimizzare l’impatto negativo sull’ambiente di questo evento e di lasciare una eredità positiva alla comunità che lo ospita. Obiettivi: riduzione progressiva della carta e preferenza per allestimenti e materiali ecocompatibili.

Per iscriversi compilare il modulo on line :  http://bit.ly/Spello2019

Per una lista delle strutture ricettive da contattare direttamente si può fare riferimento alla lista disponibile on line al seguente link:
http://cnca.it/images/stories/ufficio-stampa/Strutture_Ricettive_Spello_COMPLETO.pdf

10 12 ottobre.Spellologo cnca

La famiglia è uno dei contesti socio-relazionali a maggiore “densità comunicativa”. Negli ultimi anni ha subito importanti processi di trasformazione, evoluzione e cambiamento che interessano sia le dinamiche interne che i ruoli dei professionisti della cura. Agli operatori, infatti, viene richiesta una maggiore attenzione e sensibilità ai processi di costruzione della relazioni, in particolare nei casi in cui i bambini sono vittime di esperienze sfavorevoli. A partire dall’esperienza clinica, psicogiuridica e didattica maturata dai relatori l’evento proporrà una riflessione su come modulare l’ascolto nell’ambito della tutela minorile, armonizzando gli interventi degli operatori con il lavoro del curatore speciale. Un incarico che richiede competenze eclettiche, una sensibilità umana spiccata e una capacità «speciale» nel dar voce alla storia del minore, mediandone la relazione con il tribunale.

PROGRAMMA
9.00
Accoglienza e registrazione dei partecipanti

Introduce e coordina:
Susanna Galli
Responsabile Servizio formazione per le professioni sociali, terzo settore e pari opportunità della Città metropolitana di Milano

9.30
Saluti istituzionali 
9.45
Il ruolo del curatore speciale visto dal giudice
Paola Ortolan
Giudice Tribunale per i Minorenni di Milano
10.15
Il curatore nei procedimenti civili
Grazia Ofelia Cesaro
Avvocato Presidente UNCM
10.45
Il curatore nei procedimenti penali
Anna Lucchelli
Avvocato Presidente Camera Minorile di Milano
11.15
Break
11.30
La voce del minore nella tutela e nella curatela speciale
Stefano Benzoni
Neuropsichiatra infantile
12.30
Question time
13.30
Compilazione ECM e customer satisfaction

Ore 9.00/13.30 Sala Di Vittorio, Camera del Lavoro

Corso Di Porta Vittoria 43, Milano

 Scheda del corso e iscrizione on line

Sono stati richiesti crediti deontologici per Assistenti sociali
I crediti ECM per le professioni sanitarie

22 ottobre

Nel 1994 a Certaldo (Fi) si svolse un convegno dedicato agli operatori di strada. Dai lavori di quei giorni nacque la Carta di Certaldo, documento fondativo del lavoro di strada in Italia. Per la prima volta si definiva una cornice metodologica condivisa per la progettazione, lo sviluppo e la valutazione del lavoro di strada (anche detto: di outreachdi bassa soglia o di prossimità).

25 anni dopo il Gruppo Abele e il Cat di Firenze promuovono, in collaborazione con CGIL e Cnca, un evento, dal 7 al 9 novembre 2019 a Firenze (Sala Conferenze Valitutti – Fondazione Museo del Calcio, viale Aldo Palazzeschi 20), per rileggere e rilanciare il valore sociale, culturale e politico di un approccio che rovescia gli schemi classici della relazione (di aiuto e cura) tra professionista e utente. Una relazione meno asimmetrica e più dialettica. Capace di riconoscere, accanto ai saperi esperti, i saperi informali. Attenta a incontrare le persone nei loro luoghi di vita, senza attenderle nelle stanze degli ambulatori.
Parole come riduzione del danno, unità di strada, sono figlie di quella stagione. E oggi?
Le tre giornate di novembre vogliono offrire uno spazio di confronto e di dialogo fra operatori di prossimità, servizi sociali e sanitari, decisori politici e comunità locali. Attorno a quattro parole chiave: 

1) la Città come caleidoscopio della strada; 
2) la Comunicazione 
della strada tra urla e silenzi;
3) la Salute 
della strada come salute della società;
4) il Diritto 
e rovescio. Le contraddizioni tra giustizia e norma

Hanno già aderito all’evento l’associazione Avvocato di strada Onlus, Civicozero, la cooperativa sociale Parsec, il Forum Droghe, Open Group, la cooperativa sociale Agorà, l’associazione Aliante, il Centro Sociale Papa Giovanni XXIII, la cooperativa sociale Alice Onlus, la cooperativa Lotta contro l’emarginazione, la cooperativa Arnera.

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Qui i dettagli del programma e il modulo per l'iscrizione

Per l’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna è fondamentale riflettere su alcuni assunti di base - non sempre espliciti e consapevoli - che condizionano la relazione di coppia e di conseguenza la definizione di compiti e responsabilità alla nascita di un figlio. Uno dei primi passi è opporsi allo stereotipo che da sempre impone all’uomo il ruolo di colui che deve “portare il pane a casa”, e fare riferimento al concetto di genitorialità piuttosto che a quello di maternità. Stereotipi di questo tipo si possono superare psicologicamente e culturalmente, anche con il supporto di cambiamenti normativi.             
A questo proposito, bisogna notare che il parlamento europeo ha recentemente approvato la direttiva 2019/1158 (http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20190402IPR34670/lavoro-e-famiglia-nuove-regole-ue-su-congedo-parentale-e-di-paternita) che prevede dieci giorni lavorativi di congedo di paternità retribuito alla nascita (attualmente in Italia i giorni sono cinque, legge n. 145 del 30/12/18), più il diritto individuale a due mesi di congedo parentale non trasferibile e retribuito nei primi anni di vita del figlio. L’Italia, come gli altri Stati membri, dovrà adeguarsi.

Il congedo di paternità è il diritto che dovrebbe far vivere pienamente la propria identità di genitore al padre. Diritto che, per essere esercitato, presuppone l’acquisizione di un nuovo modello di pensiero che superi pregiudizi discriminanti. In una società in cui gli uomini e le donne si possono realizzare sia all’interno che all’esterno della famiglia non si può prescindere dal concetto di parità in tutti i campi - come da principio fondamentale dell’Unione Europea, art. 3 TUE, e art. 23 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea - e dalla parità tra madre e padre.              
Tale parità, che qui va intesa come diritto di entrambi i genitori a porsi come esempi di persone realizzate, anche tramite una relazione affettiva e educativa diretta nei confronti dei figli, comporta l’accettazione concreta della “bi-genitorialità”. Concetto da interpretarsi come processo dinamico interattivo che inizia nel momento in cui una coppia pensa di avere un figlio e si realizza con la sua nascita, permettendo alla coppia di diventare genitori. Persone capaci di prendersi cura e di rispondere in modo sufficientemente adeguato ai bisogni fisici e affettivo-psicologici dei bambini, condividendo responsabilità, soddisfazioni e piaceri. È indispensabile trasmettere ai figli che, pur avendo la stessa dignità, lo stesso valore e i medesimi diritti, mamma e papà salvaguardano le proprie differenze, che sono preziose. I piccoli sperimentano così che entrambi i genitori hanno caratteristiche proprie, uniche, specifiche e ciò permette loro di strutturare due punti di riferimento diversi, complementari e rassicuranti.

Il coinvolgimento del padre nello sviluppo dei figli, soprattutto nei primi mesi di vita, è essenziale per il loro sviluppo emotivo. Una ricerca dell'università di Oxford (https://bmjopen.bmj.com/content/6/11/e012034), pubblicata nel novembre 2016, che ha preso in esame 10.440 bambini dai primi mesi di vita fino ai 9-11 anni, ha evidenziato quanto sia fondamentale la relazione con il padre per lo sviluppo psicologico e per l’acquisizione di comportamenti positivi nei bambini. La ricerca dimostra che il valore dei congedi di paternità si manifesta non solo per il contributo al lavoro di cura, ma anche in termini relazionali, affettivi ed educativi.

I padri che sperimentano il congedo spesso manifestano un maggiore desiderio di passare più tempo con i figli, sviluppano capacità di accudimento e senso di responsabilità che li fa essere co-genitori attivi. Diventano più attenti alle necessità della madre e non semplicemente i suoi “aiutanti”. Il loro coinvolgimento nel ruolo di cura e accudimento - che presuppone da parte delle madri la disponibilità psicologica a delegare serenamente parte del proprio ruolo e funzione culturalmente determinati - può evitare sentimenti di frustrazione, gelosia e rabbia che potrebbero mettere in crisi la coppia.

La condivisione paritaria dell’impegno diventa quindi una sorta di gioco di squadra che aiuta la relazione e favorisce la complicità, facendo sentire protagonisti entrambi i genitori nei nuovi equilibri che necessariamente si vanno a costruire. Il figlio così si potrà confrontare con una situazione familiare basata su responsabilità, fiducia, compartecipazione e aiuto reciproco.

L’utilizzo del congedo di paternità, in alternativa a quello di maternità, nella parte che rimarrà trasferibile, può inoltre consentire alle madri di potersi dedicare anche a se stesse e al proprio lavoro: permette di far convivere il ruolo domestico con quello sociale, supportate non solo psicologicamente ma anche nella pratica dal partner. La madre in questa situazione di condivisione e sostegno è facilitata a trovare la giusta dimensione per il benessere della famiglia e di se stessa. 


Ufficio Stampa Ordine degli Psicologi dell'Emilia Romagna
a cura di Rizoma | Studio Giornalistico Associato
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31, agosto. Si celebra oggi la Giornata internazionale della solidarietà, istituita dall'Onu nel 2005 per sensibilizzare le persone al tema e, al contempo, stimolare azioni di sostegno e collaborazione nei confronti di chi vive situazioni di disagio.

Il tema della solidarietà è richiamato anche all’art. 2 della Costituzione, quale principio posto tra i valori fondanti dell’ordinamento giuridico, tanto da essere solennemente riconosciuto e garantito, insieme ai diritti inviolabili dell’uomo, come base della convivenza sociale. In occasione della Giornata, l’Ordine Assistenti sociali del Piemonte interviene per ricordare che la solidarietà si realizza in un processo che muta e si evolve costantemente in quanto correlato ai tempi storici, economici e politici.

«Ricordare e riconoscere nel contesto socio politico attuale - afferma Barbara Rosina (Presidente Ordine Assistenti sociali del Piemonte) - che i diritti umani sono “inviolabili” è fondamentale. Così come è prioritario dare valore alla solidarietà, senza distinzioni di età, di sesso, di religione, di condizione sociale ed economica. Diritti e solidarietà se sono strettamente connessi definiscono ed influenzano la convivenza sociale e lo sviluppo della persona umana a vantaggio di sistemi democratici». 

«All’interno di servizi depotenziati, - precisa Simona Passanante (consigliera Ordine assistenti sociali Piemonte) - con risorse spesso scarse e non sempre adeguate, si collocano gli assistenti sociali, impegnati tra le altre cose nel farsi promotori del processo di solidarietà. Centrale è la funzione svolta dai professionisti dell’aiuto come attivatori/ri-attivatori di reti sociali, esperti e co-costruttori di comunità. Da non dimenticare sono le tante iniziative locali non istituzionali, dell’associazionismo, che intervengono in aiuto di chi “fa fatica a stare dentro al sistema”. Le istituzioni e le organizzazioni di servizio sociale, al fianco delle reti informali, devono avere il compito di “alimentare” - con più forza - il sistema di relazioni e di esperienze, generatrici di competenze e conoscenze, che unisce le persone tra loro».

Secondo Rosina ciò rappresenta una sfida: «Tutti noi siamo impegnati a interpretare e promuovere una forma rinnovata di solidarietà tra pari, di vicinanza, al fine di fronteggiare le vulnerabilità frutto dei cambiamenti e delle grandi incertezze del tempo presente. Sfida questa che ci fa ritenere imprescindibile sollecitare, laddove necessario, la politica e le istituzioni affinché al centro delle politiche sociali ci sia attenzione alle fragilità ma anche alle risorse che possono essere espresse dalle nostre comunità».


Carmela, Francesca Longobardi - Consigliere delegato alla Comunicazione esterna e ai Rapporti con i mass-media / tel: 333.4896751

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La rete “#5buoneragioni” condivide le raccomandazioni dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza. E sull’Inchiesta Bibbiano: «La politica non strumentalizzi un caso. Non vanno messe in discussione le misure di accoglienza e tutela che restano necessarie»

Milano 31 luglio 2019 - «Sottoscriviamo in pieno le raccomandazioni sul sistema della tutela minorile formulate dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza. Si tratta di richieste che le organizzazioni che accolgono in affido familiare o in comunità bambini e ragazzi  temporaneamente allontanati dalla propria famiglia d’origine avanzano da anni, ma che finora sono rimaste inascoltate». La rete “#5buoneragioni” commenta così la conferenza stampa tenuta ieri dalla Garante Filomena Albano.

«Da tempo chiediamo al legislatore un intervento strutturale per colmare le criticità del sistema.  Ci associamo quindi alle sollecitazioni venute oggi dalla Garante e sproniamo le Istituzioni a recepire le raccomandazioni dell’Autorità».

Tra le misure da introdurre subito si sottolinea la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni, strumento indispensabile per garantire l’esigibilità dei diritti per tutti i minorenni presenti a qualunque titolo sul territorio italiano e l’omogeneità del servizio in tutte le Regioni. Al legislatore le organizzazioni chiedono poi di istituire banche dati uniche (per minorenni, strutture di accoglienza e affidatari) e di garantire al minorenne la nomina del curatore speciale.

La rete “#5buoneragioni” torna a ribadire l’urgenza di convocare subito l’Osservatorio Nazionale Infanzia e Adolescenza per la definizione di un nuovo Piano Nazionale Infanzia. Allo stesso modo, sollecita Regioni e Comuni a recepire al più presto le linee di indirizzo messe a punto dal Ministero del Lavoro in materia di affido familiare e accoglienza residenziale per minorenni. 

Per contrastare possibili illeciti – il cui accertamento resta di competenza esclusiva della Magistratura – secondo le organizzazioni occorre definire in modo puntuale e coordinato  criteri e obiettivi delle azioni di controllo sulle strutture di accoglienza a partire dalle funzioni istituzionali  già previste dalla norme (Procura per i minorenni, Regioni e Comuni).

«Non servono misure spot introdotte sull’onda emotiva di un caso», dicono le organizzazioni richiamando l’inchiesta sui presunti affidi illeciti che ha coinvolto il Comune di Bibbiano. «Condanniamo in modo assoluto qualunque reato verrà accertato dalla magistratura, ma rifiutiamo generalizzazioni e strumentalizzazioni. A rischio viene messo un intero sistema – quello dell’accoglienza e della protezione – che resta necessario e grazie al quale ogni anno quasi 27mila bambini e ragazzi vulnerabili trovano accoglienza», concludono.

La rete “#5buoneragioni” è costituita da Agevolando, Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l’abuso all’infanzia (Cismai), Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA), Coordinamento Nazionale Comunità per Minori (CNCM), Progetto Famiglia e SOS Villaggi dei Bambini. Insieme rappresentano centinaia di strutture d’accoglienza in Italia e migliaia di ragazzi e ragazze cresciuti in un contesto di accoglienza diverso dalla famiglia d’origine.

CS 5 BUONE RAGIONI SU AFFIDO FAMILIARE 31 07 2019 DEF.doc

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