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Ubi minorubi-minor-progetto

Nelle situazioni cliniche complesse e multiproblematiche i punti di forza degli utenti e delle famiglie sono spesso un aspetto fondamentale per impostare interventi e trattamenti trasformativi. Inoltre l'analisi periodica dell’evoluzione dei punti di forza nel tempo, riflette in modo sensibile l’esito clinico, spesso fornendo informazioni fondamentali per la riprogettazione degli interventi. Nel convegno si presentano esperienze cliniche e spunti teorici relativi a questo tema, a partire dallo studio degli strumenti della famiglia CANS e di altre esperienze italiane e internazionali di rilievo.

Gli strumenti CANS sono strategie collaborative concepite per promuovere la partecipazione di utenti e famiglie alle scelte rilevanti, supportare decisioni cliniche condivise nell’equipe e con gli utenti, svolgere una valutazione di esito periodica centrata su bisogni e punti di forza, che hanno avuto una vastissima diffusione in USA e in CANADA e che la UONPIA presso al Fondazione IRCCS Policlinico di Milano per prima in Italia sta validando e implementando in numerosi progetti su scala locale e regionale. Nel convegno sarà possibile conoscere le diverse realtà istituzionali che si sono aperte a questo percorso e il modo in cui CANS aiuta a tenere conto dei punti di forza in tutte le fasi di una storia clinica.

Il programma e i dettagli organizzativi

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Vi invitiamo al seminario di restituzione al territorio sulle realizzazioni, la sostenibilità e le potenzialità future attivate tramite gli interventi del Progetto M.A.P.P.A. - minori accolti per promuovere autonomie portato avanti dal luglio 2017 ad oggi, con il sostegno del Fondo Sociale Europeo e di Regione Lombardia.

Il seminario ha lo scopo di valorizzare e rafforzare il ruolo e la rete degli Enti locali e del terzo settore operanti sul territorio pavese a favore dei minori sottoposti a provvedimenti dell'autorità giudiziaria e di promuovere cultura e pratiche efficaci di inclusione, reinserimento e accompagnamento all'autonomia.

Il seminario è aperto a tutti gli interessati e si terrà il 29 maggio 2019 alle ore 14.30 presso l'Università di Pavia (Aula Grande - Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali) con il coordinamento e la relazione di apertura del Prof. Flavio Antonio Ceravolo.

Vi aspettiamo numerosi!

29 maggio 2019 Seminario di restituzione

25 aprile: dalla Liberazione i valori di umanità sui quali si fonda la costruzione di comunità accoglienti.

Le mille storie di resistenza e di testimonianza degli aderenti al CNCA Lombardia

Milano, 18 aprile 2019 - Si avvicinano le celebrazioni del 25 aprile in un anno in cui la solidarietà, principio costituzionale, viene messa in discussione e svilita. Il Coordinamento Lombardo Comunità di Accoglienza ribadisce l'impegno delle 37 organizzazioni aderenti, dei 2mila soci e dei 1.800 lavoratori nel portare a compimento la propria missione di solidarietà verso gli oltre 120mila cittadini lombardi ai quali rivolge i propri servizi attraverso 450 strutture sul territorio.

Ecco le parole del presidente del CNCA Lombardia, Paolo Cattaneo: 

"Resistenza e Cittadinanza" era il titolo dell’assemblea nazionale del CNCA del giugno 2006. Sono passati 13 anni da allora, ma il tema dei diritti e delle responsabilità, per la costruzione di comunità accoglienti, è sempre più centrale.
Il nostro futuro di Paese, di società, di organizzazioni che hanno a cuore la vita delle persone, la cura delle relazioni, la dignità del lavoro si fonda sui valori di umanità espressi dalla nostra carta costituzionale, frutto e spinta della lotta di Liberazione che le nostre madri e i nostri padri hanno saputo regalarci.
Un dono che teniamo caro e che trasmettiamo alle nuove generazioni, attraverso la testimonianza diretta e attraverso la raccolta delle mille storie di resistenza, che ci giungano dall’Africa come da Rogoredo, da Roma come da Calolziocorte, da un bimbo accolto in comunità come da un giovane impegnato in una startup.

Questo l'invito che il CNCA Lombardia invia a tutti i cittadini e che diviene monito alle istituzioni nelle sue diverse forme.

CNCA lombardia

Il consiglio dell’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna desidera chiarire la propria posizione sul tema del counseling e informare la cittadinanza, al fine di tutelarla al meglio. La persona che necessita di un intervento psicologico professionalmente qualificato, infatti, rischia di trovarsi esposta all’operato di altre figure, come i counselor o i coach, che possono occuparsi soltanto di ambiti limitrofi a quello psicologico e non prevedono la garanzia di un controllo anche deontologico istituito per legge sul loro operato, come invece è previsto per gli psicologi regolarmente iscritti all’albo.

Va chiarito che il counseling - che letteralmente significa semplicemente “consulenza” - si configura come consulenza prettamente psicologica quando è un processo finalizzato ad aiutare a risolvere un problema di disagio o malessere o a prendere una decisione in un arco di tempo breve e delimitato. Può essere rivolto a una singola persona, ma anche a famiglie, comunità, enti, ecc. Comprende tutte le attività caratterizzanti il lavoro dello psicologo, come l’ascolto, la definizione del problema, la valutazione e l’empowerment necessari alla formulazione dell’eventuale, successiva, diagnosi o all’individuazione delle cause che determinano la problematica presentata.

Lo psicologo si pone l’obiettivo di sostenere, motivare, abilitare o riabilitare il soggetto, all’interno della propria rete affettiva, relazionale e valoriale, al fine anche di esplorare difficoltà relative a processi evolutivi o involutivi, fasi di transizione e stati di crisi anche legati ai cicli di vita, rinforzando capacità di scelta, di problem solving o di cambiamento. In tutti questi contesti, quindi, è importante che i cittadini si rivolgano a professionisti specializzati, al fine di tutelare al meglio la loro salute.

               
Per l’estrema delicatezza degli ambiti in cui ci si trova ad agire, è evidente che un cattivo intervento di counseling non è neutro e senza effetti, ma è dannoso e può anche essere molto pericoloso per la salute e il benessere delle persone. Lo psicologo affronta un percorso formativo lungo e qualitativamente adeguato, che non si esaurisce con il conseguimento del diploma di laurea. Per poter esercitare la professione occorre, oltre alla laurea magistrale in psicologia, effettuare un tirocinio della durata di un anno, sostenere un esame di Stato e iscriversi all’albo.

L’Ordine sottolinea che il counseling teso alla cura del benessere personale e alla promozione dell’equilibrio tra sé e l’ambiente circostante, anche dove non ci siano situazioni patologiche, sia di pertinenza della professione di psicologo, che con la legge 3/2018 è stata inoltre riconosciuta definitivamente quale professione sanitaria, ricordando la famosa definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: "La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non consiste soltanto in un'assenza di malattia o di infermità".


Ufficio Stampa Ordine degli Psicologi dell'Emilia Romagna
a cura di Rizoma | Studio Giornalistico Associato
rizomacomunicazione.it | cell. 3295368348 | cell. 3396203365

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