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Siamo reti di associazioni, cooperative sociali e cittadini che vivono e lavorano a fianco degli adolescenti, promuovendo in tutta Italia progetti di sostegno e di protagonismo in favore di ragazze e ragazzi. In questi mesi stiamo raccogliendo un crescente disagio rispetto a come essi si sentono trattati dalle Istituzioni.

Le conseguenze della tragica esperienza della pandemia ricadranno pesantemente sui giovani, che hanno subìto un brusco arresto nel loro naturale percorso di emancipazione dal nucleo familiare, che spesso hanno perso i loro nonni - punti di riferimento primari nella nostra società -, che si troveranno a dover sostenere il peso di un debito che necessariamente oggi lo Stato deve contrarre per fra fronte alle esigenze economiche originate dalla crisi.

Riteniamo, quindi, necessario che le Istituzioni facciano ogni sforzo possibile per mitigare gli effetti di questa situazione, in primo luogo tornando a garantire pienamente il diritto alla scuola.

La scuola non è solo didattica, ma anche luogo di apprendimento collaborativo, di relazioni e di esperienze. È proprio questo specifico contesto relazionale che concorre a formare i giovani cittadini. Precludere l’accesso a questo spazio avrà conseguenze pesantissime nei prossimi anni in termini di crescita del tasso di dispersione scolastica, aumento delle problematiche e patologie connesse alla fase di crescita degli adolescenti, riduzione della produttività complessiva del paese.

La scuola produce un bene essenziale per la collettività: il futuro. Lo fa, formando i cittadini che quel futuro stanno già scrivendo. È un bene che dobbiamo coltivare e preservare con ogni mezzo perché sono lo sguardo e la parola dei giovanissimi che potranno indicarci la strada da intraprendere per costruire un mondo più giusto e sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale (vedi, ad esempio, il movimento Fridays for Future). Solo una classe dirigente con un respiro corto può pensare che la didattica a distanza sia sufficiente per garantire la produzione di questo bene.

Per questo chiediamo con forza che ci sia una diversa attenzione ai giovani, e in particolare alla fascia degli studenti delle scuole superiori.

Ben sapendo che la situazione è complessa, invitiamo le Istituzioni a realizzare tempestivamente le seguenti due azioni:

  • Equiparare la scuola superiore alle attività produttive essenziali, prevedendo che almeno il 50% delle attività sia sempre svolto in presenza (fatti salvo i casi di lockdown totale delle attività produttive).
  • Inserire gli studenti delle scuole superiori (compatibilmente con le fasce d’età per cui il vaccino è testato) e il personale scolastico tra le categorie prioritarie per la vaccinazione. Questa azione avrebbe una forte valenza simbolica e potrebbe contribuire a ridurre i problemi connessi ai trasporti verso le

CNCA
Forum Disuguaglianze Diversità Associazione Culturale Pediatri
ALI per Giocare
Centro Studi Saveria Antiochia Osservatorio antimafia (SAO) Rete I.T.E.R.
Associazione Agevolando
Soroptimist Italia

 

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