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Fermiamoci un attimo

di Barbara Volpi

barbara volpiPsicologa, psicoterapeuta, dottore di ricerca in psicologia dinamica e clinica, scrittrice, docente, chef, ideatore cooking therapy, mamma e …
Ogni ruolo e ogni attività, svolta con passione, amore e dedizione, sono dei tasselli di emozioni, scambi affettivi, parole, suoni, colori, idee, sapori ed odori che costituiscono un caleidoscopio vitale che può essere utile condividere per fermarci un attimo e riflettere insieme su alcuni aspetti del vivere quotidiano, che a volte nella frenesia di tutti i giorni, ci sfuggono di mano ma che possono essere germogli da sdradicare o potenziare se OSSERVATI nella prospettiva della giusta consapevolezza.
La mia email: barbara.volpi@uniroma1.it

Chi mi legge sa che, dal mio personale punto di vista, il web inteso come spazio virtuale simil-reale (in relazione all’impossibilità di cogliere gli eventi senza la partecipazione globale di tutti i sensi), è un amplificatore del disagio e, proprio per questo, un corretto rilevatore dello stesso nel momento in cui nelle pagine www. compaiono distorsioni, caricature, fenomeni nuovi che hanno alla base un comune denominatore: web-chiave onirica per distaccarsi dalla realtà e potenziale nemico deformante un Sé vacillante in fase di maturazione e in casi estremi apparentemente maturo (nel memo-monito di un’educazione digitale, a volte molto poco considerata, nella sua valenza esemplificativa-imitativa).

Pagine di Diario di Anna:

Caro diario,

non so quando riuscirò a rivedere Andrea. Forse il prossimo anno quando torneremo di nuovo in vacanza dai nonni. Manca una settimana alla mia partenza e al pensiero che non lo vedrò per un anno intero mi sento morire. Mi ha detto che mi scriverà e proverà a telefonarmi in qualche occasione speciale (magari al mio compleanno) e forse, dico forse, verrà a Roma qualche giorno per accompagnare la sorella a un provino di danza. Mi mancherà molto ma attenderò con pazienza il prossimo anno per rivederlo … Tra un impegno e l’altro poi un anno passa in fretta! Ci dobbiamo ancora conoscere bene ma questi giorni passati insieme mi hanno fatto capire tante cose di lui. Non vorrei sbagliarmi ma sembra che abbiamo tante cose in comune.

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Il dialogo tra genitori e figli, ma anche tra vecchie e nuove generazioni, è sempre stato difficile e complicato da gestire e con l’avvento delle nuove tecnologie la sfida si è rilevata ancora più ardua.

Da una parte infatti lo svincolo adolescenziale porta i giovani a staccarsi in modo repentino dai genitori per iniziare a muovere i primi passi sul suolo dei grandi in modo a volte sfrontato, a volte timido, a volte esagerato, mentre dall’altra gli adulti, nella verifica del loro stesso percorso genitoriale, rimangono sbalorditi nell’assistere a questo distacco che assume toni e forme difficili da gestire e da comprendere.20180613 images 1 1

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Fermo immagine: Marina 30 anni dopo una notte insonne a calmare il piccolo Valerio di pochi giorni telefona entusiasta a Thomas, il marito, per dirgli di aver risolto i suoi problemi di comprensione dei pianti del piccolo: “Tesoro, finalmente riusciremo a dormire la notte, stai sereno. Ho scaricato un App che mi dice perché Valerio piange. Non mi sembra vero, appena torni a casa te la faccio vedere, e vediamo che cosa straordinaria hanno inventato per mamme disastro come me. Si chiama “Baby Cry Translator App” e quando Valerio piange ci fa capire per quale motivo lo fa: se ha fame, se ha il pannolino sporco, se sta male, se ha sonno o è a disagio per qualcosa: È davvero spettacolare!”

L’essere genitori, la trasformazione e la crescita che questo delicato processo identitario comporta, fatta di gesti, acquisizioni, scoperte, fallimenti, dubbi, mettono alla prova i futuri genitori, già a partire dai primi momenti di gestazione fino alla nascita del bambino, momento che rappresenta, dal punto di vista operativo, lo starting point per iniziare ad agire finalmente da mamma e papà.

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"Mamma, papà perchè le immagini non scorrono e rimangono ferme?"

Questa volta si parte da un video scaricato da You Tube (https://www.youtube.com/watch?v=OI5WN35k5jY), nel quale viene dimostrato in maniera diretta e molto efficace, senza troppi paroloni, l’effetto dei dispositivi digitali (in particolar modo del touch screen) sul terreno più rigoglioso per eccellenza quale è l’infanzia. Osservandolo facciamo esperienza in modo partecipe sia dell’attivazione dei nostri neuroni specchio, di cui mi riservo di discuterne presto, sia della trasformazione del gesto che si esprime nella testimonianza intenzionale della bambina già nei primi mesi di vita. Potremmo dire che il bambino nell'era digitale, ancor prima di camminare, riesce a toccare lo schermo, a sfogliarne le immagini, a cercare di sportarle, nell’euforia gratificante di compiere azioni simil-adulte, grazie alla magia delle dita che sanno come ripetere ciò che vedono intorno. 

Tredici

Ore 20:00:

Teresa 14 anni, si scambia foto con le amiche nel gruppo di WhatsApp creato da Serena, la leader della scuola per decidere quale sarà l’outfit di domani: “Mi raccomando ragazze tutte rigorosamente in rosso” e dai qui a cascata si avvia un proliferare di selfie scattati allo specchio, screenshot di outfit e make-up famosi copiati dai tutorial in rete di ragazze Tumblr, che spiegano come sistemarsi capelli, vestiario, foto, voce, audio, pose, che creano e copiano frasi alla ricerca spasmodica di quei miliardi di like che possano sancire la loro trasformazione da ragazze normali a eroine del web seguite da centinaia di follower. La mamma è nella stanza accanto sdraiata sul letto, esausta dopo una lunga giornata di lavoro, prende finalmente l’Ipad in mano e sussurra tra sé e sé: “Finalmente riesco a vedere cosa ha pubblicato quella sgallettata della mamma di Virginia, non la sopporto proprio chissà chi si crede di essere”, incurante di quello che sta facendo sua figlia nella stanza accanto.

ragazze trumbl

ciuccio

Fermo immagine: Marco 7 mesi e Isabella 30 anni

Marco un bambino di 7 mesi è seduto sul seggiolino in casa insieme alla mamma. Sono appena tornati dalla spesa mattutina e si sono divertiti insieme ad inseguire un uccellino che si era posato sul suo passeggino.  La mamma è attenta a mettere in ordine la spesa negli scaffali e Marco emette un gridolino per richiamare la sua attenzione, come se volesse dirle: “mamma sono qui torni a giocare con me?”. Nel dialogo comunicativo fatto di gesti e sguardi la mamma si rivolge distrattamente a Marco per verificare che sia tutto sotto controllo e, dopo essersene assicurata, le arriva un messaggio su WhatsApp.

 

GDPR privacy

NUOVO REGOLAMENTO EUROPEO SULLA PROTEZIONE DEI DATI

Il Regolamento generale sulla protezione dei dati (Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016), da applicare a decorrere dal 25 maggio 2018, pone nuove regole concernenti il consenso digitale delle persone minorenni. 

Facciamo una gara? Giochi online o offline?

 Unknown

Undue tre stella... Guardo immobile chissà se sono riuscita a fermarmi in tempo, voglio proprio avanzare di livello e vincere, sono già 4 volte che Giulia mi supera e arriva per prima.

 Mamma. Ti prego ancora, giochiamo ancora con la fattoria degli animali, il maialino Ciccio ha bisogno che Elsa gli porti le mele altrimenti piange perché ha fame.

 

 Unknown

Calore

U

C

I

N

A

 L’atto del cucinare, inteso nella sua espressione più ampia del pensare gli ingredienti, selezionarli con cura, amalgamarli, sperimentarli e donarli a sé stessi e agli altri, è racchiuso nella parola stessa CUCINA, germe vitale di infinite potenzialità se si tengono in considerazione quelli che definisco come i suoi assiomi.

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