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Domani i nativi digitali, pargoli della società del 2000, dovranno lottare per divenire grandi, quella maturità che hanno tanto sognato fin da piccoli e che hanno inseguito passo passo diventando i protagonisti principali della rivoluzione digitale.

Nel 2000 non si parlava ancora di educazione digitale, né di cyberbullismo, non conoscevamo ancora i social e i piccoli nati, nel pieno di quella che sarebbe stata la trasformazione digitale della riconfigurazione sociale attuale, hanno dato il loro contributo nel generare richieste e bisogni.

Il digitale inteso come spazio virtuale nel quale incontrarsi è stato inaugurato dai figli del 2000 che hanno a loro volta comunicato all’interno del villaggio globale il loro disagio, il loro malessere ma anche il loro nuovo modo di sperimentare e sperimentarsi che è stato colto dagli adulti nel tentativo di affrontare quel divario generazionale che, nell’avanzare del progresso, può portare al silenzio.

Il silenzio nel rapporto tra adulti e giovani generazioni non è ammissibile ed è per questo che si ha la necessità di ascoltare, osservare, comprendere e conformarsi a nuovi linguaggi, nuovi modi di ragionare, di riflettere per ristrutturare vecchie modalità di apprendimento all’interno di contesti istituzionali.

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Capacità di essere multitasking, di trasmettere contenuti in forma iconica sotto forma di immagini e video, capacità di creare formati multimediali per dare un assetto creativo e innovativo ad esperienze pratiche in cui la formazione è stata trasversale, sono questi gli input che ci hanno dato i giovani e che gli adulti hanno colto per riformulare la loro prova nel divenire maturi.

Una maturità che fa leva quindi sul nuovo modo di essere giovani, che cerca di diminuire il divario generazionale, cogliendo nella scelta, nella lettura consapevole e formativa di immagini, un percorso procedurale di crescita in cui fa capolino timidamente, diventando poi protagonista principale, la resilienza e la capacità di gestire in modo proficuo le emozioni.

Passi procedurali che legano il filo dell’essere protagonisti principali di un progetto creativo verso il futuro in cui nuove professionalità si stanno ancora delineando e che dai nativi digitali e con loro prenderanno forma e struttura ideativa.

Siamo cresciuti insieme e debuttiamo insieme nel nuovo modo di essere maturi.

Buona maturità a tutti, ragazzi e adulti!

L'autore.
Psicologa, specialista in Psicologia clinica, Phd in Psicologia Dinamica e Clinica - collabora con il Dipartimento di Psicologia dinamica e clinica della Sapienza - Università di Roma. È membro dell’Italian Scientific Community on Addiction della Presidenza del Consiglio dei ministri-Dipartimento Politiche Antidroga e Socio Fondatore della SIRCIP (Società Italiana di Ricerca, Clinica e Intervento sulla Perinatalità). È docente al Master biennale di II livello sul Family Home Visiting presso la Sapienza e dell’ Accademia di Psicoterapia Psicoanalitica di Roma. È autrice di numerose pubblicazioni e articoli scientifici. Tra le sue pubblicazioni recenti: «Gli adolescenti e la rete» (Carocci, 2014) e per il Mulino «Family Home Visiting» (Tambelli, Volpi, 2015) e «Genitori Digitali» (Volpi, 2017). Per informazioni scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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