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Il consumo regolare e precoce di cannabis nell’adolescenza è associato a un rischio significativamente aumentato di depressione, pensieri suicidari e tentativi di suicidio nella prima età adulta.

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La dipendenza da cannabis amplifica ulteriormente la mortalità per suicidio.

Sebbene l’ideazione suicidaria sia relativamente diffusa tra gli adolescenti (≈45%), il rischio clinico effettivo cresce in modo rilevante soprattutto tra chi passa da uso sperimentale a uso cronico/dipendenza da cannabis.

Secondo la Relazione annuale sulle tossicodipendenze 2024, circa 900.000 ragazzi tra i 15–19 anni (il 28%) hanno provato la cannabis almeno una volta nella vita; tra questi, circa 70.000 studenti (≈ 5–6%) la consumano con frequenza (≥20 volte al mese). I dati ESPAD Italia 2024 mostrano che il consumo nel corso dell’ultimo anno è pari al 25% nella stessa fascia di età (620.000 studenti).

In alcuni paesi e in diversi stati degli Usa l’uso di cannabis è sempre più normalizzato. Questo ha superato la criminalizzazione ma, come sottolineano alcuni esperti coinvolti, la cannabis è diventata improvvisamente quasi “una medicina”. L’accesso alla cannabis o al suo principio attivo inebriante, il THC, non è mai stato così facile. Gli adolescenti non possono legalmente acquistare cannabis; tuttavia, la loro possibilità di averne è aumentata.

L’impatto della cannabis sulla salute mentale è per lo più sconosciuto, affermano gli studiosi. Tuttavia, nuove ricerche mostrano risultati allarmanti, portando gli esperti a chiedere una rivalutazione dei rischi e benefici della cannabis, poiché quasi il 30% di chi la consuma sviluppa un disturbo da uso di cannabis. Per gli adolescenti, il rischio di dipendenza è doppio rispetto agli adulti e, dopo quattro anni, 1 su 5 sviluppa un uso problematico. Preoccupanti nuovi studi suggeriscono un aumento dei rischi di depressione e pensieri e comportamenti suicidari, specialmente tra adolescenti e giovani adulti.

Il dramma dell’automedicazione

Uno studio del Centers for Disease Control and Prevention su 16.000 adolescenti tra i 13 e i 18 anni ha rilevato che le motivazioni più comuni per l’uso di marijuana/THC erano: sentirsi calmi o rilassati (73%), divertirsi/sperimentare (50%), dormire meglio (44%), dimenticare problemi/ricordi (44%) e alleviare ansia o depressione (40%).

Per confronto, un gruppo di adulti ha riferito come motivazioni principali: gestione dello stress (58%), sollievo dall’ansia (36%), e sollievo da mal di testa/dolori (\~11%) e altre ragioni legate all’automedicazione; altri ancora hanno riferito di usare la sostanza per “sentirsi bene” (83%) o “dimenticare i problemi della vita” (20,6%).

Un nuovo articolo pubblicato su Drug and Alcohol Dependence analizza le relazioni tra uso di cannabis, depressione e comportamenti suicidari.

Dopo aver tenuto conto della depressione, l’uso di cannabis negli adolescenti è risultato significativamente associato a un aumento del rischio di pensare al suicidio e a più del doppio del rischio di tentativi di suicidio. Tra gli adolescenti, l’uso di cannabis è stato collegato a una probabilità 1,85 volte maggiore di tentare il suicidio.

La depressione può contribuire alla relazione tra uso di cannabis e rischio suicidario, ma non lo spiega del tutto, suggerendo che l’uso di cannabis comporta rischi indipendenti per pensieri e comportamenti suicidari. La cannabis potrebbe agire come un catalizzatore, accelerando i processi depressivi.

Anche l’uso di farmaci approvati dal sistema sanitario è motivo di preoccupazione. A differenza dei test su adulti, quelli pediatrici sono strettamente monitorati a causa di considerazioni etiche più rigorose. I test su bambini/adolescenti includono un attento monitoraggio del rischio suicidario, vista la maggiore incidenza di pensieri e comportamenti suicidari nelle popolazioni più giovani — preoccupazione che ha portato negli Usa ad applicare una restrizione su tutti gli antidepressivi per persone sotto i 25 anni.

I ricercatori sottolineano che non ci sono stati finora studi clinici riusciti — né su adulti né su adolescenti — che dimostrino l’efficacia della cannabis contro la depressione.

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Inoltre, gli studi pediatrici monitorano possibili effetti su crescita e sviluppo neurologico. I processi di consenso informato sono più complessi e richiedono il consenso dei genitori insieme all’assenso adeguato all’età da parte del minore. Il follow-up a lungo termine è spesso più critico negli studi pediatrici per valutare l’impatto nel tempo sullo sviluppo fisico e psicologico. Ma nessuna ricerca decisiva è stata fatta sulla cannabis.

Studi confermativi su cannabis e depressione

Studi recenti e di alta qualità rafforzano le evidenze che l’uso di cannabis durante l’adolescenza può prevedere un aumento dei sintomi depressivi e dell’ideazione suicidaria.

Uno pubblicato da JAMA Psychiatry, ha riportato una forte associazione tra uso adolescenziale di cannabis e rischio di depressione, ansia e rischio suicidario in età adulta. Ad esempio, l’uso in adolescenza è stato associato a un rischio maggiore (circa 1,5 volte) di depressione maggiore e ideazione suicidaria. Ancora peggio, è stato collegato a tentativi di suicidio in età adulta con un rischio 3,4 volte maggiore.

Uno studio longitudinale su oltre 2.000 norvegesi, dall’adolescenza ai 30 anni, ha scoperto che un uso frequente in adolescenza (≥11 volte/anno) era correlato a un rischio quasi triplo di tentativi di suicidio in età adulta. In uno studio di 21 anni in Nuova Zelanda, individui seguiti dai 14 ai 21 anni hanno mostrato che la frequenza d’uso e i risultati psicosociali erano legati a depressione, ideazione suicidaria e tentativi di suicidio. L’uso frequente in adolescenza (settimanale o più) ha predetto un rischio maggiore di ideazione e tentativi suicidari in età adulta. L’uso era anche significativamente associato ad aumento dei pensieri suicidari, anche dopo aggiustamenti per altri fattori come l’uso di altre sostanze.

Uno studio importante, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, ha confrontato un ampio campione di adolescenti ospedalizzati con disturbo da uso di cannabis con altri senza CUD, verificando in merito alla depressione. Gli adolescenti con disturbo avevano probabilità molto maggiori di tentare il suicidio o infliggersi autolesionismo; la presenza di depressione concomitante raddoppiava ulteriormente i rischi.

Alcuni ricercatori hanno esaminato l’associazione tra uso adolescenziale di cannabis e depressione, rischio suicidario e disturbi d’ansia in età adulta. In un gruppo di giovani adulti di Zurigo, è stato chiesto ai giovani di 19-20 anni dell’uso passato in adolescenza. Lo studio ha mostrato che l’uso adolescenziale era associato a depressione e rischio suicidario nella giovane età adulta. Una minore età al primo utilizzo e una maggiore frequenza erano legate a un rischio particolarmente alto di depressione in età adulta.

Uno studio pubblicato su Frontiers in Public Health ha trovato che l’uso di cannabis era associato a un rischio maggiore di disturbo depressivo maggiore tendenze suicidarie. Un altro studio ha dimostrato che gli adolescenti con sintomi di disturbo da cannabis erano più gravemente malati degli adulti, suggerendo una vulnerabilità evolutiva. Gli esperti hanno concluso che l’uso giovanile di cannabis probabilmente alimenta depressione e suicidio nei giovani.

Gli adolescenti presentavano una gravità persistente più elevata dei sintomi del disturbo da uso di cannabis rispetto agli adulti. Più precoce era l’uso, più gravi erano i comportamenti. La cannabis agisce sul cervello per alterare pensieri, umore e comportamento.

Sebbene non causi overdose, può portare a schizofrenia, incidenti, depressione e suicidio. Come hanno detto i ricercatori, questa non è una guerra alla droga ma una difesa del cervello umano a ogni età, dall’utero alla vecchiaia.

Riferimenti bibliografici

Sorkhou M, Dent EL, George TP.
Cannabis use and mood disorders: a systematic review.
Front Public Health (2024).
Lees R, Lawn W, Petrilli K, Brown A, et alii.
Persistent increased severity of cannabis use disorder symptoms
in adolescents compared to adults: a one-year longitudinal study
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Eur Arch Psychiatry Clin Neurosc (2025).
Gobbi G, Atkin T, Zytynski T, Wang S et alii.
Association of Cannabis Use in Adolescence and Risk of Depression, Anxiety,
and Suicidality in Young Adulthood: A Systematic Review and Meta-analysis
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JAMA Psychiatry (2019).

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