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Nel nostro paese sono stati finora segnalati solo casi isolati, in Europa la sua diffusione è in crescita, soprattutto in Germania, Danimarca e Regno Unito, ma negli Stati Uniti sta emergendo con forza la preoccupazione sanitaria per l’uso del kratom, una sostanza spesso percepita come “naturale” che sta però portando a un rapido aumento di intossicazioni, ricoveri e decessi.

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Il kratom è una pianta tropicale originaria del Sud‑Est asiatico. A basse dosi le foglie macinate o il loro estratto possono avere effetti stimolanti, simili a una forma “energetica” naturale, mentre a dosi più elevate tendono a produrre rilassamento, sedazione e riduzione del dolore. Nonostante l’uso come alternativa “naturale” per dolore o sostegno all’astinenza da oppioidi, il kratom è associato a rischi di dipendenza e a gravi effetti collaterali.

In molti Paesi è oggetto di restrizioni o divieto. In Italia il kratom è considerato sostanza stupefacente e quindi vietato per uso ricreativo.

I dati più recenti riferiti agli Usa mostrano una crescita impressionante dei casi, tanto da spingere medici ed esperti a lanciare un allarme pubblico.

Secondo una nuova analisi condotta dalla University of Virginia Health, le segnalazioni ai centri antiveleni legate al kratom sono aumentate di oltre il 1.200% tra il 2015 e il 2025, accompagnate da un netto incremento dei ricoveri ospedalieri. Nel 2025 si è raggiunto il picco con 3.434 casi registrati, contro appena 258 dieci anni prima. Questo aumento rapido, accentuato soprattutto nell’ultimo anno, è attribuito sia alla maggiore diffusione del prodotto sia alla crescente potenza delle formulazioni disponibili sul mercato.

Ricoveri e decessi in forte crescita

Parallelamente all’aumento dei casi, si osserva anche un peggioramento degli esiti clinici. I ricoveri ospedalieri legati esclusivamente al kratom sono cresciuti di oltre il 1.150%. La situazione diventa ancora più preoccupante quando il kratom viene assunto insieme ad altre sostanze: in questi casi, i ricoveri sono aumentati di quasi il 1.300%.

Nel corso del periodo analizzato, sono stati registrati 233 decessi associati al consumo di kratom, e la maggior parte di questi, ben 184, coinvolgeva l’assunzione contemporanea di più sostanze. Questo dato evidenzia chiaramente come le combinazioni con altri farmaci o droghe rappresentino un rischio particolarmente elevato.

Il dottor Chris Holstege, direttore del Blue Ridge Poison Center, ha sottolineato come “i dati mostrino una tendenza preoccupante”, aggiungendo che anche nella pratica clinica quotidiana si osserva un numero crescente di pazienti con complicazioni gravi legate al kratom.

Cos’è il kratom e perché viene utilizzato

Tradizionalmente le foglie venivano masticate, polverizzate o utilizzate per preparare infusi. Storicamente, il kratom è stato impiegato per alleviare il dolore e migliorare l’umore, grazie ai suoi effetti che possono variare da stimolanti a sedativi.

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In alcune situazioni, viene anche utilizzato per gestire il dolore cronico o per alleviare i sintomi dell’astinenza da oppioidi. Tuttavia, la sua efficacia in questo ambito non è stata ancora adeguatamente dimostrata, lasciando aperti molti interrogativi sul suo reale beneficio.

Prodotti non regolamentati e rischi nascosti

Negli Stati Uniti, il kratom è venduto in forme molto più concentrate rispetto alle foglie naturali, come capsule ed estratti. Questi prodotti possono contenere ingredienti non dichiarati e, soprattutto, non essendo regolamentati, non offrono alcuna garanzia sulla loro composizione o sicurezza.

Gli esperti avvertono che il kratom può causare danni al fegato e altre gravi conseguenze per la salute, soprattutto quando assunto in dosi elevate o combinato con altre sostanze.

Per comprendere meglio il fenomeno, i ricercatori guidati da Rita Farah hanno analizzato i dati del National Poison Data System, osservando un aumento costante dei casi tra il 2015 e il 2019, una fase di stabilizzazione tra il 2020 e il 2024 e, infine, una nuova impennata significativa nel 2025.

Chi lo usa e perché la situazione preoccupa

Nel corso di dieci anni, sono stati segnalati oltre 14.400 casi di esposizione al kratom. La maggior parte riguarda uomini, in particolare tra i 20 e i 30 anni, ma si registra anche un aumento significativo tra le persone tra i 40 e i 59 anni, segno di una diffusione sempre più ampia.

Gli studiosi sottolineano che la situazione è particolarmente critica nei casi di uso combinato con altre sostanze, dove nel 2025 il 60% degli episodi ha portato a esiti medici gravi e circa la metà ha richiesto il ricovero.

Alla luce di questi dati, gli esperti chiedono un monitoraggio più rigoroso dei prodotti a base di kratom e una maggiore informazione pubblica. Il messaggio è chiaro: l’uso di questa sostanza può comportare rischi seri, fino a esiti fatali, soprattutto se associato ad alcol, farmaci o droghe illegali.

Un avvertimento da oltreoceano che può solo sollecitare attività di attento monitoraggio della sua eventuale diffusione, considerandone la pericolosità e tenendo presente quanto possa essere oggi facile aggirare i controlli attraverso anche le vendite online.


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