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Il dibattito tra esperti sui rischi e benefici dei farmaci in generale è spesso complesso, ma nel caso della cannabis emerge dalle ricerche un dato chiaro e poco conosciuto: gli adolescenti e i giovani adulti non traggono mai benefici significativi dal suo utilizzo, nemmeno nei casi di uso in riferimento a determinate patologie. I giovani al contrario sono il gruppo più esposto ai danni derivanti da un consumo regolare della sostanza o ad alte dosi.

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Le rare eccezioni riguardano alcune condizioni mediche specifiche, spiegano gli esperti. Proprio durante l’adolescenza e la prima età adulta, inoltre, tendono a manifestarsi o a concentrarsi comportamenti suicidari, disturbi dell’umore e disturbi legati all’uso di sostanze.

Diversi studi accademici hanno evidenziato questa vulnerabilità. Le ricerche condotte hanno sottolineato come l’uso di cannabis tra i giovani sia associato a esiti psichiatrici negativi e a un aumento dei disturbi da uso di sostanze.

In particolare, l’uso precoce, frequente o di prodotti ad alta “potenza” è stato collegato a un peggioramento di ansia, depressione, disturbo bipolare e disturbi psicotici.

Parallelamente, le evidenze cliniche non supportano l’impiego della cannabis per il trattamento del dolore acuto o cronico né per l’insonnia. Un dato particolarmente rilevante indica che quasi un terzo dei soggetti che utilizzano cannabis a scopo medico soddisfa i criteri per un disturbo da uso di cannabis.

Ulteriori analisi pubblicate su riviste scientifiche di alto livello rafforzano queste conclusioni. Un recente studio pubblicato su Lancet Psychiatry, basato su una revisione sistematica e meta-analisi di studi randomizzati, ha mostrato che non esistono prove di efficacia della cannabis nel trattamento di ansia, depressione o disturbo da stress post-traumatico. Di conseguenza, l’uso medico dei cannabinoidi per queste condizioni risulta raramente giustificato.

Analogamente, un’altra recente ricerca evidenzia effetti avversi significativi: la cannabis con prevalenza di THC non migliora i sintomi del PTSD e non vi sono prove sufficienti di benefici per ansia, depressione o ADHD. Al contrario, sono stati osservati rischi concreti per la salute mentale, tra cui peggioramento della mania nel disturbo bipolare e aumento dei sintomi psicotici. Gli autori sottolineano l’importanza, per i medici, di riconoscere sia l’assenza di benefici chiari sia il potenziale di effetti negativi rilevanti.

Rischi della cannabis negli adolescenti

Un altro studio di recente pubblicazione ha monitorato quasi mezzo milione di adolescenti, seguendoli fino alla giovane età adulta. I risultati mostrano che l’uso di cannabis nell’ultimo anno è associato a un aumento del rischio di diagnosi psichiatriche, tra cui disturbi psicotici, disturbo bipolare, depressione e ansia. Le associazioni più forti riguardano i disturbi psicotici e bipolari, e il rischio cresce con la frequenza d’uso. È significativo notare che il consumo di cannabis precedeva di circa due anni la prima diagnosi psichiatrica.

Questi dati trovano conferma anche in un’ampia analisi guidata che ha coinvolto oltre 280.000 giovani adulti negli Stati Uniti. Lo studio ha rilevato che l’uso di cannabis è correlato a una maggiore prevalenza di ideazione suicidaria, pianificazione del suicidio e tentativi di suicidio, indipendentemente dalla frequenza d’uso e dalla presenza o meno di episodi depressivi maggiori. Le associazioni risultano particolarmente marcate nelle donne.

Un ulteriore contributo, sottolineano gli studiosi, proviene da un vasto studio di coorte nazionale danese su 6,6 milioni di individui. I risultati indicano che il disturbo da uso di cannabis è associato a un rischio quasi doppio di depressione e a un rischio da due a tre volte maggiore di sviluppare disturbo bipolare, oltre a un aumento dei disturbi psicotici e depressivi.

Cannabis e rischio di psicosi

Il rischio di sviluppare un primo episodio psicotico legato all’uso di cannabis è fortemente influenzato dall’età, spiegano i ricercatori, con un picco tra i 15 e i 30 anni. I maschi tendono a manifestare sintomi più precocemente rispetto alle femmine. È importante considerare che la psicosi si colloca lungo uno spettro: esperienze simil-psicotiche subcliniche sono relativamente comuni in adolescenza, ma la loro persistenza e gravità possono predire lo sviluppo di un disturbo conclamato.

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Il rischio di psicosi è legato a fattori di sviluppo, dose e potenza della sostanza. In particolare, l’uso regolare di prodotti ad alto contenuto di THC è associato a un aumento del rischio di psicosi da due a undici volte nei giovani. Inoltre, tra coloro che soffrono di disturbi dell’umore, si osserva un aumento del rischio di autolesionismo e di disturbo da uso di cannabis.

Le raccomandazioni scientifiche a detto di questi ricercatori sono chiare: adolescenti e giovani adulti dovrebbero evitare completamente l’uso di cannabis.

Aumento della potenza e nuovi rischi

Negli ultimi vent’anni, la potenza della cannabis è aumentata in modo significativo. Le concentrazioni di THC sono passate dal 3-5% degli anni ’90 al 15-20% o più attuali, mentre prodotti concentrati come oli e “dabs” possono raggiungere il 60-90%. Questo cambiamento rappresenta un incremento sostanziale dell’esposizione alla sostanza, superiore persino all’aumento della diffusione del consumo.

Livelli più elevati di THC sono associati a maggiore ansia, disforia, difficoltà nella regolazione emotiva e aumento del rischio di dipendenza, che a sua volta può aggravare vulnerabilità psichiatriche preesistenti.

Legalizzazione e diffusione del consumo

L’espansione dei mercati legali della cannabis, unita alla persistenza del mercato illecito, ha aumentato la disponibilità della sostanza, nei paesi in cui sono state condotte le ricerche.

Questo fenomeno contribuisce a normalizzarne l’uso e a favorire la commercializzazione di prodotti ad alto contenuto di THC. I giovani risultano particolarmente esposti, poiché tendono a utilizzare più frequentemente prodotti ad alta potenza, come concentrati e dispositivi per inalazione, che consentono dosi elevate in tempi brevi.

Durante l’adolescenza il cervello è ancora in fase di maturazione: l’esposizione a elevate quantità di THC può interferire con questi processi, provocando alterazioni durature nei circuiti neurali.

Pur non potendo affermare che la cannabis causi universalmente disturbi mentali, queste recenti ricerche sottolineano che i rischi sono concreti e le conseguenze più gravi colpiscono in modo crescente i giovani esposti a un uso frequente e a prodotti ad alta potenza.


Riferimenti bibliografici

Wilson J, Dobson O, Langcake A, Mishra P, et alii.
The efficacy and safety of cannabinoids for the treatment of mental disorders
and substance use disorders: a systematic review and meta-analysis
.
Lancet Psychiatry (2026)

Kansagara D, Terry GE, et alii.
Cannabis and Mental Health: A Review.
JAMA Intern Med. (2026).

Young-Wolff KC, Cortez CA, Alexeeff SE, Silver LD, et alii.
Adolescent Cannabis Use and Risk of Psychotic, Bipolar, Depressive, and Anxiety Disorders.
JAMA Health Forum (2026)

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