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Bambini e ragazzi si trovano in questo momento bloccati in casa, per le restrizioni a contrasto del contagio, una nuova situazione in cui devono trovare il modo di socializzare, di seguire gli impegni scolastici, di fare esercizio e anche di divertirsi.

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Non sorprende che i genitori sentano da loro, molto più di prima, espressioni e proteste per la noia che i figli stanno provando.

Le persone per la maggior parte odia annoiarsi, tanto che alcuni studi effettuati su tale “disagio” indicano che fino a un quarto dei partecipanti ha affermato di preferire uno shock doloroso piuttosto che stare in una stanza senza stimoli esterni (musica, libri, telefono) anche solo per 15 minuti.

Questo dimostra come in genere quasi tutti desiderino, come possibile, sfuggire alla sensazione di noia.

Tuttavia, sebbene la noia provochi sensazioni spiacevoli temporanee, può di fatto essere utile in molti modi: dallo stimolare la creatività, all'aiutare ad allenare la propria concentrazione.


Perché ci si annoia?

La noia è uno stato emotivo temporaneo. Una persona annoiata ha sentimenti spiacevoli, manca di interesse nel portare a termine compiti e impegni, e ha problemi nel prestare attenzione.

Una persona annoiata non manca tuttavia di cose che potrebbe fare, semplicemente non può (o non vuole) impegnarsi in alcuna attività.

La noia può derivare da mancanza di riposo e alimentazione, mancanza di stimolazione mentale o troppa ripetizione nelle cose che si devono affrontare (mancanza di novità). Le persone con un'alta sensibilità alla ricompensa, coloro che hanno bisogno di stimoli costanti per sentirsi soddisfatti, sono più a rischio di annoiarsi.

Una persona può annoiarsi se un'attività non è abbastanza stimolante, se il lavoro che deve svolgere è troppo duro o troppo facile o se le attività cui potrebbe dedicarsi mancano di significato e sfida.

Anche la mancanza di controllo può contribuire alla noia. Ricerche dimostrano, ad esempio, che gli studenti hanno mostrato più noia quando è un adulto a sceglier per loro un’attività ricreativa rispetto a quando è stato loro permesso di decidere in autonomia quale potesse essere.

L’attuale isolamento per la pandemia può far emergere tutte queste situazioni: notti insonni, insufficienza di novità e mancanza di controllo.


Il bene e il male di annoiarsi

La noia può portare alla creatività. I partecipanti a uno studio a riguardo, hanno mostrato un pensiero più divergente (trovare molteplici usi per gli oggetti, stabilire connessioni tra idee apparentemente non correlate e generare una molteplicità di idee creative) dopo aver svolto un compito noioso.

In un altro studio, i partecipanti dovevano completare una noiosa attività di selezione dei fagioli per colore o un'attività manuale divertente prima di completare un'attività creativa. I partecipanti che hanno dovuto ordinare i fagioli hanno mostrato una migliore qualità e quantità di idee rispetto a quelli che si erano impegnati in un'attività manuale interessante prima del compito creativo.

La creatività emerge perché, quando ci si annoia, le persone cercano attivamente qualcosa di stimolante. La creatività è una sfida che soddisfa questa esigenza.

Essere annoiati aiuta anche ad allenare la propria concentrazione e attenzione. Mentre è facile rivolgersi a dispositivi elettronici per intrattenersi e distrarsi quando si è annoiati, la ricerca mostra che i dispositivi in realtà non vincono la noia.

In effetti, un impegno "superficiale" con i propri dispositivi riduce la capacità di concentrazione, presenza alle attività e di coinvolgimento.

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Starsene seduti annoiati fino ad arrivare a superarla è un modo efficace per allenarsi a concentrarsi e a perseverare in compiti difficili o monotoni.

Questa situazione insegna ad andare in diversi punti della propria mente quando non si hanno stimoli esterni. In altre parole, la mente si allena. La noia può essere un bene per gli adulti e anche per i ragazzi.


Qualche alternativa

Quindi, quando ci si accorge che il proprio figlio si sta annoiando, non ci si deve sentire in colpa perché non lo si sta facendo distrarre.

Meglio invece verificare che non sia solo affamato o stanco, perché in questo caso tutto può sembrare noioso allora. Non sarebbe, di fatto, noia, ma solo mancanza di energia per impegnarsi in una qualche attività.

Questo è un periodo insolito e molti giovani si sentono senza controllo su quello che avviene. Occorre quindi offrire a ai ragazzi la possibilità di fare scelte e prendere decisioni all’interno di quello che avviene in famiglia (ad esempio, come stabilire il menu per il giorno, la disposizione della cena o in quale ordine svolgere i compiti scolastici).

I genitori non dovrebbero sentirsi obbligati o responsabili di interrompere questa "terribile esperienza" della noia per i figli. I ragazzi sono in grado di sviluppare risorse interne (attenzione, autoregolazione, creatività) dovendo risolvere da soli il “fastidio” della noia che provano.

È bene insegnare ai propri figli a non avere paura dei sentimenti che derivano dalla noia, ma a sentirsene stimolati. La noia è un segnale che indica che è necessario un cambiamento. In questa direzione, si può aiutarli a elaborare idee e possibilità di attività, per poi sceglierne una in cui impegnarsi, lasciando loro la responsabilità della scelta. Potrebbero così elaborare un insieme di vie di fuga dalla noia, cui attingere.

La noia a volte semplicemente consistere nella difficoltà dell’inizio, quando si vuole intraprendere qualcosa. Un ragazzo potrebbe di fatto non essere annoiato, bensì semplicemente non sapere da dove iniziare. In questo caso, occorre aiutarlo nello scomporre l’attività che ha di fronte fino a trovare un possibile punto d’avvio.

L’attenzione di tutti oggi viene facilmente catturata dagli smartphone, poiché forniscono una facile distrazione. Si può provare a impostare un timing di sospensione delle connessioni, per l’intera famiglia, spegnendo i dispositivi e partecipando tutti insieme a qualcosa di significativo per venti minuti. La creatività emerge avendo uno spazio di possibilità. Un genitore non saprà mai cosa potrebbe ottenere dall’ingegno di un figlio se di continua cerca di distrarlo e non farlo annoiare.

La noia, come sostengono alcuni psicologi che studiano la motivazione, impedisce di continuare a percorrere la solita vecchia strada e spinge a cercare nuovi obiettivi o a esplorare nuovi territori e idee. Invece di rifiutarla, è meglio “lavorare” con lei per vedere cosa può uscirne, creativamente per sé e per i propri figli.