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“Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e
non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato,
ma a causa dell’impetuosità e della velocità del mutamento
essa si disperde e si raccoglie, viene e va.”

Eraclito

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In Comunità il divenire è continuo ed è evidente, drammaticamente evidente.

I bambini crescono, affrontano e provano a ricucire gli strappi della loro anima.

Gli educatori arrivano con il loro bagaglio di conoscenze, di aspettative, di esperienze.

Una boccata di ossigeno e si tuffano nel fiume profondo della comunità: correnti impetuose e vortici rendono difficile il procedere ma non si può che andare avanti con un’unica consapevolezza presente fin da subito… si uscirà dal fiume profondamente cambiati.

I bimbi di cui la comunità si prende cura, cercano la propria strada, il proprio mare e gli adulti che vi operano sono il “fiume” che li accompagna.

“Perché nessuno possa dimenticare di quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi. E qualcuno - un padre, un amore, qualcuno - capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume - immaginarlo, inventarlo - e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio”. (A. Baricco)

Il passato deve essere connesso al futuro, tenuto nella mente degli operatori, digerito e restituito in modalità più assimilabili per il bambino (processo basato sul meccanismo di identificazione proiettiva).

Ma anche l’educatrice/educatore nell’incontrare il bambino affronta la propria storia, la propria “Ombra”: in un continuo gioco di identificazioni e controidentificazioni, in un rimando costante di immagini allo specchio, tutti i partecipanti alla relazione entrano inevitabilmente in contatto con ciò che è sepolto nel proprio intimo.

Nella celebre saga di Harry Potter, incontriamo uno specchio, ovviamente magico; in cima allo specchio c'è un'incisione che dice: "Erouc li am otlov li ottelfir non" che, letta al contrario, vuol dire "Non rifletto il volto ma il cuore."

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“Allora”, disse Silente, lasciandosi scivolare giù dal banco per venirsi a sedere a terra accanto a Harry. “Tu, come centinaia prima di te, hai scoperto le dolcezze dello Specchio delle Brame […] Ci mostra né più né meno quello che desideriamo più profondamente e più irresistibilmente in cuor nostro”. (Harry Potter e la Pietra Filosofale,”Lo specchio delle brame”)-

Ma lì nel profondo del “cuore”, la luce si attenua e si contende lo spazio con il buio, con le ombre.

“La figura dell'Ombra personifica tutto ciò che il soggetto non riconosce e che pur tuttavia, in maniera diretta o indiretta, instancabilmente lo perseguita.” (C.G. Jung)

L'educatore in comunità, nel conoscere l'Altro di cui si prende cura, incontra sé stesso. “L'incontro con sé stessi è una delle esperienze più sgradevoli, alle quali si sfugge proiettando tutto ciò che è negativo sul mondo circostante. Chi è in condizione di vedere la propria Ombra e di sopportarne la conoscenza ha già assolto una piccola parte del compito.” (C.G. Jung).

L'Ombra è tutto ciò che caratterizza la Persona ma che non gli piace, che gli risulta inaccettabile, disdicevole e che viene sollecitato dall'incontro con l'Altro.

La Comunità diviene una cassa di risonanza, una stanza degli “specchi delle brame” che può spaventare se non si permette all'educatore di fare esperienza di contenitori di pensabilità in cui si possano attivare processi integrativi riguardanti i piccoli ospiti ma anche e soprattutto sé stesso. La mente, se accudita nella sua capacità di pensare, può funzionare e significare gli eventi, permettendo il raggiungimento di un maggiore livello di consapevolezza.

Se non vai nei boschi, nulla accadrà mai, e la tua vita non avrà mai inizio.” (Clarissa Pinkola Estés)

Negli spazi di pensabilità, che gli incontri di equipe e di supervisione attivano, il gruppo educativo ha la possibilità di specchiarsi e di incontrare la propria Ombra e quella degli altri; insieme il buio fa meno paura e diviene occasione di significazione personale e professionale.


Bibliografia

  • Alessandro Baricco “Oceano mare”, 2002 Feltrinelli.
  • Clarissa Pinkola Estés “Donne che corrono coi lupi”, Feltrinelli.
  • Ferruta - Foresti - Pedriali - Vigorelli “La comunita' terapeutica - Tra mito e realta'” 1998 Raffaello Cortina.
  • C.G. Jung, “Gli archetipi dell'inconscio collettivo” Bollati Boringhieri Editore.
  • C.G. Jung, “Coscienza, inconscio e individuazione” Bollati Boringhieri Editore.
  • Giuseppe Gagliardi / Gianuario Buono, “L'agire terapeutico in comunità” Edizioni Univ. Romane.
  • Luca Mingarelli, Daniele Tonazzo “I ruoli in Comunità Terapeutica per adolescenti. Organizzazione di vita e cura” 2018 Ananche Lab.
  • J.K. Rowling “Harry Potter e la Pietra Filosofale” Salani Editore.
  • www.spiweb.it “Identificazione proiettiva” di M. L. Zuccarino.

L'autore.
Psicologa, psicoterapeuta in una comunità per bambini vittime di abuso e maltrattamento 4/13 anni e presso l'azienda ASST Valle Olona.