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La maggior parte dei film di formazione dedicati all’adolescenza con al centro vicende e avventure che riguardano i giovani, in particolare le pellicole più popolari e di successo al botteghino, non ne riflettono le vere difficoltà e sfide. In particolare evitano di raccontare il momento delicato della pubertà, così importante in questa fase della vita dei più giovani, come suggerisce una nuova ricerca.

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Un’analisi guidata da Kate Stewart, dottoranda in comunicazione presso la Ohio State University, ha riscontrato che i film con protagonisti giovani adolescenti tendono a rappresentare esperienze incongruenti e poco rappresentative di quello che affrontano gli adolescenti nella vita reale.

A differenza di uno studente delle superiori generico e reale, i protagonisti dei film, ad esempio, raramente vengono mostrati alle prese con gli aspetti fisici della pubertà e in genere raccontano in modo edulcorato e facile l’avvio delle prime relazioni affettive.

Queste caratteristiche della cinematografia mainstream per adolescenti contribuiscono a idee stereotipate e poco realistiche su di loro.

Sebbene le rappresentazioni giovanili sullo schermo siano punti di riferimento importanti per la formazione anche culturale dei giovani, enfatizzino in gran parte narrazioni lontane dalla realtà e irraggiungibili, al punto che quando i giovani spettatori confrontano le loro vite con ciò che vedono nei media, finiscono per sentirsi inadeguati.

La ripetuta esposizione nei film a ritratti idealizzati delle interazioni affettive e di immagine corporea influisce su come gli adolescenti si relazionano con il mondo che li circonda, ha affermato la dottoressa Stewart.

«In un mondo perfetto vedremmo in modo non problematico rappresentazioni rassicuranti, confortanti e poco informative di questo tipo di cose. Ma se si assiste a determinate rappresentazioni più e più volte, allora questo comincerà a influenzare il modo in cui si percepiscono le cose e soprattutto ciò che un giovane potrebbe arrivare ad aspettarsi da se stesso e dal mondo».

Lo studio è stato recentemente pubblicato sul Journal of Children and Media.

I ricercatori hanno analizzato 53 film molto popolari usciti tra il 2012 e il 2021, come Lady Bird, Percy Jackson e il mare dei mostri o Colpa delle stelle, in cui il protagonista era un adolescente delle superiori. Hanno codificato gli elementi chiave della pubertà presenti nei film.

Il risultato principale è stato che questi film di formazione non includevano narrazioni veritiere su come gli adolescenti vivono la pubertà nella realtà. La grande maggioranza dei film mostrava una marcata assenza di segni e caratteristiche fisiche della pubertà sia per i personaggi maschili che femminili, ha spiegato la ricercatrice.

Dei 53 protagonisti, maschi e femmine, solo due (3,8%) affrontavano, ad esempio, la questione dei peli corporei. Due personaggi (3,8%) affrontavano l’acne. Tra le 28 protagoniste femminili, due personaggi affrontavano lo sviluppo del seno (7,1%) e quattro (14,3%) affrontavano le mestruazioni nel corso della vicenda rappresentata sullo schermo.

Nessun personaggio veniva mostrato alle prese con i consueti “salti” della crescita, cambiamenti nello sviluppo muscolare o cambiamenti nella voce.

Lo studio ha rilevato che gli attori che interpretavano i protagonisti erano tipicamente più grandi degli studenti delle superiori. Le età degli attori variavano dai 16 ai 28 anni. Solo 10 attori principali erano effettivamente in età da scuola superiore (14–18 anni) al momento delle riprese.

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E ci sono molte più storie d’amore in questi film di quanto non accada nella realtà – molto più di quanto venga sperimentato dalla maggior parte degli adolescenti, ha sottolineato la studiosa. Nella maggior parte dei film (88,7%), il protagonista aveva un chiaro interesse amoroso. In tutti i film, ci sono state 1.467 scene incentrate sul protagonista e sul suo interesse amoroso.

Dei 47 film in cui era presente avevano una storia d’amore, il 78,7% mostrava il protagonista che portava avanti con successo la sua relazione affettiva.

Nonostante queste scelte, normalizzare esperienze non autentiche come storie d’amore facili ed aspettative corporee false non è certo qualcosa che l’industria cinematografica faccia con intenzioni maliziose, ha detto la dottoressa Stewart.

«È una sorta di strano disallineamento e mancanza di coerenza di queste due grandi caratteristiche e peculiarità della fase adolescenziale».

Questo studio suggerisce che i film in genere non forniscono una visione realistica dell’adolescenza, offrendo invece una visione idealizzata e aspirazionale. E non è ciò che i giovani spettatori desiderano, secondo una ricerca del 2024 del Center for Scholars and Storytellers.

È emerso che molti adolescenti si stanno allontanando dalle storie romantiche nei film, poiché il 63,5% degli intervistati ha espresso una preferenza per storie incentrate su amicizie e relazioni platoniche, piuttosto che su storie d’amore non necessarie allo sviluppo della trama.

In altre parole, film che trattano problemi reali con modelli di vita più riconoscibili sarebbero strumenti potenti e di efficacia formativa per gli adolescenti che affrontano cambiamenti evolutivi estremi.

I ricercatori aggiungono che questo lavoro rappresenta un punto di partenza per comprendere come altri tipi di norme sociali influenzino i sentimenti dei giovani nei confronti delle loro relazioni e dell’immagine corporea.

«La nostra speranza è che l’industria culturale e dello spettacolo inizi a valutare i pro e i contro di permettere agli spettatori adolescenti di vedere la pubertà e cambiamenti più realistici» conclude la dottoressa Stewart.

«Portando l’attenzione su questo, speriamo di andare avanti e aumentare il nostro grado di conoscenza su ciò che sappiamo in merito a quello che gli adolescenti imparano dai media».

 

Riferimento bibliografico

Kate Stewart, Nicole Martins et alii.
Brief report: A quantitative content analysis of adolescence
depictions in popular coming-of-age movies.
Journal of Children and Media (2025).

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