Sempre più spesso oggi si trovano sui social media video e immagini che sembrano veri ma, in realtà, sono stati creati con l’intelligenza artificiale. Video che spesso diventano virali e che rappresentano scene le quali, anche se chiaramente impossibili, hanno tuttavia un alto grado di verosimiglianza e vengono presi sul serio, soprattutto dai più giovani.

Un pericolo, in particolare, quando i video possono trasmettere disinformazione e alimentare pregiudizi.
Questo perché anche quando le scene rappresentate sono molto lontane dal vero, vengono tuttavia considerate reali da molti.
Pochi mesi fa più di 200 milioni di persone hanno visto un video di conigli che saltavano su un trampolino nel giardino di una casa, ripreso apparentemente da una telecamera di sicurezza. Molti hanno condiviso quel video, ma c’era un dettaglio importante: era completamente falso, generato al 100% dall’intelligenza artificiale. Nonostante ciò, tantissime persone ci sono cascate, e addirittura qualcuna ha riconosciuto che qualcosa non quadrava, ma pochi hanno avuto il coraggio di dire che il video non era vero.
Proprio da questo esempio si può imparare che non basta solo pensare che qualcosa sembri falso, ma occorre anche agire e avvertire chi condivide informazioni sbagliate.
Purtroppo, questo tipo di notizie false non riguarda solo video divertenti o curiosi, ma anche informazioni potenzialmente molto pericolose, come false credenze sui farmaci, sulle vaccinazioni o teorie cospirative che possono influenzare negativamente la società.
Occorre saper educare i giovani a comprendere l’inganno e, quindi, a evitare di sviluppare opinioni non fondate e farsi trascinare e manipolare.
Spesso, quando si vedono queste notizie false, ci si aspetta che siano gli altri a intervenire, come mostrano recenti studi.
Molti credono che siano gli altri a dover correggere l’errore, mentre loro stessi rimangono in silenzio. In realtà, correggere una notizia falsa o chiedere spiegazioni è socialmente apprezzato e può davvero fare la differenza.
Tanti di quelli che riconoscono la manipolazione credono che intervenire sia giusto, ma non lo fanno per paura di perdere tempo, di rovinare amicizie o perché non sanno se il loro intervento sarà utile.

Per questo, è importante per gli adolescenti capire che ognuno di loro può e deve fare la propria parte. Se si vuole un mondo più informato e meno ingannato, occorre intervenire in prima persona per fermare la diffusione di falsità.
I social media stanno riducendo i controlli sulle fake news, affidandosi sempre di più agli utenti stessi per segnalare e correggere gli errori. Quindi, ognuno ha il potere e la responsabilità di fare la differenza all'interno della propria cerchia di amici e familiari.
Non diffondendo informazioni di cui non si è sicuri, verificando sempre prima di condividere.
Se si nota qualcosa che non va, è il consiglio a livello educativo, bisogna parlare apertamente con chi ha postato quel contenuto. Le correzioni che arrivano da persone di cui ci si fida sono molto più efficaci di quelle fatte da enti o pagine ufficiali lontane dalla propria realtà.
In sostanza, concludono gli studiosi, non basta solo riconoscere che qualcosa è falso: bisogna agire per evitare che la disinformazione continui a diffondersi.
È una responsabilità che riguarda tutti, soprattutto i giovani, che sono nati in un mondo digitale dove le informazioni viaggiano velocemente ma non sempre in maniera affidabile. Diventare cittadini digitali consapevoli significa anche saper dire no alle false notizie e aiutare gli altri a fare altrettanto.






