Info: info@ubiminor.org  |  Segnalazioni: notizie@ubiminor.org  |  Proposte: redazione@ubiminor.org

 facebook iconinstagram iconyoutube icon

All’inizio dell’adolescenza la maggior parte dei ragazzi vive il fare amicizie come la cosa più necessaria e anche più naturale e semplice del mondo. La scuola offre molte occasioni per incontrare coetanei con interessi comuni con i quali condividere attività, e così pure accade negli impegni extra-scolastici sportivi o ricreativi.

20251126 rtrvc 1

Crescendo però un po’ alla volta tante di queste amicizie si dissolvono. Ognuno inizia a inseguire il proprio percorso, entra in una relazione sentimentale impegnativa, trova o cambia lavoro, si trasferisce di città, va all’estero o semplicemente cambia e diventa una persona diversa.

In mezzo a tutti questi cambiamenti, perdere i contatti diventa fin troppo facile per un giovane adulto che affronta ora la vita in sempre maggiore autonomia.

Questo però non diminuisce l’importanza e il bisogno di avere buoni amici. Anzi, la rende ancora più urgente. Molti giovani adulti si scoprono inaspettatamente soli e desiderosi di quella rete sociale che un tempo era così facile costruire.

Fare nuove amicizie può risultare difficoltoso e ci sono alcuni fattori di ordine psicologico e personale che aumentano questa difficoltà.

Anzitutto il non prendere l’iniziativa e aspettare che siano gli altri a fare il primo passo.

È naturale sperare o credere che gli altri si avvicineranno spontaneamente, solo perché ci si trova a frequentare lo stesso ambiente: il lavoro, una palestra, l’università o in contesti sociali.

Da adolescenti si hanno in genere meno timori nell’avvicinarci agli altri, ma quando si cresce si diventa più cauti.

È la spontaneità a fare la differenza. Avere anche solo l’intenzione di avvicinare qualcuno che si sente affine mette sulla strada giusta per costruire nuove amicizie.

Anche conversazioni casuali con sconosciuti o conoscenti possono avere un grande effetto sul benessere mentale.

In uno studio sulle interazioni quotidiane con sconosciuti e conoscenti, la principale autrice, la psicologa Taylor West ha affermato di essere rimasta sorpresa nello scoprire che anche interazioni ordinarie con persone che non conosciamo influiscono sul nostro benessere.

“Questi momenti apparentemente banali sono ciò che ci fa sentire parte della società e ci dà un senso di appartenenza”.

Lo studio ha rivelato che la qualità delle interazioni con sconosciuti e conoscenti è legata a una riduzione della solitudine e a un miglioramento della salute mentale — quasi quanto i benefici delle relazioni strette.

Se si è introversi o si fa fatica a esporsi, è il consiglio della studiosa, si può iniziare in piccolo, frequentando  luoghi dove si potrebbe trovare persone simili, che siano palestre, club di lettura, corsi di artistici o di artigianato, eventi culturali. Mettersi in gioco è la chiave per costruire nuove relazioni.

In questi ambiti si possono avviare conversazioni, ascolta le storie degli altri frequentatori, mostrare interesse e positività. La curiosità autentica, sottolinea la psicologa, apre sempre porte.

Quando gli incontri iniziali diventano più frequenti, si può proporre di proseguire il discorso davanti a un caffè, in una passeggiata o un’uscita informale. In questo modo da una semplice conoscenza  può nascere un’amicizia.

Più si frequenta uno stesso posto, più si decide di creare piccole connessioni, più la familiarità farà crescere naturalmente nuove relazioni.

Un altro fattore che frena dalla possibilità di costruire un’amicizia, spiega la studiosa, è l’essere troppo rigidi sul modo di relazionarsi.

Non si può ad esempio pretendere dagli amici gli stessi ritmi che si avevano da adolescenti. Gli impegni reciproci sono molti, le priorità cambiano. Invece di cercare contatti costanti e frequenti, occorre imparare a essere flessibili e a dimostrare il proprio affetto con continuità nel tempo.

A tutti succede di fare programmi per un’uscita, una gita, un pomeriggio di svago, ma di arrivare al fine settimana e avere solo voglia di riposare. Ma anche piccoli gesti costanti tengono viva l’amicizia tra giovani adulti: mandare un messaggio vocale ogni tanto, anche un semplice “come stai?”, fare una telefonata, quando viene in mente quella persona.

20251126 rtrvc 4

Un’analisi del 2023 pubblicata su Frontiers in Psychology ha mostrato che la qualità delle amicizie e il tempo passato con gli amici sono forti predittori di benessere. Avere più amici, ricevere affetto quando si condividono buone notizie, sentirsi incoraggiati nella propria indipendenza e dedicare cura al legame.

In sostanza, le amicizie fanno sentire unici, valorizzati, danno energia e fanno sentire di essere capaci di soddisfare bisogni psicologici fondamentali. Nelle relazioni adulte, una presenza attenta e coerente vale molto più del sentirsi ogni giorno, secondo i ricercatori.

Un grande motivo per cui le amicizie adulte risultano difficoltose, spiega la studiosa, è che si hanno noi aspettative silenziose: si vorrebbero risposte immediate, essere resi partecipi, si vorrebbe che altri si comportassero come faremmo noi. Quando queste aspettative non vengono soddisfatte, la delusione pesa sul rapporto.

Non si può però decidere il modo in cui gli dimostrano la loro amicizia. Più si lega il proprio rapporto alle loro azioni, più ci si sentirà impotenti.

La ricerca ha mostrato che con l’età le amicizie diventano più omogenee: gli amici tendono a essere simili per genere e livello di istruzione. È normale attrarre certi tipi di persone in fasi diverse della vita, ma aspettarsi che tutti i propri amici rispecchino perfettamente la nostra stessa o personalità  porta solo a frustrazione.

Le amicizie da giovani adulti si sviluppano quando si sposta l’attenzione su quello che si può controllare: come ci si presenta, se manda un messaggio gentile, se si propone un’uscita quando se ne ha la possibilità, o se si accetta che a volte impegni imprevisti si mettono semplicemente in mezzo.

Le amicizie non devono mai essere unilaterali, spiega la ricercatrice, ma crescono quando lasciamo spazio alla comprensione reciproca.

Liberandosi da aspettative rigide, si crea un terreno fertile per relazioni autentiche. Accettando l’alternarsi naturale dei ritmi nelle amicizie adulte, si può dar vita a legami più profondi, sinceri e duraturi, capaci di resistere ai cambiamenti inevitabili della vita e dei percorsi di ognuno.

 

Riferimento bibliografico

West, T. N., Prinzing, M. M., Garton, C., Berman, et alii.
Improving social connection with weak ties and strangers:
effects of a new micro-intervention on interaction quality and social behavior
.
The Journal of Positive Psychology (2024).

Accetto i Termini e condizioni