È fondamentale per un giovane trovare punti di riferimento adulti che sappiano rappresentare un esempio da seguire e essere una fonte di sostegno e consigli lungo la strada della crescita personale, attraverso le sempre più complesse interazioni sociali, definendo e perseguendo obiettivi formativi e professionali.

In psicologia, un modello è qualcuno da cui si imparano comportamenti. Un modello di ruolo, invece, ispira e orienta verso ciò che è positivo, ciò che si desidera e appassiona.
Le ricerche mostrano che i modelli più efficaci sono competenti e, soprattutto, somigliano a chi li segue in modo significativo, rendendo i loro traguardi percepibili e raggiungibili.
Non è pertanto insolito, quindi, che spesso i modelli più influenti per un giovane o una giovane siano dello stesso genere e anche della stessa origine etnica. Le ragazze, ad esempio, dicono le ricerche, scelgono più volentieri corsi tenuti da docenti donne e, se hanno una professoressa in una disciplina STEM, sono più propense a intraprendere quella strada e a rimanervi sulla via della loro affermazione professionale.
Lo stesso vale per studenti appartenenti a minoranze etniche: quando trovano insegnanti che rispecchiano le loro identità, il loro rendimento migliora.
E l’effetto, spiegano i ricercatori, è evidente fin dalla scuola primaria, dove avere insegnanti dello stesso gruppo etnico aumenta le probabilità di diplomarsi e proseguire gli studi. Una situazione più usuale in altri paesi e poco ancora nel nostro.
Un modello di ruolo, però, non deve per forza far parte della vita quotidiana, può anche essere un personaggio pubblico. Conosciuto attraverso la televisione, la musica, la letteratura o persino derivare da personaggi immaginari.
Le figure mediatiche possono influenzare in meglio o in peggio, ed è per questo importante che le persone educativamente importanti per un adolescente lo affianchino nello scegliere quali messaggi e comportamenti idealizzare e seguire.
La fatica di trovare un modello giusto
Per molte donne e per chi appartiene a gruppi poco rappresentati socialmente, è difficile trovare modelli attraverso i media proprio perché sono molto rari.
Le figure dell’universo mediatico sono spesso stereotipate.

Non stupisce quindi che, in una ricerca, quando a un gruppo di bambini fu chiesto di descrivere un modello di ruolo, le bambine e i bambini delle minoranze indicarono soprattutto persone reali della loro vita, perché nei media non trovavano figure che somigliassero a loro.
La forza dei legami quotidiani
I veri, primi modelli da piccoli sono però i genitori. Da sempre, nella maggior parte dei casi, figure come madre e padre rappresentano i primi modelli di ruolo, soprattutto per i figli dello stesso genere.
Tuttavia, i loro desideri non sempre coincidono con quelli dei figli, man mano che questi crescono e trascorrono meno tempo con loro. Serve allora qualcuno più vicino alle esperienze dei ragazzi, un po’ più avanti nel percorso.
Per chi proviene da contesti socioeconomici svantaggiati, trovare modelli di riferimento al di fuori della famiglia è ancora più difficile. Per questo è importante che vengano creati per loro programmi di affiancamento che li mettano in contatto con giovani figure adulte che possano fungere da mentori.
Queste iniziative possono avere effetti profondi, migliorando le scelte di studio e di carriera, aumentando la fiducia nelle proprie possibilità e nel sistema scolastico in generale, con un impatto positivo su apprendimento e studi.
I modelli di ruolo offrono una direzione, aiutano a plasmare i comportamenti e a definire obiettivi realistici e positivi. Ogni genitore dovrebbe chiedersi se il figlio adolescente ne abbia uno e che cosa quella persona gli stia insegnando.
Anche le figure affettive più vicine – amici, genitori, parenti – possono essere modelli preziosi, ma questi riferimenti in molte famiglie non rappresentano al meglio quelle che potrebbero essere le vocazioni e gli interessi dei ragazzi.
È quindi importante che le occasioni di affiancamento e di crescita vengano prodotte a livello sociale e in modo programmatico, così da contrastare disorientamento e dispersione, che affliggono oggi un numero elevato di giovani, che si trovano bloccati e sfiduciati verso il loro futuro.





