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Dall’esperienza e dal racconto di psicologi, educatori, insegnanti e adulti in generale che hanno una relazione educativa o di formazione con adolescenti, si comprende che esistono molte ragioni per cui il lavorare con loro risulta appagante. Una delle qualità più apprezzate nella gran parte dei giovani è l’intelligenza unita a uno spiccato scetticismo.

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I ragazzi non tollerano la condiscendenza, non cadono facilmente in inganni da parte degli adulti e rifiutano di essere sottovalutati. Lo scetticismo che molti adolescenti mostrano verso interazioni percepite come false evoca l'atteggiamento tipico di un adulto particolarmente esperto della vita.

Questo tratto rende genitorialità e rapporti educativi con gli adolescenti allo stesso tempo umilianti e stimolanti. È per questo motivo che una risposta di semplice negazione come “no, non puoi farlo perché lo dico io” non convince quando un'adolescente chiede di fare o sperimentare una certa cosa. Serve al suo posto che gli adulti producano una motivazione solida e inattaccabile.

Lo scetticismo che funziona

Quando si cerca di impostare con giovani adolescenti una campagna preventiva puramente informativa, ad esempio sulle controindicazioni per la salute dell’uso della sigaretta elettronica, spiegando come lo svapo possa aumentare del rischio di asma, polmonite, gravi lesioni polmonari e indurre abuso di sostanze future, spesso si constata come la semplice trasmissione di informazioni astratte produca in loro solo disinteresse.

Chi invece adotta una modalità più “adulta” e coinvolgente, mostrando come l’industria dello svapo miri intenzionalmente agli adolescenti per creare clienti a vita, attraverso la dipendenza, con aromi divertenti pensati per attrarli e adeguate strategia di marketing, riesce a coinvolgerli.

Gli adolescenti, infatti, in genere rimangono impressionati dall’intento manipolatorio che scoprono essere alla base delle tattiche pubblicitarie e, dopo averle comprese, rifiutano di essere considerati delle semplice pedine delle campagne commerciali.

Questo momento di consapevolezza, in cui realizzano di essere manipolati, si rivela in genere essere un’esperienza di apprendimento molto forte. Lo stesso scetticismo che prima li rendeva resistenti alle avvertenze salutistiche diventa adesso lo strumento per liberarsi dalla morsa ingannevole dell'industria.

Una tattica di questo genere potrebbe essere vincente, in particolare, per contrastare la cultura della dieta e dei modelli di fisicità che vengono veicolati da social e pubblicità, con effetti negativi ben noti sia sotto il profilo fisico che psicologico, secondo molte ricerche realizzate.

La cultura del fisico e della dieta

Similmente all'industria del vaping, quella che produce articoli per il miglioramento dell’aspetto fisico, attraverso le piattaforme social prende di mira strategicamente gli adolescenti, mettendo l’accento sull’importanza di avere certi modelli estetici e inondandoli di disinformazione nutrizionale dannosa.

L'industria alimentare riesce a creare prescrizioni che possono poi riconfermarsi per tutta la vita, con messaggi tossici che raggiungono già i bambini delle elementari e persistono nell'età adulta.

In molti giovani si producono disturbi alimentare, iniziano a odiare il proprio corpo e a desiderare diete fin da molto piccoli.

La cultura della dieta si reinventa di continuo in modo subdolo: invece di dire esplicitamente “prendi questo per dimagrire”, promuove “salute”, “benessere” e “alimentazione pulita”, spiegano gli esperti. Il risultato negativo rimane lo stesso: i giovani sacrificano salute e gioia per inseguire un ideale corporeo spesso malsano e irraggiungibile.

A livello educativo occorre che gli adulti li aiutino a smascherare i messaggi e mostrare il loro vero intento, quasi sempre legato a logiche commerciali di vendita di qualche prodotto appena realizzato.

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Come dovrebbe presentarsi una pubblicità responsabile?

E se i prodotti per la perdita di peso portassero un avviso che i messaggi e le pressioni per le diete sono tra le principali cause di disturbi alimentari, secondi solo per mortalità tra i disturbi mentali?

E se gli annunci, continuano gli esperti, di abiti per taglie piccole dichiarassero chiaramente che “non rappresentano la maggioranza della popolazione e generano sentimenti di inadeguatezza corporea”?

I messaggi pubblicitari rivolti agli adolescenti dovrebbero essere regolati con cautela, simili alle norme su cibo e farmaci, per il potenziale danno che possono causare.

Gli adolescenti dovrebbero conoscere il funzionamento di algoritmi, strategie di editing e di funzionamento di photoshop, sapere quali sponsorizzazioni esistano dietro i messaggi degli influencer che promuovono il consumo di bibite dimagranti, proteine o integratori.

Aiutare gli adolescenti a decodificare le pubblicità

Gli adolescenti rappresentano la popolazione più vulnerabile ai disturbi alimentari, le strategie che promuovono le diete sono per loro il fattore di rischio principale.

L'adolescenza è un periodo di fisiologico aumento di peso, e dimagrire compromette la salute, spiegano i ricercatori. I disturbi alimentari hanno un tasso di mortalità elevato; se un prodotto causasse morti infantili, ci sarebbe indignazione pubblica, eppure i messaggi dietetici persistono.

Gli adolescenti devono conoscere i retroscena e le manipolazioni della cultura della dieta e potrebbero essere loro stessi la chiave per smontarla.

È un'industria da milioni di euro, e crollerebbe se tutti credessero di essere già abbastanza belli, come ha affermato uno studioso. E se si dicesse agli adolescenti che sono già abbastanza belli e che perdere altri cinque chili non li renderà più felici, ma solo affamati, irritabili ed esausti?

Insegnare agli adolescenti a analizzare gli annunci “salutistici” con lo stesso scetticismo che rivolgono agli adulti condiscendenti è essenziale, in definitiva.

A livello educativo occorre incoraggiarli a porsi la domanda chiave: “Cosa mi stanno cercando di vendere?

Di fronte a una nuova tendenza social, un giovane dovrebbe chiedersi sempre se arriva da un esperto qualificato o da un'azienda o da un influencer che vuole guadagnare su di lui.

È bene aiutarli a riconoscere di essere spesso pedine in un meccanismo che produce soldi perpetuando l'ideale dell’essere magri alle generazioni future. Proprio come un figlio merita più di una negazione basata sull’autorità, così va riconosciuta e valorizzata l'intelligenza che spinge gli adolescenti a sfidare l'autorità, in modo che la utilizzino per proteggersi da messaggi ingannevoli e da manipolazioni.


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