Nello scorso articolo ho parlato dell'intelligenza artificiale, le caratteristiche principali e di come può influire sulla nostra vita, dalle persone più anziane ai giovanissimi. In questo articolo vorrei ricollegarmi a internet, in particolare ai social media e di come questi possano influenzare la nostra salute mentale.

Il primo vero e proprio social media è stato Facebook, nato il 4 febbraio 2004 negli Stati Uniti.
Su questo social media si possono trovare diversi video e foto, opinioni e anche gruppi e comunità basate su idee comuni. Attualmente è un social usato principalmente dagli adulti, infatti non è apprezzato dalla generazione Z.
Il secondo social è stato Instagram, nato il 6 ottobre 2010.
E’ ampiamente usato sia dai giovani che dalle generazioni precedenti; su questo social si condividono principalmente foto tramite storie e post.
Instagram nel corso degli anni è riuscita a modificarsi diventando una app di riferimento per tutti noi.
I social pian piano hanno portato a far guadagnare chiunque si mettesse in gioco su di essi, proponendo contenuti di diverso argomento e permettendo la nascita del fenomeno (amato o odiato a seconda del punto di vista) degli influencer.
L’influencer è una persona normale come noi che ha saputo valorizzarsi cavalcando un'onda che sembrava temporanea, ma che si è scoperto non essere così momentanea.
Gli influencer vivono grazie all'algoritmo e soprattutto grazie a noi, in base ai nostri like, interazioni e commenti. La maggior parte di loro condivide la loro vita sui social, principalmente su Tik Tok (nato in Cina nel 2016, in Italia nell'agosto del 2019) e su Instagram.
Se si va a spulciare sui profili di quelle più conosciute dalla generazione Z, si potrà notare quanto siano sempre sorridenti e felici, ma soprattutto bell* e apparentemente perfett*.

Non un capello fuori posto, make up impeccabile e un fisico scolpito. Oltretutto con una vita a dir poco esemplare: una famiglia unita con cui fare i pranzi domenicali, tanti amici con cui uscire ogni sera, e tanti impegni per sentirsi produttivi.
La tristezza, la pigrizia, la noia non è contemplata su questi schermi!
Nei follower nasce una certa sottile invidia nei confronti degli influencer, che può portare a due principali comportamenti: commenti d'odio, in cui criticano anche l'impeccabile, solamente perché (apparentemente) la loro vita in confronto a quella che vedono, sembra degna di non essere vissuta.
Per molte persone è più semplice dare la colpa delle proprie disgrazie agli altri che a loro stessi.
Oppure i follower nel confrontarsi con ciò che mostrano gli influencer provano un senso di solitudine mescolato a tristezza che porta a farsi domande su come riuscire a somigliare a loro.
Il punto principale è che la vita che mostrano non esiste: spesso è solo una falsità.
Alcuni creator si sono esposti sulla vicenda, facendo notare che la maggior parte dei contenuti che pubblicano è finzione, solo selezionati aspetti di quello che realmente succede.
Mostrano le parti belle soltanto perché gli conviene: penso che per molti sia imbarazzante o motivo di vergogna farsi vedere fragili e preferiscono farsi vedere forti per non destare sospetti sul fatto che in realtà, loro proprio come noi, sono esseri umani.






