Info: info@ubiminor.org  |  Segnalazioni: notizie@ubiminor.org  |  Proposte: redazione@ubiminor.org

 facebook iconinstagram iconyoutube icon

Nello scorso articolo ho parlato dell'intelligenza artificiale, le caratteristiche  principali e di come può influire sulla nostra vita, dalle persone più anziane ai giovanissimi. In questo articolo vorrei ricollegarmi a internet, in particolare ai social media e di come questi possano influenzare la nostra salute mentale. 

20260223 ummsch 3

Il primo vero e proprio social media è stato Facebook,  nato il 4 febbraio 2004 negli Stati Uniti. 

Su questo social media si possono trovare diversi video e foto, opinioni e anche gruppi e comunità basate su idee comuni. Attualmente è un social usato principalmente dagli adulti, infatti non è apprezzato dalla generazione Z. 

Il secondo social è stato Instagram, nato il 6 ottobre 2010. 

E’ ampiamente usato sia dai giovani che dalle generazioni precedenti; su questo social si condividono principalmente foto tramite storie e post.

Instagram nel corso degli anni è riuscita a modificarsi diventando una app di riferimento per tutti noi. 

I social pian piano hanno portato a far guadagnare chiunque si mettesse in gioco su di essi, proponendo contenuti di diverso argomento e permettendo la nascita del fenomeno (amato o odiato a seconda del punto di vista) degli influencer.

L’influencer è una persona normale come noi che ha saputo valorizzarsi cavalcando un'onda che sembrava temporanea, ma che si è scoperto non essere così momentanea.  

Gli influencer vivono grazie all'algoritmo e soprattutto grazie a noi, in base ai nostri like, interazioni e commenti.  La maggior parte di loro condivide la loro vita sui social, principalmente su Tik Tok (nato in Cina nel 2016, in Italia nell'agosto del  2019) e su Instagram.  

Se si va a spulciare sui profili di quelle più conosciute dalla generazione Z, si potrà notare quanto siano sempre sorridenti e felici, ma soprattutto bell* e apparentemente perfett*.

20260223 ummsch 1

Non un capello fuori posto, make up impeccabile e un fisico scolpito. Oltretutto con una vita a dir poco esemplare: una famiglia unita con cui fare i pranzi domenicali, tanti amici con cui uscire ogni sera, e tanti impegni per sentirsi produttivi.

La tristezza,  la pigrizia, la noia non è contemplata su questi schermi!

Nei follower nasce una certa sottile invidia nei confronti degli influencer,  che può portare a due principali comportamenti: commenti d'odio, in cui criticano anche l'impeccabile, solamente perché (apparentemente) la loro vita in confronto a quella che vedono, sembra degna di non essere vissuta.

Per molte persone è più semplice dare la colpa delle proprie disgrazie agli altri che a loro stessi.

Oppure i follower nel confrontarsi con ciò che mostrano gli influencer provano un senso di solitudine mescolato a tristezza che porta a farsi domande su come riuscire a somigliare a loro.

Il punto principale è che la vita che mostrano non esiste: spesso è solo  una falsità.  

Alcuni creator si sono esposti sulla vicenda, facendo notare che la maggior parte dei contenuti che pubblicano è finzione, solo selezionati aspetti di quello che realmente succede. 

Mostrano le parti belle soltanto perché gli conviene: penso che per molti sia imbarazzante o motivo di vergogna farsi vedere fragili e preferiscono farsi vedere forti per non destare sospetti sul fatto che in realtà,  loro proprio come noi, sono esseri umani.

Camilla Boldi
Camilla Boldi è lo pseudonimo di una studentessa che compirà quest'anno diciassette anni, suoi testi sono stati pubblicati su siti giornalistici sia generalisti sia di divulgazione per i più giovani.

Accetto i Termini e condizioni