Da molte ricerche emerge che le ragazze vivono più frequentemente dei maschi stati di umore negativo, depressione e ansia. Questo divario di genere nella salute mentale rifletterebbe una combinazione complessa di fattori biologici, psicologici, sociali e socioculturali.

Nonostante le molte ricerche svolte, la comprensione di questo fenomeno è ancora incompleta e lontana dall’essere definitiva.
In Italia, indagini recenti confermano che i giovani (14–29 anni) presentano un peggioramento della salute mentale, ma il calo è più marcato tra le ragazze, soprattutto nella fascia 14–34 anni. Una rilevazione del CNG (Consiglio Nazionale Giovani) 2025 riporta che il benessere individuale delle giovani è in media intorno a 66–67/100, contro circa 70–72/100 per i coetanei maschi, con una differenza più netto nella gestione delle emozioni.
Anche i dati del sistema sanitario britannico, utilizzati per una recente ricerca, mostrano che le giovani donne tra i 17 e i 19 anni hanno una probabilità doppia rispetto ai coetanei maschi di sviluppare un disturbo mentale. Altri dati indicano inoltre un aumento più marcato dei sintomi di depressione e ansia tra le ragazze.
Spesso si attribuiscono queste differenze a fattori come l’uso dei social media, la crescente sessualizzazione delle ragazze e l’aumento della pressione scolastica. Tuttavia, raramente si è chiesto direttamente alle ragazze cosa ne pensano, e questo limita fortemente la comprensione delle loro reali esperienze e necessità.
Per approfondire questa prospettiva, uno studio ha coinvolto direttamente alcune giovani donne. I ricercatori hanno cercato di garantire non solo che le ragazze venissero ascoltate, ma anche che le domande poste fossero pertinenti e costruttive. Insieme, il gruppo di ricerca ha progettato lo studio, condotto le conversazioni con le partecipanti e interpretato i risultati emersi.
Accanto a un gruppo multidisciplinare composto da esperti accademici e clinici, l’esperienza diretta e concreta di queste giovani donne è stata centrale in ogni fase del progetto. Sono state coinvolte 32 ragazze tra i 16 e i 18 anni, provenienti da diverse regioni dell’Inghilterra e con background etnici e religiosi differenti, per comprendere le loro opinioni sul crescente divario di genere nella salute mentale adolescenziale.
Uno degli aspetti più rilevanti emersi riguarda le aspettative di genere, spiegano gli autori. Le ragazze hanno raccontato come gli stereotipi sessisti influenzino la loro vita fin dalla giovane età, imponendo modelli ristretti su come dovrebbero comportarsi e presentarsi. Molte hanno descritto il peso del giudizio quando non si conformano a queste aspettative, come quando vengono invitate a sorridere o derise per interessi considerati “non femminili”, come il calcio. Queste esperienze contribuiscono a normalizzare fenomeni come le molestie sessuali a scuola e incidono profondamente sull’autostima.
Una delle partecipanti, Sunita, ha sottolineato quanto le insicurezze femminili siano spesso fraintese: non si tratta semplicemente di sentirsi inadeguate rispetto all’aspetto fisico, ma di qualcosa di molto più profondo, legato al modo in cui si viene trattate dagli altri. Questo senso di non sentirsi pienamente riconosciute come persone rappresenta una ferita emotiva significativa. Tali osservazioni confermano studi precedenti che evidenziano come le norme di genere possano essere fonte di stress e disagio, contribuendo a tassi più elevati di depressione tra le ragazze.

Un altro tema centrale è quello della pressione scolastica. Le ragazze hanno descritto un ambiente caratterizzato da esami intensi, paura di sbagliare e una forte spinta a eccellere. Questa pressione appare amplificata per loro, poiché si sentono chiamate non solo a ottenere buoni risultati, ma anche a dimostrare costantemente il proprio valore. Questo clima può generare ansia e tristezza, soprattutto in vista di esami determinanti per il futuro. Una studentessa ha raccontato come il passaggio tra un anno scolastico e l’altro abbia segnato un cambiamento drastico nel suo benessere emotivo, trasformando una condizione iniziale di serenità in una di forte ansia e depressione legata al desiderio di ottenere buoni risultati negli esami.
Le evidenze scientifiche confermano che la pressione scolastica può influire negativamente sulla salute mentale, con effetti talvolta più pronunciati sulle ragazze. Anche se non è chiaro se la percezione della pressione sia effettivamente aumentata nel tempo, si osserva un calo significativo della soddisfazione scolastica negli ultimi anni, un dato che merita attenzione, soprattutto in relazione al benessere delle ragazze.
Le partecipanti hanno inoltre riflettuto sul ruolo dei social media, descrivendoli come un’esperienza ambivalente, con aspetti sia positivi che negativi. In particolare, hanno evidenziato come piattaforme visive come Instagram e TikTok contribuiscano a rafforzare aspettative di genere su come le ragazze dovrebbero apparire. Il confronto continuo e spesso automatico con gli altri alimenta insicurezze e influisce sull’umore, rendendo difficile distinguere tra ciò che è reale e ciò che è costruito. Una partecipante ha spiegato come questo confronto avvenga quasi inconsciamente, ma abbia comunque un impatto significativo sul benessere emotivo.
Queste testimonianze sono in linea con ricerche recenti che indicano come l’impatto dei social media sulla salute mentale dipenda più dalla qualità delle esperienze online che dal tempo trascorso sulle piattaforme. Inoltre, gli aspetti legati al confronto sociale sembrano essere particolarmente problematici per le ragazze.
Alla luce del progressivo peggioramento della salute mentale femminile negli ultimi anni, diventa fondamentale ascoltare direttamente le ragazze e coinvolgerle attivamente nella comprensione di questi fenomeni, sottolineano i ricercatori. Offrire loro spazi autentici per esprimere le proprie difficoltà e priorità è essenziale per affrontare efficacemente il problema. Per genitori, insegnanti e tutte le figure di supporto, ciò significa creare ambienti aperti al dialogo, dove le ragazze possano elaborare le proprie esperienze e sentirsi ascoltate.
Le giovani coinvolte nello studio hanno ribadito più volte quanto sia importante poter contare su contesti accoglienti e comprensivi. Essere ascoltate, comprese e sostenute rappresenta un elemento chiave per il loro benessere e per la costruzione di una salute mentale più solida.






