Nell’epoca del cosiddetto “maxxing” online, termine che indica una mentalità spinta a ottimizzare e potenziare ogni aspetto della vita, anche l’alimentazione è diventata terreno fertile per nuove tendenze e suggestioni di comportamento che si sono rapidamente diffusi nel mondo virtuale.

Se inizialmente l’attenzione era tutta concentrata sulle proteine, oggi sono le fibre a dominare la scena: influencer del benessere sostengono che caricare la dieta con specifici nutrienti sia la chiave per vitalità e salute.
Queste mode alimentari, nate da una ricerca estrema della “perfezione nutrizionale”, stanno influenzando profondamente sia le abitudini dei consumatori sia le strategie commerciali delle aziende. Tuttavia, resta una domanda fondamentale: seguire queste tendenze è davvero salutare?
Uno studio di recente pubblicazione ha affrontato la questione.
Il concetto di “proteinmaxxing”, spiegano gli esperti, si basa sull’idea che, quando si parla di proteine, “più è meglio”. Le proteine, presenti in alimenti come carne, latticini e frutta secca, sono essenziali per numerose funzioni dell’organismo, tra cui la riparazione dei tessuti e il supporto al sistema immunitario.
Parallelamente, le fibre alimentari si stanno affermando come protagoniste: secondo molti contenuti online, consumarne grandi quantità aiuterebbe a ridurre la fame e a migliorare la regolarità intestinale. Questi messaggi vengono spesso accompagnati da immagini di semi di chia o fiocchi d’avena.
Le aziende non sono rimaste a guardare. Oggi è facile trovare versioni arricchite di proteine praticamente di qualsiasi prodotto, persino dei cereali più zuccherati, che ora mettono in evidenza il loro contenuto proteico. Allo stesso tempo, grandi multinazionali e marchi emergenti stanno cavalcando l’onda delle fibre, osservano gli esperti, promuovendo bevande prebiotiche e snack con un alto contenuto di questo nutriente.
I dati di vendita confermano l’entusiasmo: quasi la metà dei consumatori statunitensi sta cercando di aumentare l’assunzione di proteine, mentre tra Stati Uniti, Europa e Asia sono soprattutto le generazioni più giovani, come la Gen Z e i Millennials, a trainare questo fenomeno. Lo stesso vale per le fibre: una percentuale significativa di giovani adulti dichiara di voler migliorare la salute intestinale.
Eppure, secondo gli esperti nutrizionisti, è necessario mantenere equilibrio e senso critico. Alcuni nutrizionisti riconoscono che l’attenzione verso le fibre rappresenta una tendenza relativamente positiva rispetto ad altre mode più estreme, e sottolineano come questo nutriente sia stato a lungo sottovalutato rispetto alle proteine, spesso considerate “il nutriente protagonista” degli ultimi anni. Tuttavia, avvertono anche che aumentare indiscriminatamente l’assunzione non è la soluzione ideale.
Il professor Arch Mainous, direttore per la Ricerca presso il Dipartimento di Salute Comunitaria e Medicina di Famiglia dell'Università della Florida, evidenzia un punto cruciale: seguire le linee guida giornaliere raccomandate è corretto, ma pensare che “se una cosa è buona, allora cinque volte tanto sia meglio” è un errore. Inoltre, mette in guardia contro la crescente fiducia riposta nei consigli generalizzati degli influencer, spesso non supportati da competenze scientifiche e talvolta legati a interessi commerciali.

Questa dinamica si inserisce in un contesto più ampio di diffidenza verso gli esperti della salute e di crescente mentalità del “faccio da solo le mie ricerche”, alimentata anche da figure pubbliche. In questo scenario, distinguere tra informazione affidabile e contenuti fuorvianti diventa sempre più complesso.
Di fronte a questa confusione, gli specialisti invitano a tornare a principi semplici.
Prima di tutto, è consigliabile confrontarsi con il proprio medico. In generale, una dieta equilibrata che includa latte, yogurt, legumi e una porzione moderata di carne o pesce può coprire il fabbisogno medio di proteine. Per quanto riguarda le fibre, un apporto quotidiano compreso tra 25 e 38 grammi, variabile in base a età e sesso, rappresenta un obiettivo adeguato.
Alimenti ricchi di fibre come legumi, frutta, verdura, frutta secca e cereali integrali non solo favoriscono la regolarità intestinale, ma sono anche associati a una riduzione del rischio di alcune forme di cancro e a un migliore controllo di colesterolo e glicemia.
Un approccio pratico consiste nel consumare cereali integrali o frutta a colazione e riempire metà del piatto con verdure durante pranzo e cena: in questo modo è possibile raggiungere facilmente il fabbisogno senza dover contare ossessivamente i grammi.
È però fondamentale evitare cambiamenti drastici, soprattutto per chi assume poche fibre: un aumento improvviso può causare forti reazioni gastrointestinali. Come ricordano gli esperti, “chi procede lento e costante vince la gara”.
Infine, sottolineano i nutrizionisti, è importante non lasciarsi ingannare da soluzioni rapide. Integratori e polveri non possono sostituire alimenti veri e completi, e soprattutto nessun nutriente, da solo, può risolvere tutti i problemi di salute. Anche i prodotti etichettati come “ricchi di fibre” difficilmente rappresentano una svolta radicale.
In definitiva, il messaggio più importante per i giovani è chiaro: non esistono “sostanze magiche” nell’alimentazione. Il benessere si costruisce attraverso equilibrio, varietà e scelte consapevoli, non inseguendo l’ultima moda virale. Un principio che dovrebbe essere ben presente agli adulti, da un punto di vista educativo.






