Negli ultimi anni si è parlato molto della fragilità psicologica dei giovani adulti, spesso descritti come una generazione a rischio. Recenti ricerche sulla salute mentale dei giovani adulti in Italia indicano un aumento preoccupante di ansia e depressione, con oltre il 49% dei giovani tra i 18 e i 25 anni che dichiara di soffrirne.

Lo stress lavorativo, l’insicurezza economica e i loro effetti negativi, sia psicologici che fisici, sono particolarmente elevati tra i 25 e i 34 anni. Ma un dato forse meno discusso, eppure sempre più evidente, è che molti giovani non sono solo preoccupati per se stessi: iniziano a guardare con ansia anche allo stato emotivo e psicologico dei propri genitori.
Già nel 2023 una ricerca condotta dalla Harvard Graduate School of Education aveva rilevato che quasi il 40% dei giovani intervistati dichiarava di essere almeno “un po’ preoccupato” per la salute mentale dei genitori. Una percentuale significativa, che ricorda come le preoccupazioni non viaggino in un’unica direzione, ma attraversino più generazioni.
Una generazione di genitori sotto pressione
I giovani adulti di oggi sembrano soffrire più dei loro predecessori. Studi recenti mostrano tassi più alti di ansia, depressione, consumo di alcol e tabacco, oltre a una salute fisica complessivamente peggiore rispetto alle generazioni precedenti.
Non sorprende i ricercatori: si tratta di genitori che si trovano schiacciati tra il prendersi cura dei propri figli e, allo stesso tempo, di genitori ormai anziani, mentre affrontano sfide inedite come insicurezza sociale e economica, conflitti culturali e politici sempre più accesi, l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro e l’incertezza pensionistica.
Quando il benessere dei genitori pesa sui figli
La salute mentale, spiega la ricerca, non riguarda mai una sola persona. Può trasmettersi attraverso la genetica, ma anche attraverso comportamenti appresi o ambienti familiari difficili.
Non è raro che giovani adulti con sintomi di ansia o depressione abbiano genitori che vivono le stesse difficoltà. Questo legame genera spesso un ulteriore fardello: il senso di responsabilità.
Non pochi ragazzi entrando nell’età adulta si convincono di dover diventare loro i “custodi” della stabilità emotiva dei propri genitori. Alcuni arrivano a fare sacrifici enormi, come dicono le storie di quelli che, pur tra ristrettezze economiche e precarietà abitativa, cercano di prendersi cura dei genitori in difficoltà o affetti da disturbi mentali.

Un equilibrio complesso, ma non impossibile
I ricercatori sottolineano che è importante chiarire che i genitori non devono essere colpevolizzati: i fattori che influenzano la salute mentale dei giovani sono molteplici e includono anche le amicizie, le comunità in cui vivono, gli stili di vita. Anzi, proprio le famiglie, quando sono caratterizzate da relazioni equilibrate e positive, possono rappresentare un potente fattore protettivo. Uno studio del 2023 ha dimostrato che un ambiente familiare positivo è legato a livelli più bassi di depressione tra i giovani adulti.
Per chi sente crescere la preoccupazione, è il consiglio degli studiosi, la soluzione non può essere portare tutto il peso sulle proprie spalle. È fondamentale condividere le ansie con altre figure adulte di riferimento – parenti, conoscenti, amici di famiglia – e fare uso delle risorse già esistenti.
Il sistema sanitario in molti paesi, compreso il nostro, inizia a riconoscere l’impatto che la salute mentale dei genitori può avere sui figli giovani adulti.
Diventare adulti oggi significa, in definitiva, quasi sempre rimanere profondamente intrecciati alle vicende e alle difficoltà della propria famiglia, anche se si esce di casa. Per questo, con l’aumento dei problemi psicologici tra i genitori, sarà sempre più importante creare reti di sostegno per quei giovani che portano addosso non solo le proprie fragilità, ma anche le paure per quelle di chi li ha cresciuti.
Una sfida delicata, che può però diventare anche l’occasione per costruire legami familiari più autentici e comunità più solidali, concludono gli esperti, sollecitando una sempre maggior presenza delle strutture e dei servizi pubblici al fianco dei giovani che vivono anche questa criticità.






