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Anche se puzza Like Teen Spirit, come diceva il titolo di una canzone dei Nirvana,  non aspettatevi che il vostro ragazzo adolescente sia in grado di sentire il proprio odore come lo sentite voi.

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Gli scienziati dell'Università di Aarhus in Danimarca hanno scoperto che, mentre gli adolescenti possono sentire molto bene l'odore di certi elementi e prodotti (come caramelle, ketchup e junk food, per esempio), sono tremendamente incapaci di distinguere e rilevare cose come il loro intenso odore corporeo, il sudore, e - forse peggio di tutto il resto – non sanno molto "apprezzare" il profumo e le qualità del sapone.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Chemical Senses , ha coinvolto 411 ragazzi e 320 adulti, ai quali è stato chiesto di rilevare 125 odori diversi.

Mentre il 92% degli adulti è stato in grado di riconoscere l'odore di sudore, solo il 14% dei ragazzi è riuscito a farlo.

Per fortuna, si è riscontrato un divario molto più piccolo tra gli adulti (87%) e gli adolescenti (84%) che sono stati in grado di riconoscere l'odore del sapone.

Ma quando si è trattato di identificare cose quali i biscotti, il ketchup, gli snack di frutta, lo zucchero filato e i marshmallow, i ragazzi si sono comportati egregiamente.

Sia gli adolescenti che gli adulti sono riusciti a identificare correttamente gli odori più forti come quello del caffè (98% e 95%, rispettivamente), così come quello dei pesci, della cannella, della pancetta e del formaggio. Ma quando si trattava di identificare frutta e verdura, i ragazzi ancora una volta hanno mostrato grosse difficoltà rispetto alle loro controparti adulte.

Alexander Fjaeldstad, l'autore principale dello studio e professore associato presso il Flavour Institute dell’Università di Aarhus, ha sottolineato nello studio che, mentre il profumo ha potenti collegamenti ai ricordi dei primi anni di vita, occorre avere più esperienza di vita e fare pratica per riuscire a nominare correttamente cosa sia in realtà un profumo evocato dalla memoria.

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“Anche se gli odori sono potenti fattori evocativi di ricordi autobiografici risalenti anche al primo decennio di vita - e in un modo strettamente collegato alle modalità di funzionamento della memoria - la capacità di dare un nome agli odori è un'abilità acquisita che richiede anni per essere adeguatamente padroneggiata".

È infatti una capacità che necessita sia di una formazione percettiva che verbale, come viene spiegato nello studio: ad esempio, sommelier e baristi vengono propriamente addestrati per migliorare le loro capacità di riconoscimento di un odore. 

Lo studio afferma di essere il primo a scendere in profondità nella verifica della teoria per cui ragazzi e giovani adulti sono meno percettivi nel cogliere e riconoscere delle fragranze specifiche perché non hanno ancora familiarità con esse, e questo potrebbe dare una spiegazione al perché molti giovani adulti sono perfettamente a loro agio nel vivere in condizioni che potrebbero richiedere l’utilizzo di una maschera antigas.

Eppure, la domanda rimane – perché non ci siamo evoluti diversamente, in modo tale che anche i genitori risultino immuni dai fetori e dagli odori pungenti prodotti, in molti casi, dai loro ragazzi nel corso dell'adolescenza?