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Gli impatti del Covid-19 variano tra gli individui e le famiglie e non sono ancora pienamente compresi, tuttavia ricerche svolte in passato mostrano che le esperienze di vita stressanti possono danneggiare la salute mentale, specialmente per adolescenti e per i giovani  adulti.

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I ricercatori della Colorado State University hanno riscontrato che gli adolescenti che praticano tecniche di mindfulness mostrano meno segni di stress legati alla pandemia COVID-19 rispetto a quelli che non lo fanno.

Durante l'adolescenza, gli individui sono più suscettibili a esperienze stressanti a causa dei cambiamenti dinamici che si verificano nel loro mondo sociale, e a livello di cervello e dimensione corporea.

La maggior parte dei disturbi di salute mentale inizia durante l'adolescenza, il che rende importante capire in che modo un evento come la pandemia colpisce adolescenti e studenti universitari e cosa stanno facendo per affrontarla.

"Gli adolescenti che sono più consapevoli manifestano una salute migliore e meno stress rispetto agli altri adolescenti, ma non sappiamo fino a che punto la mindfulness aiuti gli adolescenti a far fronte a eventi stressanti così impegnativi e unici come una pandemia" ha detto Rachel Lucas-Thompson, professore associato professore presso il Dipartimento di Sviluppo Umano e Studi sulla Famiglia.

Un gruppo di ricercatori della CSU ha studiato la salute mentale e le pratiche di mindfulness dei partecipanti a “Campus Connections”, un programma di mentoring che associa gli studenti universitari della CSU con i giovani a rischio della comunità. Hanno intervistato i partecipanti all'inizio del semestre primaverile, non sapendo che una pandemia era proprio dietro l'angolo.

Quando il Covid-19 ha fatto sì che scuole e università iniziassero l'apprendimento a distanza, i ricercatori hanno rivolto la loro attenzione agli effetti della pandemia, utilizzando uno strumento online per sondare 40 mentori di studenti universitari e 33 dei giovani da loro seguiti a giugno e luglio.


Impatto della mindfulness

Tra le altre cose, il team di ricerca ha valutato l'effetto degli esercizi di mindfulness che i partecipanti hanno appreso come parte di “Campus Connections”. Queste tecniche includono esercizi di respirazione e concentrazione sul presente.

I partecipanti hanno anche risposto a domande sul loro benessere, su come il Covid-19 ha influenzato le loro vite, sulla loro esposizione alla copertura mediatica sulla pandemia e su quanto stavano interiorizzando (ad esempio, mostrando ansia e depressione) o esternalizzando (mostrando rabbia o con comportamenti negativi) il loro stress correlato al Covid.

Prima che la pandemia spingesse l'università a passare all'apprendimento in remoto a marzo, i mentori e gli allievi di “Campus Connections” hanno tenuto quattro sessioni utilizzando "Learning 2 Breathe", un intervento di mindfulness per adolescenti. I risultati del sondaggio preliminare hanno mostrato che gli allievi che hanno riferito di utilizzare tecniche di mindfulness hanno anche riportato meno sintomi di disturbo da stress post-traumatico a causa della pandemia. I ricercatori hanno anche scoperto che, nel complesso, né i mentori né gli allievi hanno mostrato segni di peggioramento della salute mentale a causa della situazione creata dalla pandemia.

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Litigi, stress e media

Alla domanda se stessero avendo discussioni o litigi con i loro genitori sulle indicazioni per il distanziamento sociale, il 60% degli allievi e il 74% dei mentori ha risposto “raramente” o “mai”.

"Questo è stato molto sorprendente per noi, è una cosa molto positiva" hanno affermato i ricercatori. "Precedenti ricerche del nostro team e di altri gruppi di ricerca, hanno dimostrato quanto sia dannoso avere pesanti conflitti con i genitori per la salute mentale e fisica degli adolescenti e per il loro successo scolastico".

In media, entrambi i gruppi hanno affermato di essere moderatamente stressati dal Covid-19. Circa il 24% degli allievi e il 21% dei mentori hanno affermato di essere talvolta preoccupati che le loro famiglie fossero in difficoltà finanziarie a causa della situazione. Circa il 23% degli allievi e il 33% degli studenti universitari ha affermato di essere talvolta ansioso o impaurito a causa del virus.

Tra gli allievi il 75% ha riferito di trascorrere meno di un'ora al giorno ad ascoltare o leggere la copertura dei media sul Covid-19, mentre questa percentuale era del 46% tra i mentori.

"È incoraggiante che la maggioranza degli adolescenti di Fort Collins e quasi la metà degli studenti universitari CSU in questo studio riferissero una bassa frequenza di esposizione mediatica al Covid-19. Essere informati è positivo, ma l'accesso eccessivo o ripetitivo alla copertura mediatica sulla pandemia può essere fonte di ansia e inutile, soprattutto per i giovani".


Altri risultati

Tra gli studenti universitari, valori più bassi nelle rilevazioni che misuravano "l’agire con consapevolezza mindful" e maggiori problemi con i disturbi del sonno sono risultati associati a un maggiore stress generato dal virus. Circa il 19% degli allievi e il 34% dei mentori hanno affermato di avere qualcuno a cui tengono che aveva contratto il Covid-19. Solo un intervistato, un allievo, aveva contratto il virus.

Quando i ricercatori hanno chiesto a entrambi i gruppi cosa stessero facendo per sentire meno stress durante la pandemia, circa la metà ha riferito di utilizzare tecniche di mindfulness.

"Nel complesso, questi risultati iniziali suggeriscono che aiutando gli adolescenti a coltivare e praticare la mindfulness” concludono i ricercatori, "li si rende più capaci di affrontare gli impatti dell’epidemia, così come altri fattori di stress cronici".