La grande incidenza di problemi e sofferenze tra i più giovani, sottolineata da molte indagini e ricerche anche nel nostro paese, si scontra con i limiti delle risorse disponibili per la cura.

Un problema comune a molti altri paesi. Pensando a come venire incontro al bisogno, almeno in prima battuta, i ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma hanno sviluppato due brevi interventi digitali a bassa soglia volti a prevenire e ridurre i problemi di salute mentale tra gli adolescenti e i loro genitori.
Uno studio pilota pubblicato su JAMA Network Open indica che tali interventi sono ben accolti e potenzialmente efficaci per gli adolescenti e per gli adulti che si occupano di loro.
"Le liste d'attesa per l'assistenza sanitaria mentale sono lunghe e l'accesso a trattamenti basati sull'evidenza scientifica per i giovani con problemi di salute mentale varia da paese a paese.
Pertanto, c'è un grande bisogno di interventi semplici e digitali che possano essere offerti nell'ambito dell'assistenza primaria a livello nazionale" afferma Johan Bjureberg, Professore Associato presso il Center for Psychiatry Research e il Dipartimento di Neuroscienze Cliniche del Karolinska Institutet, che ha guidato lo studio.
Ridurre le strategie disadattive
Difficoltà nella gestione e regolazione delle emozioni, stress e difficoltà nelle relazioni e a scuola possono portare a problemi di salute mentale come ansia, depressione e comportamenti autolesionistici.
Lo studio ha coinvolto 30 adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni con problemi di salute mentale da lievi a moderati e i loro genitori.
Le famiglie sono state assegnate in modo casuale a uno dei due interventi.
I trattamenti sono stati erogati in un breve formato digitale, progettato per soddisfare i requisiti di accessibilità delle cure primarie e rispondere anche alla preferenza dei giovani di combinare contenuti digitali con il contatto personale con un terapeuta.

In entrambi gli interventi, adolescenti e genitori hanno avuto contatti settimanali con un terapeuta tramite chat e incontri digitali. Inoltre, hanno lavorato in modo indipendente con materiali digitali.
Un intervento si è concentrato specificamente sull'apprendimento delle emozioni.
L'altro consisteva in un contatto digitale di supporto e in un percorso di psicoeducazione, in cui l'adolescente, con la guida di un terapeuta, ha individuato strategie per migliorare il benessere.
I genitori hanno apprezzato e valutato molto positivamente anche la loro partecipazione al corso sulla genitorialità digitale.
Attualmente nell’istituto svedese è in corso uno studio più approfondito per verificare e eventualmente allargare i risultati e le pratiche messi in luce dalla ricerca.
"I brevi interventi online offrono un facile accesso a uno psicologo tramite chat e videochiamate e coinvolgono attivamente i genitori.
Il formato è stato ben accolto e apprezzato, e risulta potenzialmente efficace, sebbene siano necessari studi più ampi per consolidarne le potenzialità. Stiamo attualmente conducendo uno studio multicentrico completo" spiegano i ricercatori.
Tale studio è attualmente in corso, aperto al reclutamento di giovani e dei loro genitori in tutta la Svezia e coinvolgerà diverse centinaia di famiglie.






