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La nostra è un’epoca caratterizzata dall’onnipresenza degli schermi e da un loro utilizzo compulsivo, per vedere serie tv, interagire con i social, leggere e inviare messaggi, e così via. Un intrattenimento continuo, che sembra ormai irrinunciabile.

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Tuttavia, come indica una ricerca scientifica recente, anche un gesto semplice ma potente come ridurre anche solo di un’ora al giorno questa abitudine può avere un effetto protettivo per il benessere emotivo.

Lo studio, pubblicato sulla rivista European Psychiatric Association e diffuso da Cambridge University Press, offre un messaggio chiaro e incoraggiante: le nostre scelte quotidiane contano più di quanto immaginiamo.

Una scoperta che nasce dall’osservazione di migliaia di persone

La ricerca si basa su un ampio studio di popolazione condotto nei Paesi Bassi, chiamato Lifelines, che ha seguito per quattro anni oltre 65.000 adulti inizialmente privi di depressione. I partecipanti hanno riportato con attenzione quanto tempo dedicavano a diverse attività: movimento nel tempo libero, sport, spostamenti attivi, attività fisica al lavoro o a scuola, faccende domestiche, sonno e, naturalmente, televisione e device. Le eventuali diagnosi di depressione maggiore sono state poi valutate nel corso del tempo.

La novità di questo studio, guidato da Rosa Palazuelos-González dell’Università di Groningen, è che non si è limitato a collegare uno stile di vita sedentario alla depressione. Ha fatto qualcosa di più interessante: ha analizzato cosa accade quando il tempo trascorso davanti agli schermi viene attivamente sostituito con altre attività.

Il risultato è sorprendente nella sua semplicità: riducendo di 60 minuti al giorno il tempo “dedicato” agli schermi e riassegnandolo ad altre attività, la probabilità di sviluppare una depressione maggiore diminuisce dell’11%. Se il tempo sostituito sale a 90 o 120 minuti, la riduzione del rischio può arrivare fino al 25,91%.

Quasi tutte le attività alternative si sono rivelate utili, con una sola eccezione: sostituire appena 30 minuti di schermo con semplici faccende domestiche non ha prodotto cambiamenti significativi. Al contrario, dedicare quei 30 minuti allo sport ha ridotto il rischio del 18%. Anche l’attività fisica svolta al lavoro o a scuola ha mostrato un effetto protettivo (−10,21%), così come le attività nel tempo libero o durante gli spostamenti (−8%) e persino il sonno (−9%).

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Tra tutte le alternative, lo sport si è dimostrato l’intervento più efficace nel ridurre la probabilità di sviluppare una depressione maggiore.

Un messaggio i giovani

Anche se i benefici più forti emergono nell’età adulta, dicono i ricercatori, il messaggio educativo è universale: le abitudini che costruiamo oggi plasmano la nostra salute mentale di domani.

Ogni ora passata davanti a uno schermo è un’ora che potrebbe diventare movimento, relazione, riposo, creatività. Non si tratta di demonizzare la televisione o l’intrattenimento digitale, ma di comprendere che l’equilibrio è una scelta consapevole.

La salute mentale non dipende solo da grandi decisioni, ma da piccoli gesti ripetuti ogni giorno. Scegliere di fare sport, camminare, dormire meglio o dedicarsi ad attività attive nel tempo libero può sembrare un cambiamento minimo. Eppure, la scienza dimostra che può fare una differenza concreta nel prevenire la depressione.

Spegnere lo schermo per accendere la vita, concludono gli studiosi. A volte, la prevenzione comincia proprio da qui.

 

Riferimento bibliografico

Rosa Palazuelos-González, Richard C. Oude Voshaar, Aart C. Liefbroer, Nynke Smidt.
Effects of substituting TV-watching time with physical activities or sleep
on incident major depression. Results from the lifelines cohort study
.
European Psychiatry (2025).