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Uno studio condotto in Cina suggerisce che il contatto fisico materno vissuto durante l’infanzia e la preadolescenza può influenzare in modo significativo lo sviluppo di comportamenti empatici e di aiuto durante l’adolescenza. In particolare, gli studenti delle scuole medie inferiori che ricordano una maggiore presenza di contatto fisico con la madre nei primi anni di vita tendono a manifestare più frequentemente comportamenti prosociali.

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La ricerca indica inoltre che il legame di attaccamento con la madre potrebbe rappresentare il meccanismo psicologico che media questa relazione. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica International Journal of Adolescence and Youth.

Il contatto materno, spiegano i ricercatori, comprende tutte le forme di contatto fisico esercitate dalla madre nei confronti dei figli. Si tratta di gesti semplici ma fondamentali, come tenere in braccio, abbracciare, stabilire un contatto pelle a pelle o accarezzare con delicatezza, soprattutto nelle prime fasi dello sviluppo. Per molto tempo questo aspetto è stato relativamente sottovalutato nella ricerca sullo sviluppo infantile. Tuttavia, studi più recenti hanno evidenziato che il contatto materno svolge un ruolo cruciale non solo nella crescita fisica del neonato, ma anche nello sviluppo cognitivo, emotivo e sociale.

La presenza frequente di contatto fisico con la madre è stata associata a diversi effetti positivi. Tra questi si osservano un migliore sviluppo psicomotorio, una riduzione delle risposte allo stress, una maggiore capacità di regolazione emotiva e un rafforzamento del legame tra madre e figlio. Non a caso, molte organizzazioni sanitarie riconoscono oggi formalmente l’importanza di queste interazioni fisiche.

Il contatto fisico materno viene considerato anche un elemento chiave nella formazione precoce dell’attaccamento. Attraverso il contatto corporeo il bambino sperimenta conforto, sicurezza e una relazione gratificante con la figura di riferimento. Un attaccamento sicuro sviluppato nei primi anni di vita è spesso associato, negli anni successivi, a maggiore empatia, stabilità emotiva e comportamenti prosociali.

Diversi modelli teorici suggeriscono che le esperienze tattili precoci possano costituire una sorta di “impalcatura” per lo sviluppo della pro-socialità umana, influenzando il modo in cui i più piccoli imparano a relazionarsi con gli altri. Inoltre, il contatto materno attiva specifici processi ormonali e neurali che favoriscono comportamenti di cura, facilitano l’allattamento e rafforzano la connessione emotiva tra madre e figlio.

Partendo da queste premesse, i ricercatori Kuo Zhang e Jinlong Su hanno voluto approfondire il legame tra le esperienze di contatto materno e i comportamenti prosociali. Un ulteriore obiettivo dello studio era verificare se lo stile di attaccamento di una persona potesse spiegare il collegamento tra queste esperienze precoci e le manifestazioni di pro-socialità.

Gli studiosi hanno scelto di concentrarsi sugli adolescenti perché in questa fase della vita la pro-socialità tende a diventare relativamente stabile. Con il termine pro-socialità si indica la tendenza a mettere in atto comportamenti volontari che hanno lo scopo di aiutare o favorire gli altri, come offrire aiuto, condividere, cooperare o mostrare empatia.

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Alla ricerca hanno partecipato 572 studenti di una scuola media pubblica situata nella Cina occidentale. I partecipanti avevano un’età compresa tra i 12 e i 16 anni, con un’età media di 13,56 anni. Circa la metà degli studenti era costituita da ragazzi, mentre il 61% proveniva da aree rurali.

Per raccogliere i dati, gli studenti hanno compilato diversi questionari psicologici. Il primo strumento riguardava i ricordi delle esperienze di contatto materno durante l’infanzia ed era stato costruito dagli stessi autori dello studio sulla base di misure già esistenti. Le domande chiedevano agli adolescenti di ricordare se, da piccoli, la madre li teneva spesso tra le braccia, se era solita prenderli per mano e se li accarezzava o li rassicurava fisicamente mentre si addormentavano.

Oltre a questo, gli studenti hanno completato questionari dedicati alla valutazione dei comportamenti prosociali, dell’empatia — che gli autori dello studio definiscono anche come “preoccupazione empatica” o simpatia — e della qualità del legame affettivo tra madre e figlio.

I risultati hanno mostrato un quadro piuttosto chiaro. Gli adolescenti che ricordavano maggiori esperienze di contatto fisico con la madre durante l’infanzia ottenevano punteggi più elevati nelle misure di comportamento prosociale. In particolare, emergeva una maggiore presenza di comportamenti prosociali “conformi”, cioè azioni di aiuto o cooperazione che rispondono alle richieste o ai bisogni degli altri.

Inoltre, questi adolescenti tendevano a descrivere il proprio rapporto con la madre come più sicuro e stabile dal punto di vista dell’attaccamento. Parallelamente riportavano livelli più elevati di preoccupazione empatica, ovvero la capacità di provare sentimenti di compassione, calore e attenzione nei confronti delle persone che si trovano in difficoltà o che hanno bisogno di aiuto.

Gli autori hanno poi analizzato i dati attraverso un modello statistico che ipotizzava un percorso specifico: il contatto materno precoce favorirebbe la formazione di un attaccamento affettivo più sicuro, caratterizzato da minori livelli di ansia e di evitamento nelle relazioni. Questo tipo di attaccamento, a sua volta, faciliterebbe lo sviluppo di comportamenti prosociali e di una maggiore empatia verso gli altri. I risultati hanno confermato questa ipotesi, mostrando che l’attaccamento materno media completamente la relazione tra il contatto fisico precoce e le successive manifestazioni di pro-socialità ed empatia.

Come hanno concluso i ricercatori, i risultati offrono un primo sostegno empirico al modello della “pro-socialità sostenuta dal contatto” e sottolineano l’importanza delle interazioni tattili tra madri e figli nella vita quotidiana e nelle pratiche educative familiari.


Riferimento bibliografico

Zhang, K., & Su, J..
Early maternal touch predicts prosocial behaviour in adolescents:
the mediation role of attachment
.
International Journal of Adolescence and Youth (2025).

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