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I giovani e le giovani lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT)  all’interno delle comunità e dei sistemi di giustizia minorile, rischiano di essere esposti a una situazione di vulnerabilità che può provocare danni e discriminazioni ancora maggiori di quelli che hanno subito quand’erano liberi, e che in genere sono alla base dei reati da loro commessi.

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Riconoscere la violenza, o negarla
A cura di Elena Buccoliero e Caterina Del Torto

In copertina: opera di De Souza Capella, foto di Andrea Casari
Immagini interne: Irene Pnardi

Il quaderno raccoglie gli atti del ciclo “Riconoscere la violenza, o negarla” proposto dalla Scuola della Nonviolenza nel maggio 2013 presso la Galleria del Carbone.

Scopo del percorso era mettere a fuoco i meccanismi di negazione della violenza maschile nelle relazioni d’intimità, meccanismi presenti in tutti gli attori coinvolti: gli uomini maltrattanti per giustificare i loro comportamenti, le donne maltrattate per rimanere nella relazione nonostante tutto, i figli per giustificare i genitori e infine questi ultimi, per non intaccare la propria immagine di “bravo papà” e “brava mamma”. 

Gli incontri, gratuiti e aperti a tutti gli interessati, sono stati seguiti da un vasto pubblico di operatori dei servizi o del privato sociale e da tanti cittadini interessati.

Le immagini di copertina e presenti nel testo riprendono opere esposte alla mostra “Mozzafiato. Storie di ordinaria violenza” (Ferrara, novembre 2013).

L’iniziativa era inserita nell’ambito del progetto “Violenza di genere e rete locale” coordinato dal Comune di Ferrara, partecipato da Centro Donna Giustizia, Centro di ascolto uomini maltrattanti e Movimento Nonviolento, e realizzato con il contributo del Dipartimento per le Pari Opportunità. 

Riconoscere la violenza o negarla - copertina

Scarica il quaderno 

La televisione inglese ha realizzato pochi giorni fa una trasmissione sulla questione della carcerazione minorile. Il confronto ha messo a fuoco le criticità di un sistema che molti chiedono di riformare, riforma che la Commissione Giustizia e il governo inglese stanno prendendo in esame.

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La normativa internazionale è chiara nello stabilire che la reclusione dei minori deve essere una misura utilizzata come extrema ratio e per il più breve tempo possibile.

Da questo fondamentale principio deriva l’obbligo di mettere in atto una serie di sanzioni comunitarie (spesso indicate come sanzioni/misure alternative alla detenzione) per assicurare che i minori siano tenuti lontano dalla delinquenza, dal sistema penale e, in ultima istanza, dal carcere. Dal principio sopra esposto deriva anche l’obbligo di garantire che il trattamento riservato ai minori rispetti il principio di proporzionalità e sia commisurato al reato ed alle condizioni personali, ma anche all’età, al benessere ed alla capacità del minore di svolgere in futuro un ruolo significativo nella società.

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L’utilizzo massivo dell’incarcerazione è una delle grandi questioni che riguarda i diritti del nostro tempo. Non si tratta solo di milioni adulti, ma anche di un numero impressionante di minori che vengono trascinati all’interno del sistema della giustizia penale.

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07012014 report giustizia riparativaIl rapporto "Promuovere la giustizia riparativa per i bambini " è stato presentato nel mese di ottobre 2013 da Marta Santos Pais, responsabile del  Segretariato Generale sulla Violenza contro i Bambini,  nell'ambito di una riunione dell'Assemblea Generale dell'ONU sui diritti dei minori.

Il rapporto nasce come risposta alla situazione dei minori in conflitto con la legge nei Paesi in cui vige un sistema giuridico impostato sugli approcci punitivi. Mira a promuovere un cambiamento di paradigma verso un sistema della giustizia minorile basato sulla giustizia ripartiva, approccio che rispetta e protegge i diritti dei minori. Il rapporto evidenzia come i programmi di giustizia riparativa possano produrre benefici per i bambini coinvolti.

La pubblicazione si basa sugli atti del convegno tenutosi nel 2013 a Bali e promosso dai governi di Indonesia e Norvegia, il quale ha visto riuniti esperti internazionali di giustizia ripartiva.

 Il report

 

avoiceL'istituzione del Consiglio del Pacifico asiatico per la Giustizia Minorile (APCJJ) da parte dell’Osservatorio Internazionale della Giustizia Minorile (OIJJ) nel 2012, è stata una tappa fondamentale per la protezione dei minori con procedimento penale nella regione del Pacifico-asiatico.

Il APCJJ mira a promuovere l'attuazione di standard e norme internazionali in materia di giustizia minorile in questa regione, svolgendo un ruolo chiave nel proteggere i minori da trattamenti non idonei all’interno del sistema di giustizia minorile.


E' stato pubblicato un report che offre una panoramica della situazione attuale e degli sforzi in atto per il miglioramento del sistema penale minorile nei diversi Paesi dell'area.

il report

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Pubblicata negli Stati Uniti una ricerca sul fenomeno delle babygangs. Cambiamento di rotta: Prevenire l'adesione alle gang, studio prodotto dal National Institute of Justice unitamente al Centers for Disease Control and Prevention. La rendiamo disponibile su Ubiminor pensando possa fornire spunti a chi cerca, su un fenomeno in crescita anche nel nostro Paese, approfondimenti in merito ai fattori di rischio, chiavi di lettura, suggerimenti per la prevenzione.

  

 

Ascolto minoriL’ascolto dei minorenni in ambito giudiziario

Documento pubblicato dall’Unicef Italia nella Collana Approfondimenti. Espone gli esiti di un percorso di formazione organizzato dal Consiglio Superiore della Magistratura.

Il diritto all’ascolto dei minorenni è sancito dall’articolo 12 della Convenzione sui diritti dell’infanzia; il Comitato ONU sui diritti dell’infanzia ne ha fornito l’interpretazione puntuale nei Commenti generali n. 10 dedicato alla giustizia minorile e in quello n.12 dedicato al diritto del bambino e dell’adolescente di essere ascoltato.

Per quanto riguarda l’Italia, nelle ultime Osservazioni conclusive dell’ottobre 2011, il Comitato ha raccomandato di realizzare una formazione sistematica, obbligatoria e continua sui diritti dell’infanzia per tutte le categorie professionali che lavorano con e per i minorenni.

 

 

 

 

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Il trattamento dei minori sottoposti a messa alla prova Il trattamento dei minori sottoposti a messa alla prova

Documento prodotto da un gruppo di lavoro svolto presso l’Ufficio del Giudice dell’udienza preliminare (G.u.p.) del Tribunale per i minorenni di Milano che ha consentito l’esplicitazione degli elementi conoscitivi e valutativi preliminari e necessari all’applicazione dell’istituto della messa alla prova, alle attività di osservazione, trattamento e sostegno ad esso sottese, ed alla valutazione della personalità all’esito della prova. Tali contenuti sono esposti in forma descrittiva e schematica in una “griglia” rivolta agli operatori psico-socio-educativi come guida agli aspetti diagnostici e trattamentali che la Magistratura ritiene imprescindibili nell’applicazione della norma, al fine di consentire la predisposizione e l’attuazione di progetti congrui alla specificità della casistica penale minorile ed al suo recupero maturativo.

  

 

 

 

 

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