Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti. Per proseguire devi accettare la nostra policy cliccando su “Sì, accetto”.

Info: info@ubiminor.org  |  Segnalazioni: notizie@ubiminor.org  |  Proposte: redazione@ubiminor.org

Ubi minorubi-minor-progetto

Résumé

Dans ce travail est émise l’hypothèse d’un primat, celui de l’importance de l’intelligence émotionnelle dans les acquisitions intellectuelles collectives ou individuelles. La capacité d’appropriation des savoirs et méthodes de savoir a toujours été mesurée par le QI, considéré comme paramètre ultime de cette aptitude. Les travaux de Salovey et Mayer sur l’intelligence émotionnelle, ceux de Damasio ensuite, et la vulgarisation réalisée par Daniel Goleman, ont ouvert une perspective heuristique nouvelle en psychologie cognitive. C’est la prise en compte de l’importance des émotions dans les activités d’apprentissage intellectuel. Le débat est aujourd’hui ouvert, et plusieurs ouvrages publiés, des colloques et symposiums organisés autour de ce problème en rendent compte. Plus concrètement, des expériences sont menées, des programmes pratiques sont mis en œuvre, et des guides sont conçus pour des écoles, des familles ou d’autres collectivités dans des pays développés, pour rendre possible et effectif l’apprentissage de cette intelligence.

Ce travail vise d’abord à présenter cette perspective nouvelle, et ensuite à montrer succinctement, à partir de comparaisons entre aires culturelles différentes, que la gestion, individuelle ou collective d’une discipline de soi, entendue comme intelligence émotionnelle, est l’élément primordial dans les actes d’apprentissage intellectuel. Et si la différence d’acquisition scientifique et technique entre l’Afrique et l’Occident ou encore l’Orient, était due moins à un QI élevé des populations de ces régions, qu’à une meilleure maîtrise de l’intelligence émotionnelle ? Une réorientation du système d’éducation en Afrique noire, prenant en considération les résultats et acquis de ces différentes études et expériences s’avère conséquemment nécessaire.

Traduzione di Chiara Dragoni

In questo lavoro è presentata l’ipotesi di un primato, quello dell’intelligenza emotiva nelle acquisizioni intellettive collettive o individuali. La capacità di appropriazioni di conoscenze e metodi di conoscenza è sempre stata misurata attraverso il Qi, considerato come parametro ultimo di queste attitudini. I lavori di Salovey e Mayer sull’intelligenza emotiva, quelli di Damasio in seguito, e la volgarizzazione di Daniel Goleman hanno aperto una nuova prospettiva euristica in psicologia cognitiva. Si tratta dell’importanza delle emozioni nelle attività di apprendimento intellettuale. Il dibattito è oggi aperto, e diverse opere pubblicate, diversi convegni sono stati organizzati rispetto a questo problema. Più concretamente, sono stati condotti esperimenti, messi in pratica programmi pratici, delle guide sono state concepite per le scuole, le famiglie o altre collettività nei paesi sviluppati, per rendere possibile e effettivo l’apprendimento di questa intelligenza.

Questo lavoro vuole presentare questa nuova prospettiva e poi mostrare, a partire dal confronto di aree culturali differenti, che la gestione, individuale o collettiva di una disciplina del sé, intesa come intelligenza emotiva, è l’elemento primordiale nelle azioni di apprendimento intellettivo. E se la differenza di apprendimento scientifico e di tecnica tra l’Africa e l’Occidente o ancora l’Oriente fosse dovuta meno a un QI elevato delle popolazioni di queste zone, ma a una migliore gestione dell’intelligenza emotiva? Un riorientamento del sistema educativo in Africa nera, prendendo in considerazione i risultati e le acquisizioni di questi differenti studi ed esperienze, si renderebbe conseguentemente necessario.

Leggi il documento in pdf 

 

L'autore.
Capo Dipartimento di Psicologia all'Università di Douala (Cameroun).Titolare di un HDR (abilitazione alla direzione di ricerche), ottenuto nel 2007 all'Univ. di Parigi XII Creteil Val de Marne; Maestro di Conferenze.

Scopri Arimo Cooperativa Sociale

Iscriviti alla newsletter

Accetto Termini e condizioni d'uso

Link amici

Area riservata

Ubiminor Rivista Articoli

Ubiminor pubblica in quest'area saggi e ricerche dei suoi autori, attraverso la modalità di una rivista aperta e incrementale, la quale raccoglierà il frutto della riflessione e delle esperienze di chi opera a contatto con adolescenti. Sono testi che per complessità e approfondimento costituiscono un punto fermo del lavoro di ogni singolo autore, a partire dalla sua specifica prospettiva di osservazione e di attività.

Ubiminor Rivista sarà pertanto una pubblicazione ad aggiornamento continuo, con l'obiettivo di costruire una riserva di strumenti conoscitivi, testimonianze, riflessioni, narrazioni sui temi dell'adolescenza e del lavoro con i minori. 

Ubiminor
Pubblicazione periodica online
Milano, Via Calatafimi 10
www.ubiminor.org/ubiminor-rivista.html
ISSN 2283-348X
Periodicità: aggiornamento continuo

Anno I - 2013 / 2014

N.1 Protezione dei figli e cura dei legami familiari
            Paola Covini

N.2 Autostima e autoefficacia
            Roberta De Sabbata

N.3 La consulenza pegagogica
            Paolo Tartaglione

N.4 Adolescenti senza famiglia
            Carlo Trionfi

N.5 Crescere in un balloon
            Raffaele Mantegazza

N.6 Viaggio nelle emozioni
            Roberta De Sabbata

N.7 "Saprai perché..." L'infanzia mitizzata dei cantautori italiani.
            Raffaele Mantegazza

N.8 Intelligence emotionnelle et acquisitions intellectuelles
           
Samuel Same Kolle        

Anno II - 2015

N.1 Le dimissioni in comunità terapeutica
           
Rosa dei venti onlus   

N.2 L'allontanamento d'urgenza dalla casa familiare
           
Francesca Profumo              

N.3 La mediazione scolastica: imparare a parlare il linguaggio dell’ascolto e del dialogo
           
 Mariangela Bandello

N.4 I contratti flessibili e il benessere familiare
             
Riccardo Bonato

N.5 Distruggere la Fortezza da(l) Basso (dei semplicismi)
              Davide Cardilli

N.6 Il bastone per la vecchiaia: l’ansia come segnale di uno svincolo difficile
              Maria Bandello

N.7 Riflessioni sulla dipendenza e sull’autonomia
              Luca Cateni

Anno III - 2016

N. 1 La famiglia e la disabilità psichica: ipotesi di funzionamento e di relazione con gli educatori
               Maria Bandello

N. 2 La dipendenza affettiva. Il web come strumento di amplificazione della disistima di sé
               Barbara Volpi

N. 3 Mamma e Papà si Separano ed ORA? - La tutela, la promozione e il sostegno alla genitorialità nelle separazionia dipendenza affettiva
               Barbara Volpi

N. 4               Barbara Volpi

N. 5 Così vicini-così lontani: l’illusorietà della protezione del gruppo in rete
               Stefano Zamagni

Anno IV - 2017

N.1 Dopo la notte
       Luca Cateni

N.2 La terra… dalla parte dei bambini è un altro mondo. Considerazioni sull’involuzione del Diritto Minorile in Italia
      Benedetti Ferdinando, Casoli Maria Cristina, De Angelis Laura, Salerni Michela, Veroli Annalisa

N.3 La bambina col vestito rosso: i reati culturalmente motivati a danno di minore
       Francesca Profumo

N.4 Così vicini-così lontani: l’illusorietà della protezione del gruppo in rete
       Barbara Volpi

Anno V - 2018

 N.1 Pubblico quindi sono
   
   Barbara Volpi