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A Porto Cesareo genitori distratti da un selfie lasciano cadere in mare il passeggino con il loro piccolo; alla scena assiste un passante che riesce a salvare il bambino. Il commento di Barbara Volpi.

Episodi del genere, che per un caso fortuito, una coincidenza, un segno del destino come potrà essere ricordato in maniera “salvifica”, che per l’osservazione attenzione di qualcuno non sono degenerati in tragedia possono esserci UTILI per fermarci un attimo a riflettere su quello che stiamo facendo e che si sta facendo in seguito all’invasione della digitalità, nell’accezione più ampia del termine, nelle nostre vite e nella nostra quotidianità.

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L'autore.
Psicologa, specialista in Psicologia clinica, Phd in Psicologia Dinamica e Clinica - collabora con il Dipartimento di Psicologia dinamica e clinica della Sapienza - Università di Roma. È membro dell’Italian Scientific Community on Addiction della Presidenza del Consiglio dei ministri-Dipartimento Politiche Antidroga e Socio Fondatore della SIRCIP (Società Italiana di Ricerca, Clinica e Intervento sulla Perinatalità). È docente al Master biennale di II livello sul Family Home Visiting presso la Sapienza e dell’ Accademia di Psicoterapia Psicoanalitica di Roma. È autrice di numerose pubblicazioni e articoli scientifici. Tra le sue pubblicazioni recenti: «Gli adolescenti e la rete» (Carocci, 2014) e per il Mulino «Family Home Visiting» (Tambelli, Volpi, 2015) e «Genitori Digitali» (Volpi, 2017). Per informazioni scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.