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Vi trovate in una situazione che ritenete piacevole e rilassante, come durante un periodo di vacanza, oppure quando state approfittando di una giornata festiva; siete convinti che anche i vostri figli stiano apprezzando la situazione, invece non è così. Si stanno annoiando e ve lo stanno facendo pesantemente notare.

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Conosco fin troppo bene tutto questo, dice la dottoressa Barbarba Greenberg, psicologa ed esperta di genitorialità. Gli adolescenti e i preadolescenti che incontro me ne parlano diffusamente. E i genitori si lamentano di non saper come gestire questa situazione.

Tutto questo annoiarsi dei ragazzi contiene anche dell’ironia. Durante l'anno scolastico molti di loro vorrebbero avere più tempo libero. Ricordo bene di quando io stesso ero un’adolescente e mi lamentavo di annoiarmi. I miei genitori, allora, mi dicevano di mettere in ordine la mia stanza o di sistemare il mio armadio, se proprio non avevo niente da fare. Era un suggerimento che non mi rendeva felice né tantomeno ha fatto sì che poi, alla fine, pulissi il mio armadio.

Dobbiamo sforzarci di metterla bene a fuoco la questione degli adolescenti e del loro rapporto con la noia.

In primo luogo, parliamo di come si manifesta la noia che serpeggia tra i vostri ragazzi. In genere cominciano a lamentarsi quando si sentono non occupati e/o stimolati.

Personalmente sono molto preoccupata dal fatto che questa generazione di adolescenti ha davvero un rapporto difficile con il tempo libero, diretta conseguenza dell’intensità dei loro impegni e della spinta ad avere sempre mille attività nelle quali essere coinvolti.

Io e i miei amici, ricordo bene, a un certo punto venivamo letteralmente buttati fuori di casa per incoraggiare le nostre relazioni sociali e anche per far sì che respirassimo aria fresca.

Giorni del genere e quel tipo di richieste oggi purtroppo mancano nella vita degli adolescenti. Sono preoccupata dal fatto che i ragazzi abbiano perso la capacità di rimanere da soli o che non sappiano come utilizzare il tempo libero con i loro amici, a meno che non ci sia un'attività molto specifica già impostata per loro.

Sono anche preoccupata del fatto che, per la gran parte di loro, avere del loro tempo libero equivale a dedicarsi esclusivamente all’interazione con i social media.

Ora, non sempre la noia porta a risultati positivi. Quando gli adolescenti si annoiano possono indirizzarsi più facilmente a droghe, alcool e altri comportamenti pericolosi.

D'altra parte, la noia, se gestita correttamente, può portare i ragazzi a diventare più creativi, a essere più attivi, a imparare a rilassarsi e sviluppare un alto livello di benessere e capacità star bene con se stessi.

Queste sono tutte eccellenti competenze di vita.

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I miei suggerimenti, sottolinea la Greenberg, la  sono che i genitori, nel tentativo di insegnare ai ragazzi come gestire la noia in maniera positiva: 

1. Li incoraggino a porre limiti all’utilizzo dei social media.

2. Diano esempi di capacità di rilassamento e di "riduzione" delle attività. I ragazzi, infatti, guardano ai loro genitori come dei modelli di ruolo e comportamento.

3. Facciamo sì che i giovani abbiano a disposizione attrezzature sportive per esercitarsi. Questo può significare sia acquistare per loro un paio di scarpe da corsa, sia regalare un abbonamento a una palestra.

4. Evitino di chiedere loro quello che stanno facendo, per tutto il tempo in cui li vedono ciondolare per casa. Questo invia loro il messaggio che tutto il tempo dovrebbe essere speso in modo "produttivo".

E, soprattutto, consiglio a tutti i genitori di:

5.Chiedere ai loro figli non solo quello che hanno fatto, ma se abbiano avuto il tempo per rilassarsi e distendersi, e fare qualcosa di divertente e piacevole nel corso della loro giornata.

Ci vuole anche un po' di fortuna perché poi le cose prendano un'altra direzione. Abbiamo bisogno che i nostri figli imparino a rilassarsi. Noi certamente non vogliamo crescere una generazione di ragazzi carichi di ansia quando le attività strutturate, dedicate a loro, non sono disponibili.

E così pure non vogliamo crescere una generazione di giovani pieni di sintomi somatici che poi portano a malattie fisiche.

Infine occorre che i nostri ragazzi imparino ad essere liberi, a volte, da telefoni cellulari, in modo da poter interagire con i loro coetanei in maniera frontale e personale, così da imparare a leggere in modo accurato i segnali sociali trasmessi dal comportamento e le emozioni.

Queste sono tutte competenze preziose e necessarie per il loro futuro.


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