Info: info@ubiminor.org  |  Segnalazioni: notizie@ubiminor.org  |  Proposte: redazione@ubiminor.org

 facebook iconinstagram iconyoutube icon

Non sono pochi i genitori che osservano nei figli, ormai nella fase della tarda adolescenza, una condizione di inattività e pigrizia, contraddistinta da una mancanza di obiettivi per il futuro e una generale “lentezza” di vita. Proprio nel momento in cui i ragazzi dovrebbero trovare l’energia per fare i giusti passi verso l’indipendenza, sembrano regredire in una sorta di sonnambulismo.

20240222 restx 2

In natura, molte specie animali hanno un metabolismo più lento per proteggere la propria esistenza. Non trovano cibo necessario per alimentare una maggiore energia di vita e così si adattano rallentando. I bradipi sono diventati un simbolo della lentezza.

Secondo alcuni esperti di teorie dello sviluppo, anche i ragazzi che rallentano il loro "tasso di vita", lo fanno per lo stesso motivo per cui ogni altra creatura lo fa: per sopravvivere.

I genitori li guardano attoniti, chiedendosi come i loro ragazzi possano vivere senza i "nutrienti" essenziali che sembrerebbero definire una vita sana: realizzazione, successo, padronanza di sé, autosufficienza, passione, relazioni, ambizione di avere denaro proprio in tasca o in banca.

Alcuni giovani adulti sono in grado di stabilire una forma di sussistenza “al minimo”, rinunciando a quegli stimoli psicologici e "facendone a meno", senza averne conseguenze troppo negative.

Tuttavia i terapeuti sanno che in realtà non se la passano così bene. E sanno anche che, nella maggior parte dei casi, i genitori stanno, forse senza esserne consapevoli, sostenendo l'indolenza del loro figlio giovane adulto.

A volte questo sostegno assume una forma finanziaria. Vivere a casa senza contribuire all’affitto, avere un piano telefonico pagato, accesso illimitato e gratuito a Internet, denaro concesso su richiesta e senza alcuna aspettativa di “rimborso”, assegni per vestiti, uso illimitato della macchina di famiglia, una carta di debito o di credito che può essere utilizzata per mantenere l’auto rifornita di carburante (e per avere possibilità di mangiare fuori e divertirsi) - tutte questi sono i contribuiti (a volte invisibili) che concorrono a mantenere un giovane adulto in uno stato simile a quello di un bradipo.

I contributi dei genitori spesso sussistono in una dimensione più psicologica che finanziaria. Con le migliori intenzioni, molti genitori continuano a cercare di sostenere o incoraggiare il loro giovane adulto in modi più adatti al livello di sviluppo di un bambino di dieci anni piuttosto che di un ragazzo di venti anni.

Questo tipo di sostegno può consistere anche nel fissare appuntamenti medici o dentistici, organizzare parte della vita e della burocrazia universitaria, occuparsi di questioni formali legate alle attività sportive, ricreative, e così via.

È quasi naturale per i genitori desiderare di svolgere queste funzioni, in fondo lo fanno già da molti anni.

Se la crescita verso l'indipendenza sta procedendo correttamente, allora anche questo tipo di supporto può andare bene. Il problema sorge quando svolgere queste funzioni per alcuni giovani adulti, in realtà, può contribuire a mantenerli in uno stato simile a quello di un minorenne.

Un giovane molto abile e incline all’autonomia non ha bisogno di molto per iniziare a cavarsela da solo. I contributi genitoriali, qualsiasi forma prendano, potrebbero fornirgli quel sostegno bastante a spegnere ogni motivazione a prendersi maggiori responsabilità e progredire nella vita.

Se tutte le sue esigenze di base per vivere vengono soddisfatte in modo incondizionato - cibo, acqua, vestiti, casa - e se vengono concesse anche alcuni “lussi” aggiuntivi, come un’auto, un telefono, Internet e elargizioni di denaro - quale motivo resta per faticare affrontando formazioni faticose o l’impegno di un lavoro?

20240222 restx 3

Questi aiuti, inoltre, spiegano gli psicologi, sono dichiarazioni di mancanza di fiducia nella capacità di un giovane di farcela da solo e raggiungere l'autosufficienza.

Anche se sul momento potrebbe felicemente accettare la banconota che gli permette di riempire il serbatoio di benzina per godersi una serata tranquilla a guidare con gli amici e prendersi da bere, quei soldi arrivano a costo della sua autostima.

Il retropensiero sarà che se, i genitori stanno ancora elargendo soldi come se fosse un ragazzino, probabilmente non credono che lui sia capace di fare qualcosa di più di un ragazzino; e se non lo credono loro, non c'è motivo per cui lui stesso debba credere di essere capace di fare di più.

Anche se molti giovani danno la sensazione di voler solo sopravvivere, la verità è che la maggior parte dei ragazzi desidera assaporare il piacere del successo, della libertà e dell'autosufficienza, e una volta che l'hanno fatto, il loro desiderio viene stimolato e ne vogliono ancora di più.

Ecco perché i genitori devono controllare attentamente le loro tendenze munifiche ed esaminare il proprio comportamento per garantire che non stiano involontariamente ostacolando la crescita dei figli fornendo aiuti e sostegno su cui un giovane adulto poco responsabile non dovrebbe poter contare.

È naturale voler accudire i propri figli e star loro vicino, ma non si è completato il proprio lavoro di genitori se non li si spinge verso l’esterno e il mondo.

A volte, l'offerta più generosa che un genitore possa fare è una drastica riduzione delle comodità tangibili e intangibili che potrebbero, in modo sottile, rallentare la crescita di un figlio e comprimerne le potenzialità.


Accetto i Termini e condizioni