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Incontrare bambini e ragazzi figli di coppie che stanno attraversando una separazione conflittuale o altamente conflittuale significa spesso avere avanti a sé dei bambini estremamente competenti "delle cose della vita" che sanno individuare pregi e difetti dell''uno o dell'altro genitore, parlare con scioltezza di implicazioni economiche o di sentenze, avvocati e questioni da tribunale.

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La loro sofferenza passa dall'essere palpabile ad essere troppo spesso negata. Sono i problemi dei grandi che per lo più portano agli operatori che li incontrano: "..arriva in ritardo a prendermi", "..non dà i soldi", oltre a descrizioni più o meno colorite che ciascun genitore da dell'altro e di cui i bambini si fanno portavoce.

Scendere su un piano maggiormente emotivo, simbolico e relazionale spesso è molto difficile, rapiti come sono  dalle ceneri del rapporto coniugale dei loro genitori e da giochi di alleanza intricati come il dedalo di un labirinto. 

 conosciuti i bambini, il passaggio successivo e fondamentale è quello di restituire alla coppia genitoriale come stanno e qui nasce un ulteriore problema: questi genitori spesso sanno parlare solo di se stessi, dei loro problemi. 

L'essere davanti a noi operatori diventa l'ennesima occasione per confliggere tra loro, se presenti entrambi, o per cercare comprensione e alleanza ai danni dell'assente quando  li incontriamo individualmente. 

Nel lavoro di tutela mi rendo conto che la gestione e i percorsi con le coppie separate e in via di separazione oltre ad affaticarmi personalmente, assorbono ormai una significativa fetta di casi in carico con una percentuale in netta crescita e una permanenza al servizio per lassi di tempo sempre crescente. Nel servizio tutela per cui lavoro nel 2018 su 114 casi attivi, le famiglie in carico su mandato del Tribunale Ordinario sono state 41, con una percentuale quindi che si aggira intorno al 30%.

In funzione di ciò ho voluto per questo lavoro interrogarmi proprio su questo ambito, cercando di trovare una modalità, uno strumento di incontro e di approfondimento che potesse permettere ai bambini e ai ragazzi di essere aiutati ad esprimere  ciò che è difficile dire e raccontare  come si sentono nel  rapporto con i loro genitori, che seppur in grave difficoltà e sofferenza, rappresentano pur sempre la loro famiglia.

[continua]

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(Clicca sull'immagine per leggere il testo in pdf)


Autrice
Chiara Ribaga
Di Varese. Psicologa clinica. Lavora con le famiglie presso un Servizio Minori e un Consultorio famigliare della provincia di Varese.

 

Elaborato finale del Master
Il trattamento multiprofessionale di bambini e adolescenti vittime di violenza
I Edizione  Gennaio 2017- Dicembre 2018
www.master-tutela-minori.it


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