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I viaggi, ma ancor più gli incontri, ci cambiano. Forse, tra gli eventi che attraversano le nostre esistenze, gli incontri sono quelli che più forgiano il nostro carattere e interferiscono nel nostro destino.

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Chi, per scelta o fatalità, si è imbattuto in incontri con persone provenienti da altri paesi e ha saputo "approfittare" di questa occasione, prova un profondo senso di gratitudine per la ricchezza che ha potuto ricavarne e coltivare.

La stessa gratitudine che prova chi nella vita ha la fortuna di dedicare anche una minima parte del proprio tempo all’incontro e all’accoglienza di persone che fuggono da violenze e persecuzioni.

Che sia sul molo di Lampedusa, lungo il fiume Roya a Ventimiglia, in qualche centro di accoglienza, alle lezioni dei corsi di lingua o di formazione lavorativa o più semplicemente e frequentemente nelle mille strade della casualità e dell’istintiva attrazione o affinità, sono numerosissime, a dispetto della propaganda razzista che ci vorrebbe tutti odiatori xenofobi, le persone che stringono una qualche forma di amicizia con gli stranieri approdati nel nostro paese.

Nei nostri studi legali o agli sportelli dedicati, capita sovente che i richiedenti asilo vengano accompagnati da amici di nuovissima data che li hanno in qualche forma "adottati" e che per nulla al mondo si priverebbero della loro amicizia, consapevoli che il loro incontro è un dono preziosissimo e irrinunciabile.

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Molti di questi " accompagnatori" mi confidano che la relazione affettiva instauratasi con i loro nuovi amici arrivati da cosi lontano con un inestimabile bagaglio di dolore, esperienza e speranza, ha ridato un senso che pensavano perduto alla loro esistenza.

Questi incontri trasformano e in qualche misura salvano vite. Ma mentre si creano nuove fratellanze, l’indecente legge "sicurezza" partorita dal ministero dell’inferno inizia a mietere le sue prime vittime tra i richiedenti asilo (comprese intere famiglie con bambini) costretti a subire l’allontanamento dai centri di accoglienza e la "cacciata" in strada, mentre moltissimi altri sono già destinati a perdere tout court il diritto al soggiorno e diventare "irregolari" a causa dell’abrogazione del permesso per motivi umanitari.

Va detto però che in questa legge che abolisce "l’umanità" viene inserita, come contentino, una norma che prevede il rilascio del permesso di soggiorno per atti di particolare valore civile.

Ora, la norma del 1958 alla quale la legge sicurezza fa riferimento, prevede che vengano premiati gli autori di "atti di eccezionale coraggio che manifestano preclara virtù civica" che abbiano esposto "scientemente la propria vita a manifesto pericolo per salvare persone esposte ad imminente e grave pericolo; per impedire o diminuire il danno di cui grave disastro pubblico o privato; per ristabilire l’ordine pubblico, ove fosse gravemente turbato, e per mantenere forza alla legge; per arrestare o partecipare all’arresto di malfattori; pel progresso della scienza od in genere pel bene dell’umanità; per tenere alti il nome ed il prestigio della Patria."

Chi ha stretto amicizia con qualcuno dei profughi scampati a guerre, deserti, prigionie ed infine alle onde, sa che queste creature hanno evidentemente già "dimostrato eccezionale coraggio" e "preclara virtù.


articolo precedentemente pubblicato da Repubblica

L'autore.
Avvocato civilista specializzato in diritti umani e immigrazione