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In relazione alla discussione ora in corso in Parlamento riguardo alla riforma di alcuni aspetti della giustizia civile[1], che comprende anche modifiche al sistema di Giustizia minorile, Save the Children sottolinea come qualunque decisione non possa prescindere dalla necessità di garantire una giustizia a misura di minore (child-friendly justice), che metta cioè al centro il superiore interesse del minore stesso, come richiesto dalle Linee Guida del Consiglio d’Europa[2] del 2010, dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sull’esercizio dei diritti dei minori del 1996 e dalla stessa Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1989 (artt. 12 e 40 in particolare).

Sulla base della propria esperienza e del proprio impegno per la promozione e la difesa dei diritti dei minori in tutto il mondo e in Italia, Save the Children, l’Organizzazione internazionale dedicata dal 1919 a salvare i bambini in pericolo e a promuoverne i diritti, ritiene che la riforma della Giustizia minorile nel nostro Paese di fatto avviata dal Governo e dal Parlamento, non possa prescindere da alcune azioni fondamentali, ed in particolare:

Istituire di un Tribunale Unico per la persona, i minori e la famiglia con competenze in ambito civile e penale per tutti i procedimenti che riguardino i minori e un Ufficio autonomo di procura.

Prevedere che tutti i magistrati, con funzioni sia giudicanti che istruttorie, in ambito minorile, le esercitino in via esclusiva, in modo da promuoverne e preservarne la specializzazione e un approccio orientato alla protezione ed eventuale rieducazione dei minori come obiettivo primario di ogni procedimento che li riguardi.

Prevedere la formazione obbligatoria e continuativa di tutti i professionisti, magistrati e non, che svolgono un ruolo nel sistema di giustizia minorile, sia in materia di ascolto del minore che in altre aree utili all’esercizio delle proprie funzioni, tra le quali, per i componenti onorari in particolare, i principi del giusto processo.

Valorizzare un approccio metodologico multidisciplinare che si basi sul confronto aperto tra diverse professionalità e al contempo garantisca l’individuazione di un quadro comune di valutazione per i diversi professionisti che operano a contatto con i minori, oltre al rispetto del principio di riservatezza.

Garantire una giustizia minorile di prossimità sia mediante una dislocazione territoriale capillare degli uffici giudiziari che attraverso la predisposizione di sportelli per minori e famiglie presso i Tribunali, ove gli interessati possano fruire delle principali informazioni sul procedimento e sui servizi di supporto legale, psicologico ed educativo attivi sul territorio.

Prevedere la legittimazione attiva dei minori e il diritto a nominare un proprio difensore anche in ambito civile.

Assicurare, anche in termini di previsione della spesa, la realizzazione di strutture idonee all’ascolto del minore costruendo spazi neutri e protetti a misura di minore in tutte le sedi della giustizia e promuovendo appropriate tecniche d’ascolto.


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