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Ubi minorubi-minor-progetto

Esco ora dalla psicologa, devo andare a riprendere mio figlio, anche lui avrà finito la sua ora di terapia e mi starà aspettando nella sala d’attesa. A quest’ora il centro si anima di gente, succede sempre così, è il cambio d’ora, i bambini che hanno terminato i loro trattamenti vanno via lasciando il posto a quelli dell’ora successiva, le terapiste scappano nel loro stanzino per un caffè, due chiacchiere, una sigaretta, nei corridoi si crea confusione, ma io mi sento frastornata per altro.

20190509 Compagnone 1

Un pomeriggio come tanti, entrata nella routine delle mie azioni. Non immaginavo cosa sarebbe accaduto a quella routine che avrebbe cambiato la concezione del mio essere e percepirmi educatore.

20190513 piccole 1

21 maggio ore 15.00

Fra poco devo svegliare le ragazze per cominciare i turni di pulizia e poi i compiti. Devo pensare alla cena. Chi deve prepararsi il pranzo per domani?

20190506 Ramella

ISABEL

Non mi sopporto quando sono così e non mi riconosco....

Dov'è finita la Isabel di prima? Perché sto così male?

20190506 DSabbata

Quando ero una giovane adolescente, mia madre era solita guardare trasmissioni che presentavano e discutevano esperienze di dipendenza. Capitava spesso a quell'epoca, nei programmi televisivi serali. "Amo il tossicodipendente, odio la dipendenza" diceva mentre sorseggiava la sua bibita gassata. Non si immaginava che sarei diventata proprio come i personaggi delle storie che venivano raccontate e scorrevano sullo schermo.

20160526 madre aiuto droga 2a

Nel 1993, con grande sorpresa della mia famiglia, ho scelto di diventare una poliziotta, entrando nella squadra della polizia municipale.
Dedicarmi a questa attività, per me, era un un modo ovvio per seguire e  promuovere il mio desiderio di sostenere i giovani. Di aiutarli a crescere e a evitare le insidie che si trovavano sulla loro strada.

20160518 cambiato 1a

Questo, Luca, non lo dovevi fare...
E il bello è che anche Mattia la pensa così.
Prima mi manda un sms per sapere se anch’io ci sarò all’incontro fissato con il suo assistente sociale. Non gli rispondo perché so già dove vuole arrivare: se ci sono io lui non viene. Quando si presenta, la visiera del cappellino che gli nasconde metà faccia ancora livida per i pugni, il volto che guarda per terra, la voce spezzata dalla recente paura, gli occhi feriti che a malapena riescono a guardarmi.

20170404 notte 3a

I ragazzi che ospitiamo nei nostri servizi residenziali spesso si muovono come animali selvatici, vigili e in perenne allarme, attenti a difendere il proprio territorio e a non invadere quello altrui, in una apparente convivenza pacifica, col colpo in canna sempre pronto.

20170404 notte 5a

20160919 sms

Squilla il telefono.
Sempre quel numero.
Cosa fare?
Said ha resistito sei mesi. Adesso sente che non ce la fa più.

“Cercate di divertirvi, e basta” erano soliti dire i genitori di Arta Dobroshi a lei e ai suoi fratelli, quando erano piccoli e stavano attraversando gli anni più delicati della loro crescita. "Ce lo ripetevano ogni giorno: non preoccupatevi di niente, cercate solo di star bene e divertirvi". Quello che rendeva il loro atteggiamento straordinario era il fatto che vivessero in una zona di guerra.

20160712 rifugiata 1a

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