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I ragazzi che ospitiamo nei nostri servizi residenziali spesso si muovono come animali selvatici, vigili e in perenne allarme, attenti a difendere il proprio territorio e a non invadere quello altrui, in una apparente convivenza pacifica, col colpo in canna sempre pronto.
Poi a volte la realtà decide di intrecciare la traiettoria delle loro vite, creando delle reazioni “chimiche” dalle conseguenze imprevedibili.
Quello è un momento magico per intervenire educativamente.
Spesso non dovendo fare niente, se non lasciare tutto aperto al possibile, senza cedere alla tentazione di chiudere.

Luca Cateni riflette, a partire dalla narrazione di un'esperienza, sulle complesse dinamiche dell'azione educativa e dell'evoluzione adolescenziale.

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Negli ultimi anni il Parlamento Italiano ed i Governi che si sono succeduti (intervenuti per delega), hanno approvato una nuova legislazione che modifica il Diritto di famiglia e con esso il Diritto Minorile. Il tempo di attuazione delle nuove norme già trascorso, è sufficiente per una prima valutazione di esito: se si parte dall’interesse preminente dei bambini si ha l’impressione che la situazione sia mutata, ma non migliorata.
In principio, fino a vent’anni fa, c’era il minore da tutelare, il Giudice minorile, la famiglia del minore ed i Professionisti del Consultorio Familiare (1) e del Servizio Sociale Comunale. Le decisioni erano rapide e l’influenza dei professionisti dei servizi pubblici sui Giudici togati spesso decisiva. All’epoca i Giudici intervenivano il meno possibile nella vita privata delle famiglie. Per ottenere una azione a protezione di un minore, occorreva che fosse provato lo stato di abbandono materiale o la violenza fisica, palese e inequivocabile.

Benedetti Ferdinando, Casoli Maria Cristina, De Angelis Laura, Salerni Michela, Veroli Annalisa, discutono e sottopongono a critica la legislazione minorile dal 2006 ad oggi.

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Il tema risulta particolarmente attuale: il grande flusso immigratorio che ha caratterizzato gli ultimi anni ha portato nel nostro Paese un alto numero di persone con culture spesso molto distanti da quelle “occidentali” e, in diverse occasioni, è accaduto che il rispetto di tali tradizioni abbia portato alla lesione di quelli che, nello Stato italiano, sono percepiti come imprescindibili diritti dei minori.

Le riflessioni di Francesca Profumo sul tema dei reati culturalmente motivati

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I fatti di cronaca testimoniano con rapidità crescente la fotografia di quello che l’ambiente virtuale ha prodotto nel corso degli ultimi anni, con un’escalation sempre più invasiva di violenza, mancanza di rispetto, solidarietà, unione, consolidamento di esperienze vissute insieme che cementano quello che da adulto sarà il ricordo spensierato di quelle prime volte che inaugurano il passaggio verso la tanto desiderata vita “da grandi”.

Le minacce della rete e la questione della protezione dei giovani, l'analisi di Barbara Volpi.

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