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Ubi minorubi-minor-progetto

Di Elizabeta si era già scritto: una ragazza rom che ha chiesto di entrare in una comunità educativa per studiare e immaginare un futuro diverso da quello pensato per lei. Qualche settimana fa, contro il suo volere, Elizabeta è stata condotta all’estero dai genitori. Questa filastrocca è per lei.

Tu lo sapevi
possono tutto.
Te l’aspettavi
ma è stato brutto

casa gialla 3

In Italia il processo penale minorile è molto bello. A volerlo fare bene, è una possibilità di liberazione da lacci, fughe, maschere, traumi, dolori troppo grandi da portare e stupide presunzioni d’onnipotenza.
Questa filastrocca è dedicata ai buoni giudici che ho avuto la possibilità di affiancare in dibattimento.

Stimolante
l’appropriatezza
delle tue domande
che spezza
la retorica della liturgia.

20180618 giudice 1

Se un ragazzo deve trascorrere la messa alla prova in comunità per arrivare all’estinzione del reato, la fuga è una grave trasgressione. Per questo ci ritroviamo nell’aula del dibattimento a metà percorso, accusa difesa servizio sociale e tutti quanti noi, per capire che cosa è successo.
Le ragioni di questo ragazzo afghano colpiscono anche noi del collegio. E in un attimo avverto il limite del rito e la nostra presunzione, che avevamo perfino pensato di averlo “messo alla prova”.

20180611 bombardamenti 3

Di due genitori, se uno solo resiste in genere è la madre. Non stavolta, che cultura, abitudini e patologie psichiatriche rendono la mamma davvero poco affidabile. Resiste il padre, ci sono i nonni paterni, ma quando la lancetta si avvicina all’adolescenza la ragazza presenta il conto.

Mi è nata con l’etichetta
come la merce del supermercato.

20180604 etichetta 2

In comunità è entrata dopo che ha denunciato per abusi il compagno della madre. Non è stata creduta, non dal giudice degli adulti (rancorosa, gelosa della mamma, sicuramente) e non dalla mamma che alla fine quell’uomo lo ha lasciato, ma per tutt’altre ragioni. Così la ragazza è ancora in comunità e chiede di restarci, è l’unica nicchia dove trova quiete.

Scusa
non parlo con te né con nessuno.

20180528 imbuto 3

In tribunale abbiamo notizia di un’adolescente pakistana che diserta la scuola e vive con i genitori e i fratelli in condizioni al di sotto della decenza sotto ogni profilo: sanitario, igienico, delle possibilità di futuro. Sono intervenuti i servizi per un allontanamento d’urgenza. La ragazza si è opposta con tutte le sue forze per non andare via.

Io voglio stare qui
come una cosa
polverosa.

20180507 resto 3

Questa lettera il tribunale l’ha ricevuta davvero. In un procedimento per decidere l’adottabilità di un ragazzo l'interessato, 13 anni, ha scritto, e poi ribadito chiaramente in udienza, il desiderio di diventare a tutti gli effetti il figlio dei suoi affidatari.

Caro giudice, ti scrivo
e, ti prego, dammi ascolto.

20180319 lettera

Nella coda più fredda di questo inverno ho notizia di una mamma che col suo bambino (non ancora 6 anni) trascorre i pomeriggi in autobus, pur di stare al caldo, perché se il bimbo fa rumore papà si arrabbia. E quando papà si arrabbia, si sa già come va a finire.

4 gradi sotto zero
batto i denti, son sincero.

20180312 autobus 2

Io colleziono i nomi
le facce, le fratture
so di maledizioni
conosco sfumature.

20180226 abitata 1

Con un pensiero di gratitudine a Danilo Dolci: “Ognuno cresce solo se sognato”.

Si sa che ognuno cresce
solo se sognato.
A volte non riesce
a chi non è pensato
e chi abita il sogno
di un uomo in catene
può ignorare il bisogno
di sciogliere le vele.

20180219 elizabeta giudice 2

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