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In tribunale abbiamo notizia di un’adolescente pakistana che diserta la scuola e vive con i genitori e i fratelli in condizioni al di sotto della decenza sotto ogni profilo: sanitario, igienico, delle possibilità di futuro. Sono intervenuti i servizi per un allontanamento d’urgenza. La ragazza si è opposta con tutte le sue forze per non andare via.

Io voglio stare qui
come una cosa
polverosa.

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Questa lettera il tribunale l’ha ricevuta davvero. In un procedimento per decidere l’adottabilità di un ragazzo l'interessato, 13 anni, ha scritto, e poi ribadito chiaramente in udienza, il desiderio di diventare a tutti gli effetti il figlio dei suoi affidatari.

Caro giudice, ti scrivo
e, ti prego, dammi ascolto.

20180319 lettera

Nella coda più fredda di questo inverno ho notizia di una mamma che col suo bambino (non ancora 6 anni) trascorre i pomeriggi in autobus, pur di stare al caldo, perché se il bimbo fa rumore papà si arrabbia. E quando papà si arrabbia, si sa già come va a finire.

4 gradi sotto zero
batto i denti, son sincero.

20180312 autobus 2

Io colleziono i nomi
le facce, le fratture
so di maledizioni
conosco sfumature.

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Con un pensiero di gratitudine a Danilo Dolci: “Ognuno cresce solo se sognato”.

Si sa che ognuno cresce
solo se sognato.
A volte non riesce
a chi non è pensato
e chi abita il sogno
di un uomo in catene
può ignorare il bisogno
di sciogliere le vele.

20180219 elizabeta giudice 2

Chiudere in casa una figlia, prometterla in sposa. Quel che per me è una prigione, per altri può essere un modo di proteggere da spazi di autonomia scontati per me - buoni o cattivi che siano - ma per altri un’offesa. Se mai ci riuscissimo, a passare dai postulati alle buone ragioni che coviamo dentro! Certo, non per questo finiremmo per assomigliarci.

Siamo nomadi, certo
ma in appartamento
che un po’ è un deserto
un po’ un tradimento

20180212 elizabeta padre 3

La mamma è andata a cercarla, Elizabeta ha opposto un rifiuto. Non è facile capire. Dal dolore sgorgano le promesse, ma fino a che punto sono sinonimo di cambiamento?

Mi sono intrufolata
nella comunità.
Non mi ero rassegnata
volesse stare là.

20180205 sinti madre

Queste “filastrocche per una scelta difficile” sono dedicate a Elizabeta, una ragazza sinti di 16 anni che per sfuggire a un futuro già segnato ha chiesto di entrare in una comunità educativa. Più di tutto, ciò che l’ha condotta è stato il desiderio di studiare, che per lei non è promessa di denaro o prestigio ma conoscenza e scoperta.

20180129 elizabeth 3

Melina voleva essere una fata, muovere un cambiamento, guidarlo, assestarlo secondo ciò che si aspetta. Dimentica che la vita degli altri non è nelle sue mani, fossero anche i suoi genitori. La mamma, ora che per la prima volta in più di vent’anni ha provato ad alzare la testa, non vuole più stare al gioco. Al giogo. Melina riuscirà ad accettarlo?

Lui diceva “Stai zitta
che non capisci niente”.
Mi sentivo sconfitta.
Davvero mi comprende?

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Che poi, sentita la ragazza, penseresti: ora viene qui, ammette i suoi torti, chiede di riprendersi la figlia.
Questo Melina si aspetta da lui.
Invece…

Date la colpa a mia figlia
che io non ne ho nessuna.
È lei che mi spariglia
le carte e la fortuna.

20180115 Melina 2

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