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Per gentile concessione dei curatori e dell'editore pubblichiamo alcuni estratti del volume "Minorenni autori di reati sessuali e Giustizia minorile" (Gangemi editore).

La prefazione di Gemma Tuccillo, Capo Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità

La complessità e la sensibilità del tema affrontato in questo volume della collana “I numeri pensati”, ha imposto un preliminare approfondimento della materia per poter poi dedicare, con maggiore consapevolezza, uno spazio di osservazione specificamente dedicato al minore autore di reato a sfondo sessuale.

20211125 Copertina

Hanno assunto fondamentale importanza riflessioni sul significato e valore del bene violato, sulla centralità della vittima, ed al contempo, sulla particolare delicatezza del momento processuale, sull’importanza di una risposta sanzionatoria idonea ed efficace, sul coinvolgimento delle Istituzioni e della comunità, attraverso una analisi degli strumenti, dei livelli di intervento, delle criticità di volta in volta emerse.

E questo breve spazio introduttivo appare la sede più adeguata per tributare un doveroso riconoscimento al faticoso percorso compiuto per conferire spessore e sempre crescente rilievo a questa categoria di reati, non più qualificati quali violazioni della moralità pubblica ma inseriti nel titolo dei delitti contro la persona, con conseguente più incisiva disciplina a protezione delle tante, troppe, vittime.

Cito, per brevità, solo alcune di queste tappe fondamentali, nella consapevolezza della complessiva importanza di ogni passaggio: nel 1996 la legge n. 66 recante “Norme contro la violenza sessuale”; due anni dopo, nel 1998, la legge n. 269 come riformata dalla legge 38/2006, che ha introdotto importanti prescrizioni a tutela dei minori nel 2012, la legge n. 172 di ratifica della Convenzione di Lanzarote sulla protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale; da ultimo, nel 2019, la legge n. 69 che reca le “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere” (cd. Codice Rosso). Abbiamo assistito al graduale adeguamento delle normative alla evoluzione dei contesti sociali ed alle relative degenerazioni in termini di comportamenti antisociali sempre nuovi, così da riconoscerli, definirli e proporre efficaci strumenti di risposta, prevenzione e contrasto.

Nuove forme di emarginazione, nuovi meccanismi di aggressione alla libertà di autodeterminazione, nuove fragilità.

Ed in allarmante aumento le manifestazioni e le forme di trasgressione legate al sempre più ampio e troppo spesso improprio utilizzo delle nuove tecnologie e dei cd. social, che si sono sostituiti in modo quasi totale ad ogni contatto diretto. La innegabile potenzialità della rete in termini di contributo e stimolo alla diffusione di conoscenza ed alla condivisione di valori etici positivi, trova un preoccupante limite nella attitudine dello strumento informatico a determinare pericolose derive allorquando si trasforma in spazio improprio per l’accertamento di “verità” sommarie, per la diffusione di fatti inesistenti o attenzioni morbose che irrimediabilmente ledono beni e libertà, lasciandone traccia incancellabile.

Diviene pertanto fondamentale per tutti gli operatori della giustizia, così come dovrebbe esserlo anche all’interno di ogni formazione sociale – prima tra tutte la famiglia – una accurata e sempre aggiornata conoscenza degli strumenti informatici, dei linguaggi, dei gusti degli adolescenti, più o meno attratti dall’uno o dall’altro strumento comunicativo.

Non sempre è presente nei nostri ragazzi una piena consapevolezza del potenziale lesivo delle loro azioni, delle parole, degli atteggiamenti fortemente emarginatori; non sempre essi colgono fino in fondo la potenza distruttiva ed il danno permanente che scaturisce da un abuso sessuale, dalla vergogna per la pubblicità conferita ed imposta ad un momento di intimità o anche dal solo disagio provocato dal sentirsi esposti a migliaia di sguardi intrusivi. L’importanza che, ancor più nel processo di formazione di un adolescente, riveste ogni relazione sentimentale o amicale, impone una attenzione massima nel momento dell’approccio con l’autore del reato e con il suo contesto di appartenenza nel cui ambito, non di rado, si ritrovano le cause delle condotte devianti. Modelli distorti, prevaricazioni subite o assistite, bisogni o disagi inascoltati, fragilità legate agli orientamenti sessuali.

È evidente, dunque, l’importanza di uno studio articolato sui reati a sfondo sessuale, peraltro avvertiti a livello sociale come particolarmente odiosi, ancor più se commessi in danno di minori in ragione della loro vulnerabilità, e la necessità che una efficace presa in carico dell’autore, così come della vittima, preveda azioni di sistema, in cui ciascuno, istituzioni e attori sociali, forze politiche e mondo della comunicazione, è chiamato a svolgere un ruolo proattivo di pianificazioni, sinergie ed interventi multidisciplinari di sistema. Del resto, come verrà evidenziato, il tema ha generato nel tempo, in contesti nazionali ed internazionali, un appassionato ed articolato dibattito, che doverosamente vede sempre più centrale il sostegno alle vittime. E sempre maggiore attenzione deve essere riservata alle ipotesi in cui l’autore di un reato che violi in qualunque modo la sfera sessuale, sia minore di età. Questo volume si propone, alla luce di detta ultima considerazione e dei preoccupanti segnali di recrudescenza del fenomeno nel drammatico momento di lockdown, di offrire uno spazio all’esigenza di confronto e riflessione sugli interventi e sulle risposte operative non solo per il minore autore di reato ma anche per gli innumerevoli adolescenti che definiamo a rischio, dunque in termini di prevenzione, attraverso una precoce presa in carico che garantisca informazione e sostegno, consentendo, al contempo di individuare in modo sempre più esauriente, i fattori di rischio.

Minorenni autori di reati sessuali e Giustizia minorile” è un lavoro svolto con impegno e passione ma anzitutto con la più ampia consapevolezza della impossibilità di classificazioni rigide o precostituite, ove solo si tenga conto della continua evoluzione della personalità dell’autore, quando minorenne e la molteplicità di fattispecie che violano la sfera sessuale.

Il fenomeno viene osservato attraverso la analisi dei dati quantitativi e qualitativi, attraverso la ricognizione delle esperienze dei territori e dei servizi minorili, degli autorevoli interventi volti alla ricostruzione giuridica delle diverse tipologie di reato, degli studi scientifici e dei progetti sperimentati. Un sincero e sentito ringraziamento a tutti ed un pensiero particolare agli operatori che quotidianamente si confrontano con l’utenza, registrano le difficoltà e raccolgono con passione ed impegno le sfide operative necessarie ad accompagnare il minore autore di reato sessuale in un proficuo e consapevole processo di cambiamento.


 

MINORENNI, REATI SESSUALI,  GIUSTIZIA - di Isabella Mastropasqua

I ragazzi che commettono reati di natura sessuale interrogano su due fronti il sistema della giustizia minorile: il primo più evidente dato dalla natura istituzionale è relativo alla risposta che a questi ragazzi ed al loro reato si dà in termini di progetto socio-educativo, di tipologia di risposta penale, di prevenzione della recidiva; il secondo di natura più sociale e politica, riguarda la capacità di conoscere le trasformazioni che il mondo delle adolescenza sta attraversando, rispetto alla capacità di concertare azioni educative e preventive per una educazione alla sessualità, in collaborazione con le principali agenzie educative.

Dagli anni ’60 il tema dell’educazione sessuale in famiglia e nelle scuole è stato al centro di numerosi dibattiti e di interessanti sperimentazioni. Oggi, nelle scuole è materia consigliata ma non obbligatoria e soprattutto è svolta più in termini sanitari senza considerare che l’educazione sessuale include molti aspetti che vanno oltre il mero comportamento sessuale, quali l’educazione affettiva ed emotiva, che dovrebbero accompagnare e completare l’educazione sessuale.

Gli Standard per l’Educazione Sessuale in Europa suggeriscono una concezione olistica dell’educazione sessuale, che comprende non solo la semplice prevenzione dei problemi di salute, ma si focalizza anche sulla sessualità come elemento positivo (anziché principalmente “pericoloso”) del potenziale umano e come fonte di soddisfazione e arricchimento nelle relazioni intime. Tradizionalmente, invece, l’educazione sessuale si è concentrata sui potenziali rischi della sessualità, come le gravidanze indesiderate e le infezioni sessualmente trasmesse (IST).

Un approccio olistico, basato sul concetto di sessualità come un’area del potenziale umano, aiuta a far maturare in bambini e ragazzi quelle competenze che li renderanno capaci di determinare autonomamente la propria sessualità e le proprie relazioni nelle varie fasi dello sviluppo. L’educazione sessuale fa parte dell’educazione più generale e influenza lo sviluppo della personalità.

La natura preventiva dell’educazione sessuale non solo contribuisce a evitare possibili conseguenze negative legate della sessualità, ma può anche migliorare la qualità della vita, la salute ed il benessere, contribuendo, così, a promuovere la salute generale (Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS e BZgA, 2010).

Indicazioni che continuano a restare disattese e il risultato di questa educazione mancata si riversa e manifesta in pieno nei comportamenti sessuali degli adolescenti contemporanei che attraversati dalle trasformazioni tecnologiche, affrontano senza strumenti adeguati di conoscenza [...]


L'indice del volume

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