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giustizia minorile

  • Bambini e adolescenti “fuori famiglia”: riflessioni attorno al tentativo di smantellare il sistema di accoglienza.

    Ci lamentavamo degli istituti, ci lamentavamo del clima freddo e autoritario che vigeva in quei contesti, ci lamentavamo del gran numero di bambini e ragazzi che erano costretti a stare tutto il giorno con le stesse persone a fare le stesse cose alle stesse ore. Ci lamentavamo, appunto, dell’istituzionalizzazione in quanto processo di assoggettamento di un minore ad una dimensione omogeneizzante e non centrata sui bisogni individuali dei singoli individui.

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  • "Ingiustizia" minorile in Austria?

    Dopo una serie di stupri e di suicidi tra i giovani autori di reati in carcere, l'Austria sta rivedendo il proprio sistema di detenzione minorile. Il ministro della Giustizia ha definito lo stupro "un caso isolato", ma da tempo sta cercando di risolvere il problema.

    Tintinnare di chiavi. Un blocco di metallo scivola in posizione di chiusura mentre un agente di custodia controlla le celle per la notte. È un suono che il ventunenne Ricardo conosce bene. Quattro anni fa, quando era ancora adolescente, fu rinchiuso per sei mesi dopo essere stato giudicato colpevole di lesioni a terzi in una rissa. Ci fornisce una visione dall’interno di quel sistema carcerario che molti temono stia mancando i suoi obiettivi di recupero con i giovani autori di reato.

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  • A proposito di giustizia minorile

    Da qualche anno i media parlano spesso di giustizia minorile, e quasi sempre in negativo. 
    Forse ha ragione chi riconosce un intento per nulla casuale dietro certe esternazioni, un progetto culturale e politico fin troppo facile da leggere in filigrana e che riguarda tutta la magistratura, tutti i servizi pubblici. Sicuramente è un progetto fin troppo efficace, dato che parla all’emotività e sfrutta l’ignoranza (in senso letterale) di tanta parte dell’opinione pubblica che non sa nulla della materia, o il rancore di quella minoranza di adulti che invece qualcosa sa, per averne patito decisioni che magari li ha fatti soffrire, perfino quando erano decisioni giuste. 

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  • A scuola di Giustizia Minorile

    Intervista al Dr. Ton Liefaard, professore di Diritti dei Minori, Facoltà di Legge dell’Università di Leiden, Olanda.

    Il professor Ton Liefaard ha una vasta conoscenza nel campo del diritto internazionale e delle norme giuridiche internazionali ed europee in materia di giustizia minorile. Ci parla delle sfide e degli obiettivi del corso di 'Giustizia minorile in Europa, da un punto di vista internazionale' della "Scuola Internazionale di Giustizia Minorile” come della prima iniziativa online che affronti il tema della giustizia minorile in modo esaustivo.

  • Affetti e Sessualità

     Affetti e Sessualità

    dalla voce dei protagonisti
    del portale 
    Non ci sto dentro

  • Al posto della prigione, le scuse e una seconda opportunità

    In California si sperimentano forme di giustizia riparativa, nel tentativo di tenere al di fuori delle prigioni giovani autori di reato.

    Il cammino verso il carcere spesso inizia in giovane età. Infrazioni minori delle regole e comportamenti antisociali possono portare rapidamente a reati punibili.

    Community Works è stata una delle prime organizzazioni non-profit a sperimentare un sistema alternativo alla pena detentiva basato sulla giustizia riparativa, con l’obiettivo di tenere i giovani autori di reato al di fuori del sistema di giustizia penale.

  • Ascoltare e parlare

     Ascoltare e Parlare

    dalla voce dei protagonisti
    del portale 
    Non ci sto dentro

  • Cattivi giudici!

    Un bambino di tre anni, Domenico detto Cocò, viene ucciso insieme al nonno e alla fidanzata e i loro corpi lasciati nell’auto e carbonizzati in un agguato di ‘ndrangheta: cattivi giudici, perché non lo hanno allontanato dalla famiglia?

    Una mamma si rivolge ai giornalisti raccontando la triste storia del bambino che le è stato portato via: cattivi giudici, perché lo hanno allontanato dalla famiglia?

    A quanto pare l’opinione pubblica si esprime al meglio nella tifoseria, nelle fazioni pro o contro, spesso con poche informazioni a sostegno e in modo facilmente contraddittorio e irragionevole, a seconda di chi più le agita le viscere.

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  • Consapevolezza

     Consapevolezza

    dalla voce dei protagonisti
    del portale 
    Non ci sto dentro

  • Criminologia dello sviluppo. Un'intervista alla prof.ssa Terrie Moffit

    Il comportamento antisociale limitato all’adolescenza emerge in prossimità della pubertà, quando i giovani sperimentano disagio psicologico. Sono gli anni in cui i ragazzi si trovano ad avere un ruolo sociale e un’identità ancora indefiniti, tra il momento della maturazione biologica e l'accesso a privilegi e responsabilità più adulte. Se il loro sviluppo "pre-delinquenziale" è stato normale, la maggior parte di questi ragazzi sono in grado di desistere dal crimine quando crescono assumendo ruoli adulti veri, ritornando gradualmente ad uno stile di vita più convenzionale.

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  • Di Quanta Verità Abbiamo Bisogno?

    Non è la storia di uno solo, questa è la storia di tanti bambini e adolescenti che hanno trovato nel loro percorso di crescita adulti con gravi difficoltà e per questo anche pregiudizievoli e dannosi. Cerchiamo la verità, tutta la verità che possa pacificare il cuore di chi ascolta, di chi, è depositario dei racconti dei bambini. Ma di quanta verità abbiamo bisogno?

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  • Famiglia all’improvviso: istruzioni non incluse, di Hugo Gélin

    L’ultima opera di Hugo Gélin è una commedia dolce amara, che racconta lo stravolgimento esistenziale di Samuel (Omar Sy), provocato dall’arrivo di Gloria, una neonata di pochi mesi letteralmente abbandonata tra le sue braccia dalla madre naturale Kristin (Clémence Poésy), con cui Samuel aveva avuto una breve relazione qualche mese prima.

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  • Farlo al loro posto

    Sono andato a prenderla alla scuola dove avrebbe frequentato la seconda media a pochi giorni dal suo arrivo in comunità, parlo di fine febbraio ed era una giornata di pioggia. Pochi secondi dopo essere salita in macchina si è tirata su la manica del braccio e mi ha fatto vedere dei tagli, sottili e superficiali, graziosamente allineati: “Guarda cosa mi sono fatta” mi ha detto, “sai? Io sono depressa”. La macchina era già in moto e la scuola distava pochi minuti dalla Comunità per cui non ho ritenuto necessario fermarmi, mi sono girato verso di lei le ho detto con un tono dolce che ricordo ancora oggi: ma no, tu non sei depressa, sei solo triste, tanto triste, quando arriveremmo a casa ti pulirò il braccio e mi racconterai un po', va bene?

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  • Filastrocca del bimbo shakerato

    Tra il primo giorno in cui un bambino riferisce di essere stato abusato sessualmente da un adulto e la sentenza del processo penale si susseguono tanti passaggi. A volte con il rischio che, a causa di tutte queste strutture, l’ultimo ascolto – quello che si fa in incidente probatorio – venga ritenuto dai consulenti tecnici e dai giudici non genuino e, quindi, inattendibile.

    Sono un bimbo shakerato.
    Sono pluri ascoltato.

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  • Filastrocca del CTP abusante

    Quando si apre un processo penale per maltrattamento o violenza sessuale su un minorenne, il tribunale nomina un CTU (consulente tecnico d’ufficio) e l’imputato il proprio CTP, Consulente Tecnico di Parte, scelti entrambi tra gli psicologi, psicoterapeuti, psicologi giuridici, psichiatri...
    Accade che, tra i molti esperti, alcuni si specializzino in perizie dalla parte dell’imputato e diventino particolarmente abili nel dimostrarne l’innocenza. Abusanti, anche loro.

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  • Filastrocca della mamma che non c’è

    Mi sono allontanata
    e ho fatto una frittata.
    Ho detto “Adesso torno”
    ed è da più di un anno

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  • Filastrocca della missione impossibile

    La violenza fisica o sessuale sui bambini è tra i reati più gravi, inaccettabili, carichi di conseguenze drammatiche nel breve come nel lungo periodo. Ma è anche una delle accuse più difficili da provare, specialmente quando i fatti avvengono tra le mura domestiche, perché nella stragrande maggioranza dei casi non ci sono testimoni ulteriori al bambino vittima del reato.
    L’esperienza di giudici e operatori dice che, purtroppo, tanti processi per maltrattamenti o abusi sui bambini va a finire in niente. Cioè si assolve non per la certezza dell’innocenza, ma per non essere riusciti a provare niente.

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  • Filastrocca delle necessità

    C’è chi pretende che un bambino maltrattato o violentato parli di quello che ha vissuto soltanto dentro al processo. Ci si dimentica che il processo può durare anni e il bambino intanto sta male, sente il bisogno di raccontare. Un raccontare terapeutico, nelle sedi competenti, e a volte un raccontare spontaneo, con chi gli presta ascolto. La consegna del silenzio, magari per preservare la testimonianza, è una pretesa crudele e impossibile.

    Ti sei rotto un dito
    lo devi ingessare.

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  • Filastrocca di un padre a luci rosse

    Sì, il computer… è della mia bambina.

    E in quel filmato c'è una ragazzina.

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  • Filastrocca, ci vuole uno scopo

    Tutti abbiamo bisogno di un motivo per fare le cose. Per i bambini non è diverso. 
    Nei processi dove sono vittime spesso si pretende che stiano ai tempi e ai modi previsti dal processo e raccontino a comando quello che ci si aspetta, nei modi in cui siamo disposti ad ascoltarli. 
    Ma a volte mi chiedo: i bimbi che motivo hanno per venirci incontro?

    Ogni gioco
    ha il suo scopo.

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