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allontanamento dalla famiglia

  • Bambini e adolescenti “fuori famiglia”: riflessioni attorno al tentativo di smantellare il sistema di accoglienza.

    Ci lamentavamo degli istituti, ci lamentavamo del clima freddo e autoritario che vigeva in quei contesti, ci lamentavamo del gran numero di bambini e ragazzi che erano costretti a stare tutto il giorno con le stesse persone a fare le stesse cose alle stesse ore. Ci lamentavamo, appunto, dell’istituzionalizzazione in quanto processo di assoggettamento di un minore ad una dimensione omogeneizzante e non centrata sui bisogni individuali dei singoli individui.

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  • Allontanamento, legami familiari, protezione dei minori, comunità

    Quando l’inserimento in comunità di un minore avviene dopo un serio percorso di approfondimento relativamente alla crisi familiare in atto e al danno subito dal bambino spesso è compreso e riconosciuto anche dai genitori come protettivo della relazione tra loro; certamente non potranno condividerlo , ma nei fatti non lo ostacoleranno più di tanto.

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  • Anno I, n.1 - Protezione dei figli e cura dei legami familiari

    In questo lavoro Paola Covini affronta l’argomento dell’allontanamento dei figli dalla famiglia disfunzionante e danneggiante non a partire da un punto di vista “a monte” – considerando se vada attuato o meno l’allontanamento di un bambino dai suoi genitori – ma piuttosto dall’interno, per  così dire, “a valle”. Quando, in altre parole, essendo stata valutata la necessità di attuarlo, risulta poi necessario governare il provvedimento come operatori, nella sua valenza protettiva ma anche trasformativa ed evolutiva.

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  • Filastrocca da uno a sette

    Avere 7 anni, crescere in una famiglia che senti tua perché è quella che ti dà affetto, ti cura, ti riconosce come persona, ti insegna le regole per stare insieme agli altri, e un bel giorno scoprire che tutto questo non vale niente. Il Procuratore in Cassazione chiede di ribaltare scelte precedenti asserendo che il legame di sangue deve prevalere su ogni altra considerazione.
    Che questo sempre realizzi "il preminente interesse del minore" non mi è dato sapere nel caso specifico, ma risulta assai dubbio di per sé. In ogni caso ci interpella su come un bambino possa vivere una sentenza di questo tipo, su come si possa sentire.

    Nell'anno 1
    non mi lego a nessuno

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  • Filastrocca del bimbo mangione

    (il fratellino)

    Io sono piccolo, sono un bambino.
    (Posso mangiare un altro panino?)

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  • Filastrocca del diritto di sangue

    Può essere una cosa tra le più difficili al mondo, decidere con chi deve crescere un bambino. Ma può diventare facilissimo se si applica l’unico criterio del diritto di sangue. Se però abbiamo lo sfizio di chiederci che cosa si meglio per il bambino, la risposta può non essere scontata.

    Non ho la soluzione
    non mastico la legge
    ma ho come l’impressione
    che a volte non protegge

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  • Filastrocca del rifiuto

    Okay, la bigenitorialità. Okay, i legami di sangue. Purché non se ne faccia un’ideologia, perché le ideologie lasciano morti e feriti e questa non è da meno.
    Alcuni bambini si allontanano da un genitore perché non riescono a perdonarlo. Ci sono ferite da rimarginare, non megafoni da impugnare. Non è una mamma cattiva a determinare l’alienazione del papà, è una sofferenza ancora aperta di cui occorre tenere conto.

    20170605 rifiuto

  • Filastrocca del ritornello

    È sempre difficile credere che un genitore maltratti i suoi figli, e se poi è la madre a farlo questo può sembrare veramente impossibile. Così accade che i bambini non vengano ascoltati e che tutti – dall’insegnante al vicino di casa, fino a chi scrive sul giornale – si sentano in diritto di mettere bocca.
    Il prezzo più alto, dopotutto, lo pagano i bambini.

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  • Filastrocca della costola rotta

    Quando bruciano i maltrattamenti i ragazzi lo chiedono: portami dovunque ma non farmi tornare a casa. Dopo qualche mese di allontanamento si pongono i problemi veri, i conflitti interni, i sensi di colpa. Meglio ritornare nella violenza, sentendosi parte di una famiglia, o restarsene fuori, con un buon prezzo di solitudine?

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  • Filastrocca della pretesa

    La madre e l’avvocato lo sostenevano con una certa forza: “D’accordo, la mamma è coinvolta nella morte del bimbo appena nato, ma non si può proprio dire che lo abbia ammazzato lei e comunque ormai è ai domiciliari, il primo figlio potrebbe vivere con lei; che cosa osta?”

    Partorito lì per lì
    scivolato nel wc
    lui gridava forte forte.

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  • Filastrocca dello sgomento

    (l’affidataria)

    A volte sento proprio che mi manca l’aria.
    Da qualche mese sono una zia affidataria.

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  • Filastrocca scomposta

    (la madre)

    non aspettatevi che faccia la rima

    prima di chiedere a tutti un inchino

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  • Filastrocche di una scelta difficile - La risposta del papà

    Chiudere in casa una figlia, prometterla in sposa. Quel che per me è una prigione, per altri può essere un modo di proteggere da spazi di autonomia scontati per me - buoni o cattivi che siano - ma per altri un’offesa. Se mai ci riuscissimo, a passare dai postulati alle buone ragioni che coviamo dentro! Certo, non per questo finiremmo per assomigliarci.

    Siamo nomadi, certo
    ma in appartamento
    che un po’ è un deserto
    un po’ un tradimento

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  • Filastrocche di una scelta difficile - La risposta della mamma

    La mamma è andata a cercarla, Elizabeta ha opposto un rifiuto. Non è facile capire. Dal dolore sgorgano le promesse, ma fino a che punto sono sinonimo di cambiamento?

    Mi sono intrufolata
    nella comunità.
    Non mi ero rassegnata
    volesse stare là.

    20180205 sinti madre

  • I minori davanti al giudice: raccontare la violenza familiare o negarla?

    Pubblichiamo un estratto dell'intervento di Elena Buccoliero nel quaderno "Riconoscere la violenza o negarla" (maggio 2014). ll quaderno raccoglie gli atti di un ciclo di incontri proposto dalla Scuola della Nonviolenza. Scopo del percorso era mettere a fuoco i meccanismi di negazione della violenza maschile nelle relazioni d’intimità, meccanismi presenti in tutti gli attori coinvolti: gli uomini maltrattanti per giustificare i loro comportamenti, le donne maltrattate per rimanere nella relazione nonostante tutto, i figli per giustificare i genitori e infine questi ultimi, per non intaccare la propria immagine di “bravo papà” e “brava mamma”.  L’iniziativa era inserita nell’ambito del progetto “Violenza di genere e rete locale” coordinato dal Comune di Ferrara, partecipato da Centro Donna Giustizia, Centro di ascolto uomini maltrattanti e Movimento Nonviolento, e realizzato con il contributo del Dipartimento per le Pari Opportunità. 

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  • I minori davanti al giudice: raccontare la violenza familiare o negarla? - Parte seconda

    Quali sono le risorse dei bambini?

    Prima di tutto il desiderio di crescere, l’apertura al futuro. L’investimento nello studio nonostante tutto, l’avvio di relazioni importanti con coetanei o adulti dentro e fuori dalla famiglia o dai servizi, l’espressione artistica, la capacità di credere o costruire un proprio mondo interiore sono espressione di questa meravigliosa energia.

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  • Le neomaggiorenni in uscita dalle comunità e dall’affido e l’accoglienza di madri con bambino: riflessioni e questioni aperte.

    Le ragazze o giovani donne madri accolte in comunità mamma-bambino presentano un alto tasso di problematiche familiari vissute nella famiglia d’origine: assenza di uno o entrambi i genitori; ambienti familiari disfunzionali e degradati; violenze e abusi intrafamiliari subiti; trascuratezza e basso livello culturale.

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  • Minori e comunità. L'intervento di Federico Zullo.

    L'intervento di Federico Zullo
    alla presentazione, tenutasi il 17 luglio a Roma, della campagna:

    "#5buone ragioni per accogliere i bambini che vanno protetti".   

  • Minori e comunità. L'intervento di Jennifer Zicca.

    L'intervento di Jennifer Zicca 
    alla presentazione, tenutasi il 17 luglio a Roma, della campagna:

    "#5buone ragioni per accogliere i bambini che vanno protetti".   

  • Minori e comunità. L'intervento di Laura Laera

    L'intervento di Laura Laera 
    alla presentazione, tenutasi il 17 luglio a Roma, della campagna:

    "#5buone ragioni per accogliere i bambini che vanno protetti".   

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