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Ubi minorubi-minor-progetto

allontanamento dalla famiglia

  • Pubblichiamo un estratto dell'intervento di Elena Buccoliero nel quaderno "Riconoscere la violenza o negarla" (maggio 2014). ll quaderno raccoglie gli atti di un ciclo di incontri proposto dalla Scuola della Nonviolenza. Scopo del percorso era mettere a fuoco i meccanismi di negazione della violenza maschile nelle relazioni d’intimità, meccanismi presenti in tutti gli attori coinvolti: gli uomini maltrattanti per giustificare i loro comportamenti, le donne maltrattate per rimanere nella relazione nonostante tutto, i figli per giustificare i genitori e infine questi ultimi, per non intaccare la propria immagine di “bravo papà” e “brava mamma”.  L’iniziativa era inserita nell’ambito del progetto “Violenza di genere e rete locale” coordinato dal Comune di Ferrara, partecipato da Centro Donna Giustizia, Centro di ascolto uomini maltrattanti e Movimento Nonviolento, e realizzato con il contributo del Dipartimento per le Pari Opportunità. 

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  • Quali sono le risorse dei bambini?

    Prima di tutto il desiderio di crescere, l’apertura al futuro. L’investimento nello studio nonostante tutto, l’avvio di relazioni importanti con coetanei o adulti dentro e fuori dalla famiglia o dai servizi, l’espressione artistica, la capacità di credere o costruire un proprio mondo interiore sono espressione di questa meravigliosa energia.

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  • Le ragazze o giovani donne madri accolte in comunità mamma-bambino presentano un alto tasso di problematiche familiari vissute nella famiglia d’origine: assenza di uno o entrambi i genitori; ambienti familiari disfunzionali e degradati; violenze e abusi intrafamiliari subiti; trascuratezza e basso livello culturale.

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  • L'intervento di Federico Zullo
    alla presentazione, tenutasi il 17 luglio a Roma, della campagna:

    "#5buone ragioni per accogliere i bambini che vanno protetti".   

  • L'intervento di Jennifer Zicca 
    alla presentazione, tenutasi il 17 luglio a Roma, della campagna:

    "#5buone ragioni per accogliere i bambini che vanno protetti".   

  • L'intervento di Laura Laera 
    alla presentazione, tenutasi il 17 luglio a Roma, della campagna:

    "#5buone ragioni per accogliere i bambini che vanno protetti".   

  • Appena sono arrivato
    non ho potuto studiare.
    Lei mi ha segregato.
    La dovevo aiutare.

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  • Gli ho visto un mezzo sorriso
    in sala d’aspetto.
    Sembrava indeciso
    era vigile e incerto.

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  • Mi guarda da lontano
    a volte anche di notte.
    Deve sembrargli strano
    non prendere più botte.

    20171106 affidataria 2

  • Questa mamma cinese
    non conosce l’infanzia.
    Sarà che ho troppe pretese
    o lei che ha poca pazienza

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  • Rapporto RiscSeconda annualità dello studio Risc.
    Rischio per l’infanzia e soluzioni per contrastarlo

    Alla fine del 2008 il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha commissionato alla Fondazione Emanuela Zancan onlus uno studio sul rischio di allontanamento dei figli dalla famiglia di origine (Risc).

    Il problema del rischio è stato approfondito con a) un’analisi internazionale per conoscere e confrontarci con altri paesi, b) un’analisi della letteratura italiana degli ultimi 50 anni, c) un’analisi comparata della normativa a partire dagli anni ottanta, d) un approfondimento sulla spesa dei comuni, e) un’analisi con i referenti regionali sui temi di studio, f) una sperimentazione con 6 regioni, utilizzando un modello di presa in carico personalizzata con valutazione di efficacia.

    La seconda annualità dello studio Risc ha dedicato molto impegno all’approfondimento delle condizioni di efficacia e alla disseminazione dei risultati della prima annualità. La ragione è semplice e direttamente collegata con gli obiettivi della prosecuzione del progetto: offrire contenuti, motivazioni, supporto teorico e metodologico agli operatori coinvolti nel progetto.

    Un primo modo per soddisfare questa esigenza è stato quello di produrre letteratura sui criteri, gli strumenti, il significato tecnico e strategico delle azioni sperimentali. Ha significato costruire sussidi professionali per farne strumento di lavoro, e non soltanto azione finale di analisi e sintesi dei risultati.

    In particolare, la possibilità di rafforzare le competenze, di affrontare le criticità, di favorire la crescita del senso di appartenenza al gruppo sperimentale, a cui le istituzioni avevano chiesto di anticipare soluzioni da implementare successivamente nei territori, ha costituito un impegno costante tecnico e strategico.

    Il rapporto si sviluppa a partire da cosa è stato fatto nella prima annualità, i risultati ottenuti, le motivazioni che hanno portato a proseguire per un secondo anno la sperimentazione. Affronta poi il problema del rapporto tra scelte professionali, personalizzazione degli interventi ed esiti ottenuti. Le modalità utilizzate sono di tipo quantitativo e qualitativo, così da evidenziare il rapporto tra le soluzioni metodologiche e le loro ricadute nelle condizioni di vita dei figli e genitori coinvolti nello studio.

    L’Indagine in materia di politiche sociali ed in particolare per la verifica della quantità, della qualità e dei costi degli interventi posti in essere da stato, regioni ed enti locali, a supporto dei nuclei familiari a rischio – RISC II Rischio per l’infanzia e soluzioni per contrastarlo è stata finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione Generale per l’Inclusione e Diritti Sociali e la Responsabilità Sociale delle Imprese (CSR). Divisione III.

     

    Leggi il rapporto in formato pdf

  • Non ha avuto una vita facile. Arrivato in Italia da bambino, con una famiglia musulmana rigidamente osservante nella quale non si riconosce, è stato educato dal padre a suon di botte. La droga gli è sembrata una scappatoia da un conflitto troppo doloroso.

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