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relazione educativa

  • Condivido con i lettori riflessioni su come, a fianco dei tradizionali strumenti di cura della comunità "Rosa dei venti",  nel nostro modello del “fare comunità” abbiamo dato spazio e rilevanza ad alcuni strumenti innovativi quali la natura ed il “corpo intelligente”.

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  • È da oggi in libreria il libro di Lamberto Bertolé "Il Miele e l'aceto. La sfida educativa dell'adolescenza" (Novecento Editore). Di seguito una breve intervista all'autore.

    Buongiorno Lamberto. Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?

    Il desiderio di condividere la mia esperienza di educatore e insegnante. Ho sempre sentito, io per primo nel corso del mio lavoro, la necessità di verificare e di discutere con i miei colleghi quello che facevo con i ragazzi di cui mi stavo occupando. Da queste pagine spero arrivino spunti per occasioni di confronto e di discussione. Gli adulti hanno bisogno di non sentirsi soli nel rapporto con gli adolescenti di cui si occupano, hanno ricchezze da scambiare, fatiche da vincere.

    20150427 Miele e aceto

  • Per gentile concessione dell'autore e dell'editore, pubblichiamo l'inizio dell'introduzione de "Il rischio di educare. Storie di adolescenti e adulti in relazione"di Lamberto Bertolè (Laurana editore).

    Questo libro affronta, utilizzando lo strumento del racconto, la questione del rischio educativo e di cosa significhi educare quando si parla di adolescenti.

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  • Adolescenti

    "Le semplificazioni prodotte dai ragazzi

    sono favorite anche dalla società degli adulti".

  • Questo scenario ti risulta familiare? Marisa ha 12 anni e mezzo. È diventata lunatica e irritabile, vuole stare molto più tempo da sola nella sua stanza, ma lo passa per intero interagendo con i suoi amici nei social media. Ha poco tempo per la famiglia. "Acconsentirà" a cenare con sua madre, suo padre e il fratello minore, ma si “ritirerà” nella sua stanza non appena avrà finito di mangiare, ben prima che la cena sia finita.

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  • Se ne parla come di una realtà nuova, ma le famiglie ricomposte esistono da sempre, con picchi in periodo di guerra, quando molte giovani vedove, spesso con un bimbo piccolo, celebravano un secondo matrimonio. Oggi sono ricostituite, ricomposte, allargate, fuse, a cespuglio eppure sono sempre le stesse. Famiglie che nascono quando in una coppia, uno dei due o entrambi i partner sono separati, divorziati con o senza figli. Le combinazioni sono tantissime, le alchimie che ne possono scaturire innumerevoli.

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  • La consulenza pedagogica per affrontare e risolvere le situazioni familiari problematiche. Paolo Tartaglione analizza come si possano ottenere risultati evolutivi attraverso un migliore adattamento delle strategie educative genitoriali.

    "L'idea di intervento educativo che muove il nostro lavoro è forse più ampia di quanto comunemente inteso: più che l'adeguamento ad un sistema di norme e convenzioni, che pure è parte di questo concetto più ampio, l'intervento educativo ci rimanda alla relazione con le figure di accudimento e al peso che hanno nella definizione del nostro “copione” relazionale, nelle aspettative che nutriamo negli altri e in noi stessi, nella stima delle nostre capacità e del nostro valore, nelle continue scelte e nei continui aggiustamenti della crescita".

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  • Quando i ragazzi si mettono nei guai, o quando i temi da trattare sono pesanti, difficili, faticosi, gli adulti fanno quadrato, dedicano tempo, energia, pensiero al massimo delle loro possibilità. Diventano una task force micidiale, che coordina strategie d’intervento complesse, capaci di “attaccare” il problema facendo fronte comune, ma sapendo individuare anche singole azioni chirurgiche, focalizzate verso specifici obiettivi, così da accerchiare il “nemico”. Mettono in campo tutto questo sforzo organizzativo e progettuale perché avvertono l’importanza di essere in un passaggio cruciale, che va presidiato, compreso, approfondito come uno snodo articolato e complesso che, se sciolto, può permettere un salto di livello. Un salto di livello che può liberare dai lacci di un funzionamento che spesso appare come un circolo vizioso, contorto su se stesso e che impedisce un’apertura verso un cambiamento, avvertito come fondamentale per accedere a nuovi equilibri, orientati verso un maggiore benessere.

    Luca Cateni riflette sui fattori della dipendenza e della spinta all'autonomia nell'azione educativa.

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  • Mentre lavoro al pc tengo sempre aperta la pagina web di Repubblica, e sbircio spesso l’edizione locale.
    Oggi, proprio mentre cercavo di riordinare le idee su quello che ho visto in una visita effettuata ieri all’IPM Beccaria, mi è caduto l’occhio su una notizia: “Quarto Oggiaro, bullo-spacciatore arrestato a scuola: scoppia a piangere davanti ai compagni”.

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  • Ascoltare & Parlare

    nel portale 

    Non ci sto dentro 

  • Recensione del film "Belle et Sébastien" - Di Nicolas Vanier, "una delle rare trasposizioni al cinema di una serie animata, degna di essere vista, per la storia di amicizia, per l’ambientazione in un paesaggio che toglie il respiro, per la natura incontaminata e dominante". 

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  • I bambini che aspettano

    hanno il cuore contuso.

    Contano i giorni 

    solo fino a dieci. 

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  • Carceri

    nel portale Non ci sto dentro

     20160210 carceri

  • Respirate e contate, se comincerete a dubitare pesantemente della sensatezza di ciò che vado a raccontare. La mia è una personalissima digressione su una marginale sfumatura del rischio cosiddetto educativo che meriterebbe forse pensieri più consistenti. Ma per quello ci sono altri, oggi, in questa sala. Io sono qui ad altro titolo e intendo abusarne. Perché il lavoro dell'educatore di comunità senza il gusto delle piccole cose diventa routine e assistenza.

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  • Scusatemi per prima. Avrete pensato che io mi sia preso gioco di voi, in qualche misura. Un po' è vero, un po' no. In realtà mi sono preso la briga di mancare intenzionalmente di rispetto a quel processo di enfatizzazione del rischio educativo che è da tempo in atto e che temo possa cristallizzare i nostri modelli d'intervento e uniformare, con le procedure, anche le proposte educative, anestetizzando le peculiarità. Per lo più per, tra l'altro talvolta comprensibili, motivi di bilancio ed esigenze di standardizzazione. C’è un clima di gravità diffusa che zavorra l’iniziativa, laddove invece servirebbe promuoverla, anche a rischio di sbagliare dandosi l’opportunità di fare tesoro degli errori.

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  • La questione delle relazioni affettive e della sessualità è sempre stata di primaria importanza per chiunque sia in relazione con ragazzi adolescenti ma, oggi, la pervasività della tecnologia digitale è riuscita a rendere il tema ancora più pressante e delicato.

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  • Il confronto tra Alfio Maggiolini e Lamberto Bertolé

    al Convegno Minori e Famiglia tra Crisi e Futuro - 31 gennaio 2014

    Il convegno è stato realizzato con il patrocinio della Fondazione Cariplo

  • Nessun matrimonio inizia con il pensiero che ci sarà un divorzio come suo punto di arrivo. È un'esperienza dolorosa e spesso devastante per tutti i soggetti coinvolti, ed è particolarmente destabilizzante per i ragazzi.

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  • L’amore ha sesso? Quel sentimento complesso che implica impegno, cura, attenzione, rispetto, compromesso, perdono, ascolto, autonomia, educazione e condivisione, ha sesso? E, soprattutto, in mancanza o in presenza di tutte le caratteristiche sopraccitate, è davvero di un colore (rosa, azzurro, viola, verde, arcobaleno) che ha bisogno?

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  • I ragazzi che ospitiamo nei nostri servizi residenziali spesso si muovono come animali selvatici, vigili e in perenne allarme, attenti a difendere il proprio territorio e a non invadere quello altrui, in una apparente convivenza pacifica, col colpo in canna sempre pronto.

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