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È molto discussa la questione della grande diffusione dell’uso di sigarette elettroniche tra gli adolescenti e i giovani in generale, abitudine che non è volta a vincere la dipendenza dal fumo di sigarette di tabacco ma che, al contrario, la può indurre, generando anche un’assuefazione alla nicotina. Una nuova ricerca allarga il campo, arrivando a mostrare come l’uso delle e-cig possa ingenerare una predisposizione più generale e permanente alla dipendenza.

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Le e-cig, nate inizialmente come strumento di riduzione del danno per i fumatori adulti, hanno guadagnato sempre più popolarità tra i giovani.

Per comprendere meglio l’impatto dello svapo di nicotina sul cervello in via di sviluppo, i ricercatori di un nuovo studio hanno condotto un esperimento ben progettato sui topi, confrontando gli effetti dell’esposizione alla nicotina durante l’adolescenza con quelli in età adulta.

 A differenza di studi precedenti che utilizzavano nicotina iniettata, in questo caso è stato usato vero vapore da sigaretta elettronica, per riflettere più fedelmente le modalità di consumo umane.

I ricercatori si sono concentrati su tre aree cerebrali chiave coinvolte nei meccanismi della dipendenza: la corteccia prefrontale, che regola giudizio e controllo degli impulsi; l’area tegmentale ventrale, che produce segnali motivazionali a base di dopamina; e il nucleo accumbens, che elabora ricompensa e piacere.

Queste regioni sono particolarmente attive – e potenzialmente più vulnerabili – durante l’adolescenza, fase in cui il cervello sta ancora sviluppando i circuiti legati alla regolazione delle decisioni e dell’autocontrollo.

I risultati hanno mostrato che i topi esposti al vapore di nicotina durante l’adolescenza erano significativamente più inclini a cercare ulteriore nicotina rispetto a quelli esposti per la prima volta da adulti.

Ma non si trattava solo di un cambiamento comportamentale: analizzando i loro cervelli, i ricercatori hanno scoperto che i neuroni della corteccia prefrontale erano diventati più eccitabili, cioè rispondevano più facilmente agli stimoli.

Più nicotina i topi adolescenti assumevano, più marcato era questo effetto. Nei topi adulti, al contrario, non si osservava lo stesso cambiamento.

Oltre a queste alterazioni nella corteccia prefrontale, i topi esposti da adolescenti mostravano anche una maggiore attività nei neuroni dopaminergici e un rilascio più elevato di dopamina nelle aree del cervello legate alla ricompensa.

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Si tratta di indicatori classici di una maggiore vulnerabilità alla dipendenza. È importante notare che questi cambiamenti cerebrali non si verificavano nei topi esposti da adulti, sottolineando così l’unicità della suscettibilità del cervello adolescenziale.

Anche la risposta dei recettori della nicotina nel cervello variava in base all’età. Nei topi adulti, una maggiore esposizione alla nicotina portava a un aumento di questi recettori — un meccanismo ben noto della dipendenza. Nei topi adolescenti, invece, la stessa esposizione non attivava questo aumento, suggerendo che il cervello giovane non solo risponde in modo più intenso, ma anche in modo diverso.

Questo significa che lo svapo durante l’adolescenza può alterare in modo profondo lo sviluppo cerebrale, aumentando il rischio di una dipendenza duratura dalla nicotina. Questi effetti potrebbero persistere fino all’età adulta e influenzare il modo in cui i giovani rispondono a sostanze, stress e gratificazioni nel corso della vita.

Pur trattandosi di uno studio preclinico condotto sui topi, le implicazioni sono direttamente rilevanti per il dibattito sulla salute pubblica. Il cervello adolescenziale è ancora “in costruzione”. Introdurre sostanze chimiche che creano dipendenza, come la nicotina, in questa fase così delicata può interferire con lo sviluppo dei circuiti neuronali in modi difficili, se non impossibili, da correggere.

In definitiva, concludono gli autori dello studio, le e-cigarette possono rappresentare un’alternativa meno dannosa rispetto alle sigarette tradizionali per gli adulti che vogliono smettere di fumare. Ma ciò non significa che siano sicure per tutti. Per gli adolescenti — come dimostra il loro lavoro — il pericolo non sta solo in ciò che c’è nel vapore, ma in quello che quel vapore fa al loro cervello.

 

Riferimento bibliografico

Henderson, B.J., Young, L.E., Olszewski, N.A. et alii.
Age-dependent effects of vaping on the prefrontal cortex, ventral tegmental area, and nucleus accumbens.
Communications Biology (2024).

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