Anche in Italia il fenomeno del “vaping” tra i giovanissimi è ormai una realtà diffusa e in rapida crescita. Secondo le indagini condotte nei primi mesi del 2026 dal Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell'Istituto Superiore di Sanità su oltre 12mila studenti, circa 850mila adolescenti tra i 14 e i 17 anni hanno utilizzato nell'ultimo mese un prodotto contenente tabacco o nicotina, e la sigaretta elettronica si conferma il dispositivo più diffuso in questa fascia d'età, usato dal 30,8% dei ragazzi.

Il dato riguarda anche i più piccoli: il 5,2% degli studenti tra gli 11 e i 13 anni fa già uso di e-cig. Preoccupa in particolare il fenomeno del policonsumo, cioè l'utilizzo simultaneo di più prodotti a base di nicotina, che nel giro di pochi anni è quasi raddoppiato, arrivando a coinvolgere il 70,7% dei consumatori tra i 14 e i 17 anni. In questo contesto si inserisce una nuova ricerca che mette in luce un effetto finora poco discusso del vaping e del fumo: il loro impatto diretto sulla forma fisica dei giovani.
Una riduzione della forma fisica del 15%
I giovani che utilizzano sigarette elettroniche o fumano sigarette tradizionali presentano una funzione dei vasi sanguigni ridotta, una minore efficienza respiratoria e una capacità di esercizio fisico più bassa rispetto a chi non ha mai fumato né svapato. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista ERJ Open Research, condotto dai ricercatori della Manchester Metropolitan University nel Regno Unito.
Il dottor Azmy Faisal, autore principale della ricerca, spiega che in giovani adulti sani e attivi, con polmoni perfettamente funzionanti, sia il vaping sia il fumo di tabacco hanno peggiorato la capacità di esercizio, causando affanno respiratorio e un'intensa fatica muscolare alle gambe. Come il fumo tradizionale, anche la sigaretta elettronica sembra provocare alterazioni dannose ai vasi sanguigni e all'efficienza polmonare durante l'attività fisica, con una riduzione della forma fisica complessiva di circa il 15% rispetto a chi non ha mai fumato o svapato.
Come è stato condotto lo studio
La ricerca ha coinvolto 75 giovani tra i 18 e i 30 anni, suddivisi in tre gruppi di uguale numerosità: un terzo dei partecipanti non aveva mai fumato né svapato, un terzo fumava ma non aveva mai utilizzato sigarette elettroniche, mentre l'ultimo terzo svapava da circa tre anni senza aver mai fumato tabacco tradizionale. Tutti i partecipanti presentavano una funzione polmonare a riposo nella norma e stili di vita simili, compresi i livelli di consumo di caffeina e alcol e l'attività fisica praticata.
Ogni volontario ha svolto un test di esercizio incrementale su cyclette, durante il quale sono stati misurati battito cardiaco, respirazione e livelli di lattato nel sangue a intensità crescente, fino al raggiungimento dello sforzo massimo. Sono state effettuate anche ecografie e analisi del sangue per valutare il funzionamento delle arterie.
I risultati hanno mostrato che, al picco dello sforzo fisico, i gruppi di fumatori e di utilizzatori di sigarette elettroniche presentavano una capacità di esercizio e un consumo di ossigeno significativamente più bassi, di circa il 15%. La capacità dei polmoni di espellere anidride carbonica risultava ridotta, e l'acido lattico si accumulava più rapidamente nei fumatori e negli svapatori a tutti i livelli di intensità, ancora prima di raggiungere lo sforzo massimo. Questo si traduceva in un maggiore affanno e in un più marcato disagio muscolare alle gambe, rispetto al gruppo che non aveva mai fumato o svapato.

Le ecografie e gli esami del sangue hanno inoltre rilevato segni di infiammazione a livello dei vasi sanguigni. Secondo i ricercatori, questi risultati indicano che vaping e fumo producono effetti sostanzialmente simili nei giovani.
Un segnale d'allarme per la salute pubblica
Faisal sottolinea che questi risultati forniscono informazioni fondamentali sia per gli utilizzatori, sia per gli operatori sanitari e per le autorità regolatorie, riguardo ai rischi precoci potenzialmente associati all'uso delle sigarette elettroniche, in particolare per il numero crescente di giovani adulti che non hanno mai fumato ma scelgono comunque di utilizzare questi prodotti.
Il gruppo di ricerca sta ora pianificando una serie di studi con risonanza magnetica, per comprendere più a fondo i cambiamenti a carico di cuore, polmoni e muscoli scheletrici associati al vaping, e in particolare i meccanismi biologici che portano a una riduzione della forma fisica.
Secondo gli esperti, con la crescente diffusione del vaping aumentano anche le preoccupazioni che si tratti di un comportamento sempre più normalizzato, capace di fungere da porta d'accesso alla dipendenza da nicotina e di introdurre rischi seri per la salute.
Le sigarette elettroniche, spiegano, possono contenere livelli inferiori di sostanze cancerogene rispetto al tabacco tradizionale, ma restano comunque in grado di provocare alterazioni genetiche, come danni al DNA e infiammazione, entrambi collegati a un aumento del rischio di tumore al polmone. Per chi non ha mai fumato, e quindi non utilizza il vaping come metodo per smettere, le conseguenze sulla salute diventano sempre più difficili da giustificare, sia per i decisori politici sia per l'industria del tabacco.






