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I temi dell’educazione sessuale, dell’informazione e della pratica della contraccezione tra i più giovani nel nostro paese sono molto dibattuti a fronte di numerose criticità, tra le quali uno scarso utilizzo dei metodi contraccettivi, che sembrano sempre meno adottati dalle giovani generazioni. Un problema non solo per un’efficace precauzione per gravidanze indesiderate, ma anche per tutte le malattie sessualmente trasmissibili.

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Recenti ricerche sottolineano un uso prevalente del preservativo, anche se una importante parte di giovani pratica sesso non protetto. L'accesso ai consultori è basso, il ricorso a metodi meno sicuri, come il coito interrotto, è ancora diffuso. A questo si aggiunge una generale disinformazione sulla contraccezione più efficace e la paura degli ormoni, che contribuiscono al ritardo italiano rispetto ad altri paesi europei.

Uno studio condotto tra giovani italiani tra i 14 e i 17 anni ha messo in evidenza queste criticità, mostrando come i giovani vorrebbero vivere l’educazione sessuale con meno tabù e maggiore chiarezza. In mancanza di risorse e altre possibilità, si informano da amici (53,4%), dai social media (46%). Altre fonti di informazione sono la scuola (43,2%) e il web (40,4%). La famiglia è solo al quinto posto con il 27,6%, mentre il medico o il consultorio sono indicati da appena il 5,6% dei giovani.

All’interno di questo quadro problematico, un recente studio australiano mette in luce come anche le farmacie comunali possano svolgere un importante ruolo nell’informazione in campo contraccettivo per gli adolescenti, diventando un ulteriore tassello utilizzabile per colmare questo bisogno dei più giovani.

La ricerca è stata condotta dal SPHERE Center for Research Excellence della Monash University. Gli studiosi hanno appunto indagato come le farmacie possano assumere un ruolo più rilevante nell’offerta di informazioni e servizi contraccettivi per gli adolescenti.

Pubblicata su eClinicalMedicine, la ricerca ha evidenziato come sia i giovani sia i farmacisti mostrino interesse verso un maggiore accesso ai servizi di salute sessuale e riproduttiva, anche se persistono diversi ostacoli.

Negli ultimi anni in Australia i casi di gravidanze adolescenziali sono diminuiti, ma rimangono associati a rischi più elevati di mortalità e morbilità materna, oltre che a conseguenze su istruzione, occupazione e salute riproduttiva per i giovani che si espongono a rapporti non protetti.

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Secondo la prima autrice, la ricercatrice Anisa Assifi, lo studio conferma l’importanza di servizi di qualità e a misura di adolescente, fondamentali per garantire esiti positivi sul piano sanitario e socioeconomico.

Gli adolescenti incontrano spesso difficoltà maggiori rispetto agli adulti nell’accesso ai servizi, a causa di stigma, scarsa conoscenza, costi e normative restrittive.

In questo contesto, le farmacie comunali rappresentano un’alternativa accessibile e promettente, purché i farmacisti siano adeguatamente formati e supportati. Molti giovani riconoscono infatti nelle farmacie un luogo comodo e vicino, accessibili, anche se permane in loro il timore di giudizi e imbarazzo.

Lo studio sottolinea anche la necessità di standardizzare l’erogazione dei servizi per ridurre disuguaglianze e informazioni scorrette, ampliando il ruolo dei farmacisti con formazione mirata e un quadro normativo chiaro.

La conclusione della dottoressa  Assifi è che le farmacie possano diventare un punto di ingresso vitale al sistema sanitario per gli adolescenti, ma solo se rese davvero inclusive e “adolescent-friendly”.

Un suggerimento andrebbe raccolto e rilanciato all’interno della politiche di informazione e prevenzione in ambito di educazione e conoscenza in merito ai metodi contraccettivi.


Riferimento bibliografico

Anisa Rojanapenkul Assifi et alii.
Contraception and abortion information and care
in community pharmacy for adolescents: a systematic review
.
eClinicalMedicine (2025)

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