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Molto si è scritto sui pericoli dell’online per gli adolescenti, sono state realizzate guide con consigli per i genitori e gli adulti che si occupano di loro, sottolineando quello che i ragazzi si possono trovare ad affrontare online: cyberbullismo sui social network e sui programmi di messaggistica, visualizzazione di contenuti dannosi, la possibilità che la consultazione dello smartphone che si trasformi in dipendenza.

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Su internet esistono mondi virtuali che possono rappresentare pericoli reali. Questa preoccupazione è fondata in quanto gli schermi hanno invaso la vita degli adolescenti. Secondo recenti ricerche a livello europeo, oltre l'80% dei ragazzi di 12-17 anni è dotato di uno smartphone. I giovani di 13-19 anni trascorrono in media molte ore su Internet. Arrivano da più parti inviti ai genitori a vigilare sull'uso delle tecnologie digitali.

Un altro punto di allarme ripreso dalle indagini e rafforzato dagli studi, riguarda il contatto online con estranei. Il 12% degli adolescenti ha preso un appuntamento con uno sconosciuto che ha incontrato online. Infine, anche il tipo di siti visitati viene messo in discussione da quando si sa che l'8% dei ragazzi ha già visitato siti di tipo pro-anoressia o pro-bulimia, il 6% siti che veicolano messaggi di odio, il 3% siti con contenuti pericolosi a riguardo di droga, autolesionismo o suicidio.

Di fronte a tutti queste insidie, si comprende che molti esperti consiglino di aiutare i giovani a fare un passo indietro rispetto alle loro abitudini, a sviluppare la loro mente critica, a capire che anche Internet è uno spazio soggetto alla legge, per il quale sono previste regole di comportamento riguardo a ciò che si pubblica.

Concentrandosi in questo modo solo sulle garanzie e sui regolamenti da mettere in atto, non si perde però di vista quanto motiva l’attrazione dei ragazzi per l’utilizzo dei dispositivi interattivi? E non si sta trascurando quanto dicono molti studi sulla psicologia adolescenziale? Indicazioni che, se non prese in considerazione, renderanno più deboli i tentativi di prevenzione di un utilizzo pericoloso di internet.


Fragilità psicologica

Di fatto, se gli adolescenti sono tanto sedotti dagli smartphone è perché questi supporti offrono una risposta alla loro ricerca di identità e al loro bisogno di essere costantemente in contatto con i loro coetanei. Entrare nell'adolescenza significa soprattutto sviluppare il desiderio di distanziarsi dai propri genitori e affermare la propria indipendenza. La connessione digitale corrisponde a questo necessario bisogno di autonomia. Il controllo genitoriale è pressoché impossibile, l'accesso è gratuito, illimitato e anonimo.

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Essere adolescenti è anche e soprattutto essere parte di un gruppo, comunicare, confrontarsi continuamente su tutte le cose (dalla più banale alla più importante); è un tentativo di essere unici tra gli altri e allo stesso tempo identici. I social network soddisfano pienamente questo bisogno vitale dei ragazzi.

Occorre essere consapevoli del fatto che il periodo dagli undici ai quindici anni è una fase di grande vulnerabilità psicologica. Un momento di opposizione con i genitori, un momento in cui le emozioni vanno in tutte le direzioni. L'umore è spesso mutevole: l'adolescente passa dalle risate alle lacrime in pochi secondi. Le emozioni sono difficili da gestire: aggressività, chiusura in se stessi, sbalzi d'umore sono frequenti.

È in questi stati di grande instabilità che l'adolescente utilizzerà i dispositivi digitali, in quanto lo aiuteranno a gestire meglio queste emozioni o, al contrario, ad aumentarle.

Gli studi hanno dimostrato che la depressione, i disturbi d'ansia, il disturbo d’ansia sociale (cioè una timidezza esacerbata) e il disturbo da deficit di attenzione e iperattività sono spesso associati all'uso problematico dei videogiochi o di Internet.

Da questa correlazione, si può dedurre un legame causale? È frequente, in caso di difficoltà psicologiche, che si attribuisca la responsabilità ai dispositivi per l’interazione online. Ma è importante considerare il contesto in cui avviene il loro utilizzo: l'adolescenza è, di per sé, un periodo di fragilità psicologica.

In alcuni casi, lo schermo può quindi accentuare o causare queste difficoltà. Ma, in altri, consentirà di trovare risposte più o meno adatte alle difficoltà stesse.

Non si possono predisporre efficaci strategie di prevenzione senza affrontare le dimensioni psicologiche che portano gli adolescenti anche esporsi ai rischi che può comportare la connessione online.

In questo modo si sarà in grado di fornire loro gli strumenti necessari sia per la corretta gestione dei problemi psicologici sia per riconoscere ed evitare i rischi stessi. La questione dell’interazione online dovrebbe pertanto essere inclusa nel tema più generale del benessere degli adolescenti e della loro gestione delle emozioni.

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