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I problemi personali possono essere anche molto pesanti e difficili da superare, rubano energia per essere affrontati e rendono la vita molto più impegnativa e faticosa, soprattutto per i ragazzi, che non hanno ancora gli strumenti adeguati per sostenerli. 20220127 problems 3

Esistono molti tipi di problemi ma si possono anche classificare con poche categorie, secondo la psicologia, in base a come si impongono nella vita di una persona.

Ci sono i problemi da risolvere. Sono quelli che possono creare confusione, quando un giovane non sa cosa sta succedendo o cosa fare in una certa situazione.

Una ragazza adolescente ancora molto piccola può, ad esempio, chiedersi perché stia vivendo una situazione di esclusione sociale da parte delle compagne. Oppure un adolescente più grande scopre che per arrivare all'indipendenza ha ancora un sacco di cose da conoscere e da imparare.

Questo tipo di problemi richiedono di essere anzitutto compresi. Spingono un ragazzo perplesso a cercare una soluzione o una spiegazione. Suscitano curiosità.

I problemi con i quali bisogna fare i conti per lungo tempo, invece, possono richiedere molto impegno. Ad esempio si può essere obbligati a restare in una certa condizione fisica conseguentemente a una malattia o a un incidente. Un giovane adolescente si trova a doversi impegnare nella lenta riabilitazione di un infortunio sportivo. Oppure un adolescente più grande deve sviluppare una maggiore autodisciplina per supportare una crescente indipendenza in cui si trova a vivere.

Questo tipo di problemi possono richiedere continui tentativi, spingono la persona assillata a superare una circostanza difficile o fastidiosa. Suscitano una sfida.

Ci sono infine problemi da “sopportare” perché non hanno possibilità di essere cambiati. Possono essere particolarmente dolorosi. Una certa cosa è successa e rende infelici. Un adolescente, ad esempio, deve affrontare la fine di una relazione affettiva alle superiori. O un ragazzo più grande si ritrova a perdere le sicure comodità di casa essendo andato a vivere da solo.

Questo tipo di problemi può creare infelicità, mentre li si affrontano. Portano la persona ferita a provare sofferenza e dolore. Richiedono una sorta di “guarigione”.

E, naturalmente, i problemi principali vengono spesso vissuti da un giovane come una combinazione di questi tre tipi fondamentali. Ad esempio uno studente si trova a dover cambiare scuola e sente la sua vita come se fosse stata sconvolta. Sta cercando di comprendere come sia la nuova scuola, sta facendo ogni sforzo per stringere nuove relazioni e allo stesso tempo sente la mancanza dei vecchi amici che ha dovuto lasciare.

Affrontare problemi che danno infelicità

In una certa misura, tutti i problemi che provocano infelicità, afferma la psicologia, sono “auto-costruiti” perché sono giudizi su ciò che sta o non sta accadendo, su una situazione che una persona decide che non va bene.

I problemi che provocano dolore nascono da confronti negativi o da recriminazioni. Non si vuole accettare che le cose siano come sono. La discrepanza con quello che si vorrebbe fossero, può creare un’insoddisfazione che provoca infelicità, soprattutto quando un fatto è ormai accaduto e non può più essere cambiato.

Esistono solo tre modi per alleviare i problemi che provocano infelicità. La persona può arrivare a “vedere” le cose per come stanno, come se le volesse davvero così. Oppure la persona può cambiare il modo in cui vuole che le cose siano per adattarsi a come stanno effettivamente. Una sorta di adattamento alla realtà.

Un giovane fa un passaggio evolutivo quando decide di cambiare quello che si può migliorare, arrivando ad accettare quello che non si può modificare.

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Essere inclini ai problemi

Decidendo di “avere” un problema, un giovane dice a se stesso che qualcosa deve essere corretto o cambiato nella sua vita. Non si sente bene come sta, si dice che non sarà mai come gli altri che gli piacciono.

In questo modo crea una discrepanza tra le cose come stanno e come vorrebbe che fossero, generando così un’insoddisfazione che può motivare un'azione correttiva.

Può provare a cambiare qualcosa di se stesso o della situazione in cui vive, viceversa può creare un continuo senso di scontento con se stesso se non lo fa. Adulti ed educatori devono lavorare con lui per rendergli chiara questa dinamica.

Molti adolescenti delle scuole medie, pressati dai cambiamenti della pubertà e dalla competizione per l'appartenenza sociale, si tormentano con questa domanda, è quindi importante che i genitori comprendano le sue azioni e reazioni, senza pensare che qualcosa “non va” nel loro ragazzo.

Affrontare un problema

I giovani a volte possono aiutarsi “scegliendo” e selezionando saggiamente i loro problemi. Possono dirsi, ad esempio, di avere già abbastanza rimostranze su se stessi per aggiungerne altre.

Può volerci una buona dose di coraggio per dichiarare di avere e poi affrontare un problema. Giudicarsi carenti non è divertente. Ognuno tende a giudicare come sono e come si sta svolgendo la loro vita, quello che sta andando bene o male, successi o fallimenti, e così via. Dichiarare di avere un problema può voler dire affrontare alcune di queste carenze e, allo stesso tempo, far nascere il desiderio di cambiamento personale. Non si hanno amici, ad esempio, e si decide non di rassegnarsi a questo ma di affrontare la questione.

I problemi, infatti, non si limitano a mettere in evidenza qualcosa di sbagliato; possono anche motivare a fare qualcosa di giusto per se stessi. Ad esempio, decidere di non essere un solitario ma una persona con tante relazioni. Sebbene i problemi possano provocare dolore, possono anche essere una forte motivazione al miglioramento.

Come i problemi possono essere anche un dono

Un genitore o un educatore dovrebbe insegnare a un ragazzo a vedere i problemi anche una sorta di regalo delle avversità, come l'opportunità di poter poi rivendicare i miglioramenti personali derivanti dall’aver saputo affrontare con fatica gli ostacoli della vita.

Un ragazzo deve essere cosciente che già solo capire un problema richiede intelligenza. Affrontare le sfide richiede poi perseveranza, di non arrendersi fino ad aver raggiunto ciò che conta.

Superare il dolore o uscire da una situazione difficile  richiede resilienza, basta pensare al caso sopra citato di un infortunio.

Si potrebbero certo non “gradire” i problemi della vita ma i ragazzi acquisiscono capacità ed evolvono affrontando le difficoltà che si trovano di fronte. Pertanto, se un giovane ha affrontato difficoltà significative durante la crescita, potrebbe aver sviluppato preziosi punti di forza. Una maggiore intelligenza, perseveranza e resilienza possono aiutarlo a sostenere le normali frustrazioni e battute d'arresto della giovane età adulta.

Quello che il giovane potrà scoprire, supportato da una relazione educativa, è che quando vengono trattati come test, i problemi sono spesso opportunità nascoste, che hanno un valore duraturo da insegnare in base all'esperienza anche dura che fanno fare per essere superati.

Ne può derivare una sorta di consolidata fiducia in se stessi. I tempi difficili che si sono conosciuti, preparano per i tempi difficili che potrebbero arrivare, come una sfida già sostenuta e superata.