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La cattiva informazione e la disinformazione sanitaria rappresentano una delle principali preoccupazioni per la salute pubblica, data la massiccia e crescente diffusione di notizie false sulla salute sulle piattaforme di social media negli ultimi anni.

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Tali notizie, anche se non del tutto false, sono spesso imprecise e incomplete e possono portare a scelte sanitarie sbagliate, comportamenti a rischio e perdita di fiducia nelle autorità sanitarie.

La ricerca sulla credibilità dei messaggi si è concentrata principalmente sugli adulti, ma un nuovo studio condotto dall'Università Comenius di Bratislava ha indagato fino a che punto gli adolescenti sono in grado di affrontare l'elevato volume di fake news sulla salute online.

L'analisi ha rivelato che il 41 per cento degli adolescenti non era in grado di distinguere tra contenuti medici veri e falsi e che nemmeno la scarsa precisione e accuratezza della scrittura dei messaggi a contenuto sanitario era percepita come un segno di scarsa affidabilità.

"C'è stata un'esplosione di disinformazione nel settore della salute durante la pandemia di Covid-19", ha affermato il ricercatore principale dello studio Radomír Masaryk, esperto di psicologia della salute presso Comenius. "Dato che gli adolescenti sono utenti frequenti di Internet, di solito ci aspettiamo che sappiano già come avvicinarsi e valutare le informazioni online, ma sembra essere vero il contrario".

Ricerche precedenti hanno scoperto che gli adolescenti esaminano le caratteristiche strutturali di un sito Web, come il linguaggio e l'aspetto, per valutare le informazioni che trovano.

Ad esempio, le organizzazioni autorevoli, i marchi affidabili o l'uso di un linguaggio coerente con il business tendono a essere più affidabili. Al contrario, la presenza di elementi editoriali e di scrittura come superlativi, espressioni “esche da click”, errori grammaticali, appello all'autorità e caratteri in grassetto, riduce la credibilità del contenuto.

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Per verificare queste ipotesi, il professor Masaryk e i suoi colleghi hanno presentato a 300 adolescenti sette brevi messaggi sugli effetti sulla salute di vari tipi di frutta e verdura.

Questi messaggi appartenevano a diverse categorie: messaggi falsi, messaggi veri neutri e messaggi veri con elementi editoriali accattivanti (superlativi, “esche da click” ecc.). Ai partecipanti è stato chiesto di valutare l'affidabilità dei messaggi.

Gli adolescenti sembravano essere in grado di distinguere tra messaggi sulla salute apertamente falsi e messaggi veri o leggermente carichi di elementi grafici e di scrittura accattivanti, con il 48% dei partecipanti che si fidava dei veri messaggi neutri più di quelli falsi.

Tuttavia, uno sbalorditivo 41% di loro considerava i messaggi falsi e neutri ugualmente affidabili, mentre l'11% considerava i messaggi neutri veri meno affidabili di quelli falsi.

Questi risultati piuttosto scoraggianti evidenziano l'urgente necessità di una migliore istruzione degli adolescenti per individuare gli elementi di editing che trasmettono la qualità di un'informazione e un aumento dell'alfabetizzazione sanitaria e della formazione sull'alfabetizzazione mediatica, per aiutarli a sviluppare abilità come il pensiero analitico e il ragionamento scientifico.

Questa la conclusione dei ricercatori, raccomandazione che genitori e insegnanti dovrebbero seguire, considerando quanto spesso i ragazzi cercano su internet quello che dovrebbe essere invece detto e spiegato loro da pediatri e medici.


Lo studio è pubblicato sulla rivista Frontiers in Psychology.