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Un genitore è ovviamente orgoglioso dei propri figli quando raggiungono un risultato positivo e pensa che possa far loro piacere sentirlo e che il suo elogio li sproni a fare sempre meglio. Ma è proprio così?

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In realtà sembra che molti ragazzi ne vengano turbati. Ad esempio, dopo aver vinto una gara o ottenuto un alto voto a scuola, passato un primo momento di soddisfazione, infatti, la lode dei genitori li rende particolarmente sensibili, successivamente, all’assenza di un elogio analogo quando le cose vanno meno bene.

Sono sentimenti coerenti con quello che sostiene la ricerca clinica. Alcuni psicologi della personalità hanno affermato che la considerazione positiva contingente da parte degli adulti ha un impatto negativo sullo sviluppo della personalità. Ad esempio, quando i bambini pensano di essere elogiati solo per i risultati raggiunti, diventano più cauti ed evitano le sfide impegnative. Percepiscono il fallimento come troppo rischioso e stabiliscono di conseguenza obiettivi meno ambiziosi da raggiungere.

Inoltre, la ricerca ha dimostrato un legame tra l'elogio basato sui risultati e la depressione. Molti atleti professionisti hanno citato la lode basata sui risultati come uno dei principali fattori scatenanti per le loro difficoltà con la depressione e l'ansia.

Il consiglio degli esperti è infatti di apprezzare i figli per l'etica del lavoro che sviluppano, e di essere orgogliosi di loro per l’impegno speso e non per i risultati raggiunti.

Meglio non dire, pertanto "Sono orgoglioso di te" quando le cose vanno bene.

Lo sforzo è una delle tante strategie di processo che i ricercatori ritengono utile elogiare, poiché incoraggia il rispetto di sé più dell'elogio delle capacità e dei risultati.

Lodare le strategie di processo è fondamentale per il rispetto di sé, perché queste sono associate a un maggiore senso di controllo. Al contrario, lodare il talento e i risultati viene associato a sentimenti di impotenza. Quando gli individui iniziano a considerarsi impotenti nel controllo dei risultati, sperimentano una minore autostima e un aumento dei tassi di depressione.

Un'altra strategia di processo che è sotto il controllo di un individuo e, quindi importante da lodare, è la volontà di superare l'ansia. Anche i più bravi tra i ragazzi di fronte all’avvicinarsi di una competizione possono sentirsi sotto pressione e provare ansia. Quando infine un ragazzo riesce a vincere questa paura, un genitore dovrebbe lodarlo, indipendentemente dal risultato della sfida in cui si è impegnato.

È importante che i figli siano orgogliosi di se stessi per i loro sforzi, non per i loro risultati, ed è importante che inizino a comprenderlo già da piccoli, in modo che possano crederci su se stessi da adulti.

Molti degli adolescenti di oggi sono estenuati all'idea che la loro identità venga misurata dai loro risultati. La realtà è che i risultati non sono completamente sotto il controllo di nessuno. Tuttavia, i punti di forza di una persona possono esserlo. Su questi elementi dovrebbe concentrarsi la genitorialità. I figli devono sapere di poter essere persone straordinarie senza ottenere risultati straordinari.

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Oltre agli elogi, è bene che un genitore comunichi a un figlio un’idea di fallibilità, in modo tale da creare in lui la capacità di affrontare la frustrazione dei fallimenti. È importante che un ragazzo sappia che il padre nel corso della sua vita ha tentato e fallito un sacco di volte in molte imprese diverse, per poi tentare ancora.

Soprattutto per un figlio maschio, vedere un padre in carne e ossa, con i suoi difetti e la sua emotività, un padre che ha anche commesso errori, serve a demitizzare una mascolinità stereotipata in luoghi comuni pericolosi educativamente.

Un ragazzo poi deve imparare presto che deve essere un po' egoista, se non altro per autoconservazione. Se saprà cosa significhi amare se stesso, conoscere se stesso, accettare e difendere se stesso, potrà farlo anche con qualcun altro.

Sacrificarsi per gli altri, in modo consapevole, a volte è importante, ma non deve essere l'unica cosa che viene insegnata a un figlio perché, se smette di essere una scelta, può portare a seri problemi nello sviluppo di una personalità.

Nei momenti in cui si vede un figlio fare qualcosa, è importante assicurarsi che stia facendo del suo meglio. Basta pensare a quel genere di insegnanti capaci di spronare gli studenti a dare quanto possono, i quali, se vedono che i ragazzi non lo stanno facendo, li spingono a riprovarci e a non accontentarsi di un risultato mediocre. Sono quegli adulti in grado di stabilire relazioni trasformative, nelle quali un giovane è spinto dalla forza della relazione con l’adulto a raggiungere più di quanto farebbe da solo.

Una relazione che vale nello sport come nelle discipline scolastiche o nell’arte. Se un allenatore, un mentore o un padre sono esigenti, ma anche in grado di essere amorevoli ed equilibrati, un giovane può dare il massimo per lui e otterrà più di quanto pensava possibile.

Saper dosare elogi, incoraggiamenti, ammonimenti non è facile per un genitore, ma anche in questo risiede la chiave per uno sviluppo equilibrato e solido della personalità di un figlio, affinché diventi alla fine un adulto capace di affrontare anche sconfitte e delusioni.

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