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La maggior parte delle persone ha, in una certa misura, paura del rifiuto sociale; per alcuni individui, però, questa paura può essere tanto forte da diventare invalidante. È una fragilità che ha le sue radici nella prima adolescenza.

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Una nuova ricerca di pubblicata dalla rivista Social Psychology and Personality Science esplora le cause dello sviluppo di quello che gli psicologi definiscono come "sensibilità al rifiuto".

Un team di ricercatori guidato dalla dottoressa Ashley Araiza della Stony Brook University ha esaminato i dati dello “Stony Brook Temperament Study “ - uno studio longitudinale che esaminava il primo temperamento dei bambini come precursore di disturbi emotivi e psichiatrici - per capire se alcune esperienze della prima  infanzia potessero spiegare lo sviluppo della sensibilità al rifiuto in preadolescenza e oltre.

Hanno scoperto che in effetti può essere così.

"La sensibilità al rifiuto è la tendenza degli individui ad aspettarsi con ansia, a percepire immediatamente e reagire in modo eccessivo al rifiuto interpersonale" spiegano i ricercatori.

"La teoria esistente presume che le prime esperienze di rifiuto causino la sensibilità al rifiuto, anche se pochi studi lo hanno valutato questa ipotesi in modo prospettico. Abbiamo scoperto che le esperienze dirette di accettazione sociale, sotto forma di supporto tra pari all'età di nove anni, sono correlate negativamente, in modo inversamente proporzionale, alla sensibilità al rifiuto in adolescenza".

Per giungere a questa conclusione, i ricercatori hanno esaminato i dati di 447 bambini che hanno preso parte allo “Stony Brook Temperament Study “ in tre momenti della loro crescita: a sei, nove e dodici anni. Diversi aspetti dell'esperienza infantile sono stati misurati in ogni punto temporale.

All'età di sei anni, i ricercatori hanno valutato l'accettazione e il rifiuto dei genitori, la qualità della relazione tra i genitori, il supporto sociale dei genitori, nonché i sentimenti negativi del bambino osservati e riferiti dai genitori.

All'età di nove anni, i ricercatori hanno valutato l'accettazione o il rifiuto da parte dei genitori segnalati dai bambini, il sostegno tra pari sempre indicato dai bambini, l'esclusione tra pari segnalata dagli insegnanti, nonché le emozioni negative dei bambini (come riferito dai genitori e dal bambino).

Infine, a dodici anni, la sensibilità al rifiuto è stata valutata tramite una versione modificata di un precedente questionario sulla sensibilità al rifiuto infantile, messo a punto in una precedente ricerca.

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Sono emersi tre risultati chiave. In primo luogo, il supporto (auto-riferito) che i bambini avevano ricevuto dai loro coetanei all'età di nove anni è risultato significativamente associato alla sensibilità al rifiuto all'età di dodici anni.

In secondo luogo, i ricercatori hanno scoperto che un’alta qualità nella relazione tra i genitori all’età di sei anni era predittiva di una minore sensibilità al rifiuto nella pre-adolescenza.

Terzo, e forse più interessante risultato, è stata l'associazione che i ricercatori hanno scoperto tra emozioni negative e sensibilità al rifiuto.

"Questo è il primo studio prospettico, scrivono i ricercatori, di cui siamo a conoscenza sul ruolo del temperamento nel predire la sensibilità al rifiuto.

Abbiamo osservato che la propensione ad avere sentimenti negativi nelle interazioni con gli altri e nella percezione della vita valutati già all'età di sei anni faceva prevedere la sensibilità al rifiuto rilevata a dodici anni, una scoperta che contribuisce in modo sostanziale alla letteratura sulla sensibilità al rifiuto, che finora si è concentrata principalmente sulle esperienze interpersonali di rifiuto come antecedenti alla sensibilità al rifiuto".

Allo stesso modo, i ricercatori sono stati sorpresi da quello che non hanno riscontrato.

Ad esempio, contrariamente alle teorie esistenti sulla sensibilità al rifiuto, i ricercatori non hanno trovato prove che suggeriscano che le esperienze della prima infanzia di accettazione / rifiuto da parte dei genitori fossero predittive della successiva sensibilità al rifiuto.

In altre parole, la sensibilità al rifiuto potrebbe avere più a che fare con il ruolo dei coetanei nella vita dei bambini che non con quello dei genitori.


Riferimento bibliografico:
Araiza, AM, Freitas, AL e Klein, DN (201nove).
Social-Experience and Temperamental Predictors of Rejection Sensitivity: A Prospective Study.
Social Psychological and Personality Science.

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